TrendAndTrading.it

JCI: IPO Moncler: solo luci o anche qualche ombra?

certificati open end societe generale

Moncler, società attiva nella produzione e commercializzazione di abbigliamento casual e sportivo (soprattutto piumini) attraverso punti vendita proprietari e di terzi, promette di essere l’ IPO più “hot” del 2013…….


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da TrendandTrading iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


A pochi giorni dalla quotazione, l’offerta sembrerebbe infatti già sottoscritta ben oltre 20 volte l’importo in collocamento, segno che l’interesse degli investitori sul titolo è elevatissimo. Secondo un articolo di MF tra i potenziali sottoscrittori dell’IPO ci sarebbero nomi come Arnault, Ferragamo, Ortega, il fondo del Qatar con un’elevata probabilità che si vada addirittura al sorteggio.

Nella presente nota dopo una breve descrizione del collocamento e dei numeri di Moncler, faremo alcune considerazioni sulla valutazione del gruppo tessile, sul posizionamento e sulle prospettive del prodotto, sull’opportunità o meno di investirci agli attuali livelli.

Caratteristiche dell’IPO

L’offerta pubblica è partita il 28 novembre 2013 e si concluderà l’11 dicembre.
Il 16 dicembre 2013 sarà il primo giorno di quotazione.
L’offerta globale è di 66.8 milioni di azioni, che diventeranno 76.820 nel caso dell’eventuale esercizio della Greenshoe.
La forchetta di prezzo è tra €8,75 e 10,2 che a fronte di 250 milioni di azioni esistenti, porterà Moncler a valere tra €2,19 e 2,55 miliardi.

Circa il 90% dell’offerta sarà allocata a investitori istituzionali. Il lotto minimo è di 500 azioni, che diventano 5000 per il lotto minimo maggiorato.
I venditori sono i fondi di private equity che erano nel capitale -e quindi soci di carattere finanziario- mentre l’amministratore delegato Mr. Ruffini terrà la sua partecipazione sopra il 30% con un lock up a un anno.

Numeri e multipli di Moncler

Da prospetto informativo nel 2012 Moncler ha fatturato €489,2 milioni con un utile netto di €84,7 milioni.
Al 30 settembre 2013 Moncler ha fatturato €389 milioni, contro €331 del 2012. L’utile netto è stato rispettivamente di €55 e 47,3 milioni.
Da questi numeri possiamo notare l’importanza del quarto trimestre sull’utile netto.
L’Ebitda 2012 di €114,4 si è tradotto un Ebitda del 31,5%, numero molto elevato anche per un’industria ad elevato margine come quella cui appartiene Moncler.

Ipotizzando un prezzo di IPO di €10, avremmo una valutazione di €2,5 miliardi, da contrapporre ad un utile netto di €84,7 milioni nel 2012.

Sono elevati i multipli di Moncler?

Premettiamo che una società di abbigliamento con un net margin (rapporto tra fatturato e utile netto) che supera il 10% è già una società ben gestita e ben posizionata.
Per citare alcuni esempi Ralph Lauren ha un net margin dell’11% sulle stime del 2013, contro un 19% di Prada.
Moncler nel 2012 è stato al di sotto del 18% e potrebbe salire sopra il 20% nel 2013.

Sui p/e i multipli di Moncler sono abbastanza elevati rispetto al settore, perché sul 2012 il multiplo è di circa 29,5X (utilizzando con una capitalizzazione di “comodo” a €2500 miliardi). Sul 2013 tuttavia il multiplo dovrebbe assestarsi su livelli sensibilmente inferiori.

Tali multipli sarebbero eccessivi se presi a se stanti, lo sono tuttavia meno se inseriti in un contesto di crescita e di price premium come quello di Moncler, che punta addirittura a rafforzarsi attraverso l’apertura di punti vendita propri, l’entrata in nuovi mercati, l’allargamento della gamma di prodotti.

La Posizione finanziaria netta al 30 settembre era di €242 milioni, ma a fine 2013 dovrebbe essere sensibilmente migliorata considerando i flussi di cassa attesi nel quarto trimestre.

Considerazioni finali

Premettiamo che riteniamo difficile collocare Moncler.
Se analizziamo la marginalità industriale e il prezzo dei suoi piumini, lo dovremmo inserire di diritto nel settore del lusso. Se tuttavia vogliamo “restringere” il concetto di lusso a pochi eletti (Ferrari e Maserati, Hermes, Loro Piana, Patek Philippe, le penne Montblanc), allora tale classificazione è sicuramente prematura.

La società si sta muovendo bene da un punto di vista strategico, internazionalizzandosi e allargando la gamma di prodotti e, nonostante le vendite siano ancora quasi la metà attraverso punti vendita di terzi (quindi a più basso margine), la marginalità è già più che eccellente.
Moncler oggi in termine di immagine è un’azienda completamente diversa da quella degli anni ’80, che tuttavia era famosa per la elevata qualità dei suoi piumini che già allora venivano venduti a premio sulla concorrenza.
Attualmente Moncler dopo la rivitalizzazione del marchio ha allargato la copertura geografica e attraverso punti vendita propri sta consolidando i mercati di sbocco con un brand che è già forte e riconosciuto.
La sua brand awarness attuale è sorprendente se si pensa che la stessa Tod’s aveva inizialmente faticato a collocare Fay nell’alto di gamma.
E’ altresì impressionante pensare che la sua valutazione è quasi pari a quella data pochi mesi fa da Louis Vuitton a Loro Piana, che tuttavia ha numeri non troppo diversi da quelli di Moncler. Le stime sul 2013 di Loro Piana sono infatti di €700 milioni di fatturato con un net margin del 20%.

In sede di IPO e con una valutazione “tirata” in termini di multipli come quella di Moncler l’investitore deve fare una “scommessa” precisa sul futuro dell’azienda.
Tutto questo entusiasmo infatti non ci deve fare perdere lucidità: i multipli elevati sono infatti molto difficili da mantenere.
Riuscirà Moncler ad allargare il “price premium” dei piumini a tutta la gamma di prodotti? Oppure ad un certo punto i prezzi molto elevati scoraggeranno i consumatori potenziali acquirenti indebolendo il marchio?
Non dimentichiamo che l’allargamento della gamma prodotti e la vendita attraverso il canale proprietario è molto impegnativa in termini di investimenti e che un eventuale appannamento del Brand potrebbe avere conseguenze negative sui numeri e la marginalità dell’azienda.

In conseguenza di ciò, gli investitori che pensano che Moncler sia un Brand destinato ad entrare tra i pochii eletti del lusso, dovrebbero tentare di partecipare all’IPO e senza dubbio comprare anche successivamente.
Al contrario, chi ritiene che la “moda” di Moncler sia momentanea e destinata ad appannarsi con il tempo, anche solo per il fatto che il prezzo dei prodotti venduti è troppo elevato, alle attuali valutazioni dovrebbe stare ben lontano ed aspettare alcuni trimestri, analizzando attentamente l’evoluzione della gamma prodotti, degli investimenti e dei margini industriali.

Articoli Simili

Corn weekly: nuovo segnale dopo il raggiungimento del target

Administrator

Amazon – abbassata la resistenza, prezzi in avvicinamento al target

Administrator

Amazon – scenario invariato dalla scorsa settimana

Administrator