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Il Mastino dei Baskerville

Nel 1902, Arthur Conan Doyle scrisse un romanzo con protagonista Sherlock Holmes, chiamato a risolvere un misterioso omicidio……..

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La risoluzione del caso arrivò quando il famoso investigatore realizzò che il cane di casa non si mise ad abbaiare mentre veniva commesso l’omicidio e questo poteva significare una sola cosa: il cane conosceva l’assassino, il quale doveva necessariamente essere un membro della famiglia.

L’indizio era quindi dato dall’assenza di un evento probabile: cioè l’abbaiare del cane.

Alexander Elder definisce “Hound of the Baskervilles” quei segnali di analisi tecnica che derivano da setup altamente predicibili ma che hanno un esito opposto a quello atteso.

Alcuni setup sono portatori di segnali molto forti che evolvono in modo prevedibile, come l’abbaiare di un cane in presenza di un estraneo: quando questo non avviene e il prezzo va in direzione opposta siamo in presenza di un Hound of the Baskervilles, un segnale contrarian la cui forza è tale da permettere di identificare gli assassini e suggerire ai trader di invertire le posizioni.

I bottom di mercato tendono a risolversi in modo rapido e violento, perché formati dalla paura e dalla disperazione, sensazioni spiacevoli che il mercato cerca di eliminare al più presto.

I top, al contrario, impiegano molto più tempo a organizzare il reversal perché sono governati dall’avidità e dalla bramosia, emozioni piacevoli che il mercato cerca di prolungare nel tempo.

La risoluzione del Bear Market del 2009 è avvenuta con una prodigiosa V, movimento che nei trimestri successivi non è stato riconosciuto dai molti che si aspettavano un ritorno ai minimi prima della ripartenza.

Allo stesso modo il Bear Market in corso ha temporaneamente concluso la discesa disegnando una potente V.

Tecnicamente l’orso è ancora vivo e quella a cui siamo assistendo è ancora un reaction rally all’interno di un Bear Market, anche se va detto che l’orso sta prendendo sonore scoppole: il certificato di morte sarà disponibile solo dopo aver superato i 2800 di indice.

La morte e le tasse, a differenza dei mercati, sono cosa certa ma con un indice oltre i 2800 punti, magari superati in modo gagliardo, possiamo ritenerci, probabilisticamente parlando, al sicuro e sostituire con patti più consistenti i piccoli accordi fatti in queste ultime settimane con il toro.

Purtroppo ci sono almeno due aspetti, uno dei quali è un Hound of the Baskervilles, che vanno considerati:

1) i bottom importanti come quello di Natale, raggiunti con alta volatilità e primi sintomi di panic selling, hanno la tendenza a ripetersi: non sta succedendo, succederà?

2) se questo Bear Market si risolve senza la formazione di una divergenza tra prezzo e %ATR, avremmo un fatto unico quantomeno nell’ultimo ventennio, quindi in un periodo nel quale si sono avvicendati il Dot.com del 2000, il Credit Crunch del 2008, il Flash Crash del 2010, il golpe estivo del 2011, il doppio bottom del 2015-2016 e il penultimo ribasso del Febbraio 2018. Insomma non è mai successo prima, succederà?

Seguendo la storia dei mercati e degli indicatori che ne misurano i segni vitali, l’evento più probabile è un ritracciamento verso minimi. Un rialzo che si realizzi senza una divergenza tra %ATR e prezzo merita di essere classificato come Hound of the Baskervilles e se dovesse effettivamente realizzarsi darebbe ulteriore forza alla nuova gamba rialzista in corso.

Nell’attesa di sentire abbaiare o meno, la gestione attenta del rischio e del money management sono l’unica barriera che possiamo mettere tra noi e le situazioni che non siamo in grado di prevedere: cioè tutte.

Nelle ultime due settimane SPX ha ripreso fiato dopo una lunga corsa, ma senza mai cedere terreno, traccheggiando sotto a una resistenza che giovedì è stata rotta in breakout portando il prezzo a contatto con +2ATR, un valore piuttosto alto ma senza altri segnali di ipercomprato: la cosa più bullish che può fare un mercato è rimanere in ipercomprato per lungo tempo, ed ecco perché l’analisi dei mercati fatta sui soli concetti di estremo dei prezzi rischia spesso di essere sbagliata.

Tutti i timeframe dell’indice NH-NL, con esclusione del settimanale in posizione neutra, sono entrati nella loro bullish zone (rettangoli in grafico), aggiungendo al quadro rialzista alcuni segnali che generalmente indicano un mercato in fase di forte e duraturo rialzo.

Molti tra i titoli che controllo settimanalmente con i miei scan sono però in netto ipercomprato, con chiusure sopra a +3ATR: livelli che non possono essere mantenuti per molto.

Uno swing ribassista verso value, cioè la Keltner mediana (inevitabile) permetterebbe a chi ha perso la corriera del bottom natalizio di prendere posizione a fianco del toro e a chi invece è già in viaggio, di ricaricare le posizioni al rialzo.

Inoltre, uno swing ribassista non accompagnato da un aumento dell’offerta e della volatilità avrebbe un significato tecnico di grande valore: la mazzata finale all’orso.

La situazione al momento non offre opportunità golose: entrare long ora significa esporsi al rischio di prendere i massimi, sia pure per breve tempo, entrare short ha il gusto di un’operazione in plateale controtrend, che non è male di per sé ma va fatta su segnali di grandissima qualità perché significa andare contro un treno in corsa. Diversamente si può attendere lo swing al ribasso (con test definitivo sulla vitalità dell’orso) e riaccompagnare il mercato verso prezzi più elevati.

Autore: Laboratoriodiborsa.blogspot.com

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