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JCI: RENMINBI. Un’alternativa al Dollaro e maggiori opportunità di investimento

Come tutti sanno, il RENMINBI (anche denominato Yuan) è la valuta cinese, sempre più utilizzata negli scambi commerciali internazionali……


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E’ di pochi giorni fa la notizia che avrebbe addirittura superato l’Euro come volume di pagamenti tra i paesi, pur restando estremamente distante dal Dollaro USA.

Fino a pochi mesi fa investire in RENMINBI (CNY) era estremamente difficile, poiché le autoritá cinesi non consentivano la libera circolazione della valuta al di fuori del territotio domestico, né autorizzavano l’emissione di titoli obbligazionari.

Le cose stanno velocemente cambiando, dato che il crescente utilizzo dello Yuan come valuta di pagamento internazionale, va di pari passo con l’aumento delle possibilitá di investimento per chi é interessato ad inserirlo nel proprio portafoglio.

Anche se c’é adesso piu’ libertá di circolazione, il valore della valuta cinese viene comunque attentamente controllato dalle autoritá, seguendo una sorta di “peg” (cioé un legame ad un tasso di cambio prefissato) con il Dollaro USA e consentendo una ridotta ma stabile rivalutazione tra il 2% e il 5% all’anno.

Fonte: Bloomberg. Cambio USD/CNY a 6 anni

Da tempo si dibatte di quanto il CNY dovrebbe ancora rivalutarsi contro Dollaro per riequilibrare lo sbilancio di partite correnti (esportazioni meno importazioni), che vede gli USA in deficit perenne e la Cina in surplus. Resta comunque evidente che la capacità di esportare della Cina, ed il conseguente accumulo di riserve valutarie, rappresenta nel medio termine il principale elemento di forza dello Yuan.

In quest’ottica le dinamiche recenti mostrano, nonostante il rallentamento del tasso di crescita del PIL, un significativo aumento rispetto al recente passato.

Fonte: Bloomberg. Bilancia commerciale cinese dal 2000

Chiaramente, il surplus della bilancia commerciale cinese é strettamente correlato alla stato di salute dell’economia mondiale: maggiore é il tasso di crescita dell’economia mondiale, maggiori sono i consumi, maggiore é la richiesta di prodotti cinesi e quindi  di esportazioni che vanno ad aumentare il surplus.

Nello scenario di un ritorno alla crescita (anche se non elevatissima) in USA e Giappone e di stabilità in Europa, sembra plausibile che il surplus cinese rimanga stabile, se non addirittura aumenti, creando i presupposti per la continuazione della politica di graduale rivalutazione contro USD.

Puntare su strumenti denominati in RENMINBI quindi dovrebbe equivalere, a meno di colpi di scena clamorosi, ad investire in Dollari contando però su un “bonus” di rivalutazione tra il 3% e il 5% all’anno e su fondamentali economici che (almeno dal punto di vista teorico) dovrebbero sostenere il valore della valuta cinese assai di più di quella USA.

Resta ovviamente, come sempre se si decide di investire in Cina, l’incognita sul sistema politico centralizzato, che oltre a “dirigere” lo sviluppo economico dall’alto (un sistema che storicamente non ha dato risultati particolarmente incoraggianti), crea spesso dubbi sulla veridicità dei dati economici pubblicati dalle autorità cinesi.

Queste perplessità però, sembrano assai lontane in un’ottica di investimento a 12-24 mesi, e sono comunque mitigate da dati oggettivi (come per esempio il consumo di energia elettrica o di materie prime), che indicano senza dubbio dinamiche di crescita economica tuttora molto robuste.

 


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