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JCI: Quale sarà l’andamento dell’S&P500 nel 2014?

Per il terzo anno consecutivo abbiamo deciso di elaborare le previsioni per gli indici azionari del nuovo anno, in particolare dell’S&P500, avvalendoci anche della metodologia sulla stagionalità elaborata da Jeffrey A. Hirsch, analista tecnico ed editore dello Stock Trader’s Almanac……


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Hirsh basa le sue previsioni sull’anno appena cominciato analizzando 3 stagionalità relative al mese di gennaio.

Le prime due stagionalità sono il Santa Claus Rally (gli ultimi 5 giorni dell’anno in chiusura e i primi due giorni lavorativi di gennaio del nuovo anno) e i primi 5 giorni lavorativi di gennaio del nuovo anno.
Alle due stagionalità, calcolate su un arco temporale di oltre 50 anni per cui significativo da un punto di vista dell’analisi statistica, sono associate elevatissime probabilità che il loro andamento possa estendersi all’intero anno appena iniziato. Insomma, è probabile che il loro segno possa corrispondere al segno finale per l’S&P500 alla fine dell’anno.
Nei casi in cui in queste 2 stagionalità l’S&P500 ha avuto una performance positiva e il mese di gennaio si concluda anch’esso con il segno positivo (il cosiddetto “Barometro di Gennaio” anch’esso elaborato da Hirsch), la probabilità di un analogo segno positivo diventa quasi certezza, superando il 90% di individuare l’andamento dell’anno.

Perché queste statistiche sono a nostro avviso molto importanti?

Perché non sempre l’andamento di un indice rispecchia a pieno i suoi fondamentali economici, ma dipendere anche da altre variabili tra cui la stagionalità.
In diversi casi in passato ad esempio l’S&P500 è salito anche a fronte di utili in peggioramento (evidenziando quindi un’espansione dei multipli) supportato da stagionalità e statistiche che hanno influenzato favorevolmente gli investitori.

L’andamento di un prezzo, in questo caso dell’S&P500, non è mai solo funzione dei dati economici in uscita ma sopratutto delle stime future che, per definizione, sono difficili da elaborare correttamente.
La statistica e l’analisi delle probabilità legate alle stagionalità si possono quindi considerare un efficiente strumento di supporto per le decisioni di investimento.

Santa Claus Rally 2013:
Il detto è “If Santa Claus should fail to call, bears may come to broad and Wall”, si basa sul presupposto che in assenza di una performance positiva nell’arco temporale che rientra in questa stagionalità, sarebbe lecito attendersi per l’anno un bear market.
Il periodo che si prende in considerazione sono gli ultimi 5 giorni del “vecchio” anno e i primi due del “nuovo”.
Il giorno da cui fare partire il calcolo è quindi il sest’ultimo dell’anno, che nel 2013 è stato il 23 dicembre, seduta borsistica in cui l’S&P500 ha chiuso a 1827,99.

Il 2 e il 3 gennaio sono stati i primi due giorni lavorativi dell’anno e il 3 sera l’indice statunitense ha chiuso a 1831,37.
Il Santa Claus Rally 2014 si è perciò concluso con una performance positiva, sebbene inferiore alla media storica degli anni per questa stagionalità.

A fronte della media degli ultimi 40 anni dell’1,6% il Santa Claus Rally 2013/2014 è stato positivo solo per lo 0,185%.

Primi 5 giorni di gennaio:
Dal 1950 la rispondenza tra l’andamento dei primi 5 giorni lavorativi del nuovo anno e l’intero anno è stata per l’S&P500 circa dell’87% in caso di performance positiva e del 50% circa in caso di performance negativa .

Il 2013 si è chiuso con l’indice a 1848.36. L’8 gennaio, l’indice invece ha chiuso a 1837,49, facendo realizzare alla stagionalità in questione una perdita dello 0,588%.

Concludendo, in attesa del “Barometro di Gennaio” che concluderà le statistiche che seguiamo nel mese di gennaio per prevedere l’andamento dell’S&P500 nel nuovo anno da un punto di vista puramente statistico e probabilistico, segnaliamo il risultato di due dei tre indicatori.
Il primo, il Santa Claus Rally, evidenzia un risultato positivo con un rialzo dello 0,185%.
Il secondo, che comprende i primi 5 giorni lavorativi del nuovo anno, è negativo per lo 0,588%.
La probabilità che l’S&P500 chiuda anche il 2014 positivamente, data la divergenza tra i due indicatori, da un punto di vista statistico è sensibilmente meno elevata rispetto agli ultimi anni. Nondimeno teniamo conto che anche negli anni in cui la performance di queste stagionalità è stata negativa, la probabilità di un rialzo dell’indice statunitense non è comunque inferiore al 50%. Nel 2014, pur a fronte di una divergenza, siamo comunque abbondantemente sopra il 65% di probabilità che l’anno si possa concludere positivamente.

Il Barometro di Gennaio sarà a nostro avviso determinante per avere le idee più chiare in proposito. La chiusura dell’indice del 16/01 a 1845,89 è al momento rassicurante.


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