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Israele, crescita torna sostenuta grazie a raggiungimento autonomia energetica

1 PALESTINA

Gas di Tamar spinge crescita
Israele resta una delle economie più solide dell’area mediorientale, nonostante le tensioni e i rischi geopolitici….


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Dopo il rallentamento registrato nel 2012 il Paese guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu dovrebbe mostrare, secondo gli analisti interpellati da Bloomberg, tassi di crescita nel 2013 nell’ordine del 3,6%, mentre gli esperti del Fondo monetario internazionale (Fmi) prevedono un progresso del Prodotto interno lordo (Pil) del 3,8%. A dare una spinta al Pil le notizie in arrivo dal fronte energetico: lo stato di Israele ha estratto il proprio gas naturale di Tamar nel Mar Mediterraneo. Un’importante conquista che permetterà al Paese mediorientale di essere autonomo nell’approvvigionamento energetico e al tempo stesso di aumentare le proprie esportazioni. Stando alle stime degli analisti di Moody’s, che assegnano un rating ‘A1’ con un outlook stabile a Israele, la produzione del campo di gas naturale Tamar, iniziata ad aprile, potrebbe impattare positivamente sul Pil per circa un punto percentuale.
“L’effetto Tamar” potrebbe contribuire anche al rafforzamento dello shekel che ha guadagnato circa il 6% sul dollaro nel solo 2013, continuando a rappresentare un pericolo per l’andamento delle esportazioni. Nel corso dell’anno per limitare l’apprezzamento della valuta è intervenuta la banca centrale israeliana che ha ridotto i tassi di interesse che ora risultano pari all’1%. La crescita del Paese è legata a doppio filo proprio all’andamento delle esportazioni, che costituiscono circa il 40% del Prodotto interno lordo. Il commercio internazionale ha giocato un ruolo di rilievo nell’economia israeliana: grande importanza al settore industriale caratterizzato da elevata intensità tecnologica. Le industrie ad alta tecnologia rappresentano, infatti, il settore più dinamico dell’economia e costituiscono il fattore di traino dell’intero sistema, tramite le esportazioni e la creazione di startup.

Nuova guida per la banca centrale
Dopo la nomina di Janet Yellen alla guida della Fed anche la banca centrale d’Israele avrà una donna al timone. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Finanze, Yair Lapid, hanno infatti nominato lo scorso 20 ottobre Karnit Flug nuovo governatore. L’economista Flug, 58 anni, prende il posto di Stanley Fisher che ha ricoperto questa carica per otto anni e ha giocato un ruolo decisivo nella gestione della crisi. Dal 2011 Karnit Flug era il braccio destro del governatore Fisher e questo si dovrebbe tradurre in una continuità sulle scelte di politica monetaria che verranno portate avanti dall’istituto centrale.

Borsa di Tel Aviv corre sui massimi da aprile 2011
Anche la Piazza azionaria di Tel Aviv ha preso parte al rally estivo ed autunnale insieme alle altre principali Borse mondiali. L’indice Tel Aviv 25, il principale listino della Borsa israeliana, viaggia sui massimi degli ultimi due anni. Da fine agosto in poi l’indice ha accelerato la sua corsa fino a superare quota 1.300 punti lo scorso 22 ottobre, livelli che non vedeva dall’aprile 2011. Il bilancio 2013 risulta positivo di oltre il nove per cento. Uno dei titoli che si è maggiormente distinto in positivo nel corso dell’anno è Delek Drilling che ha registrato il suo massimo storico a inizio ottobre. La società è impegnata nell’estrazione del gas naturale nel deposito di Tamar.

Fonte: RBS

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