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L’oro risponde con prevedibile flemma al rischio di default degli USA

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Le quotazioni dell’oro da investimento sono rimaste invariate durante la sessione della mattina in Asia e a Londra, rimanendo a $1313 all’oncia durante scambi “esigui” secondo quanto riportato dai dealer, nonostante il governo degli Stati Uniti rimanga chiuso………

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Analisi a cura di BullionVault


e il rischio crescente di un default dei debiti di Washington.
 
“Il Congresso gioca col fuoco” ha dichiarato domenica il segretario al Tesoro Jack Lew alla CNN. “Se il governo degli Stati Uniti decide per la prima volta nella storia di non pagare i propri debiti puntualmente, saremo in default.”
 
“Non ci sono alternative al default se non abbiamo soldi per pagare quanto dovuto.”
 
Gli analisti dei metalli preziosi sono rimasti nel frattempo privi di due importanti report venerdì, visto che la chiusura del governo ha ritardato sia il dato mensile dei Non-Farm Payroll che quello settimanale dei Commitment of Traders dal mercato di future e opzioni.
 
Paragonando i movimenti attuali dell’investimento in oro con le precedenti chiusure del governo USA, gli analisti di Goldman Sachs e di Barclays concordano nella mancanza di lustro nei movimenti del prezzo, giudicandola “non sorprendente” visto il modo in cui l’oro rispose in precedenti casi simili dal 1976.
 
Crollati dell’1,4% la settimana prima della chiusura, il prezzo dell’oro da investimento ha avuto un declino medio dello 0,4% durante i 17 precedenti casi di chiusura, indica Barclays.  
 
“La reazione del prezzo prima, durante e persino dopo una chiusura” commenta Goldman, “è sempre stata silenziata, anche in chiusure lunghe fino a tre settimane.”
 
Con il default ora previsto per il 17 ottobre, quando il governo statunitense esaurirà i fondi compresi nella finanziaria scaduta lo scorso mese e senza che si sia giunti ad un accordo per un nuovo tetto del debito, “I mercati del credito potrebbero bloccarsi, il valore del dollaro crollare, i tassi di interesse degli Stati Uniti salire esponenzialmente” ha avvisato il Dipartimento al Tesoro di Lew venerdì.
 
Anche l’argento è rimasto invariato lunedì mattina, muovendosi in un range di 35 centesimi attorno ai 21,75 all’oncia mentre le altre commoditi industriali scivolavano nonostante il declino del Dollaro.
 
I mercati azionari sono entrati della terza settimana di declino, rimanendo comunque il 2% al di sotto del massimo quinquennale registrato a settembre sul MSCI World Index.
 
“È chiaro” si legge in una nota degli analisti di Citigroup, “che gli investitori non sono particolarmente preoccupati rispetto alla possibilità di un default sul debito, e non si aspettano che la rottura sul tetto del debito duri a lungo.”
 
“È altamente improbabile” commenta Raymond McDaniel, CEO di Moody’s, intervistato alla CNBC, “che il Tesoro vada in default.”

“Sembra un film già visto” spiega McDaniel, riferendosi al problema simile del 2011 che vide il prezzo dell’oro salire a prezzi record oltre i $1900 all’oncia.

“Ironicamente, proprio perché una cosa simile è accaduta nel passato recente, sembra che la gente non si voglia far prendere dal panico.”

Ricordiamo che il mercato cinese è ancora chiuso per un altro giorno di ferie legato alla Golden Week.

 

Fonte: BullionVault

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