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La Francia esce dalla recessione, ma l’outlook sul 2014 diventa più prudente

FRANCIA 2

Economia mostra i muscoli nel II trimestre
Parigi si mette alle spalle la recessione. La Francia è infatti tornata a crescere nel secondo trimestre dell’anno, con il Prodotto interno lordo (Pil) che ha evidenziato tra aprile e giugno……

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una espansione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% su base annuale. Una ripresa dell’attività economica che è andata oltre le più rosee previsioni segnando il balzo maggiore dal primo trimestre 2011, sostenuto soprattutto dalla domanda interna. L’uscita dalla recessione per la seconda economia dell’Eurozona non permette comunque di guardare con eccessivo ottimismo alle prospettive di medio periodo con l’outlook sulla crescita che rimane prudente. L’Eliseo ha infatti rivisto al ribasso le stime per il 2014, prevedendo un target di crescita dello 0,9% contro il +1,2% indicato in precedenza.
E proprio i rischi fiscali derivanti da una espansione che deve fare i conti con la crisi di Eurolandia sono tra le ragioni, insieme all’andamento del debito, della perdita della tripla A. Dopo Standard & Poor’s (gennaio 2012) e Moody’s (novembre 2012) anche la terza sorella Fitch ha tolto durante l’estate il giudizio di massima affidabilità alla Francia, riducendo il rating di lungo termine del Paese da “AAA” ad “AA+”, con outlook stabile.

Tagli alla spesa pubblica per mettere i conti in ordine, deficit sotto il 3% nel 2015
L’alto debito rimane un tasto dolente per la Francia, che ha ottenuto dalla Ue due anni in più per riportare il deficit sotto il 3% del Pil, dal 4,1% atteso per quest’anno. Nel 2014 il debito del Paese d’Oltralpe è destinato ancora a crescere arrivando al picco record del 95,1% del Pil, mentre il rapporto deficit/Pil dovrebbe scendere al 3,6%, per poi scivolare sotto la soglia del 3% solo nel 2015. Un obiettivo che verrà raggiunto grazie alla nuova finanziaria da 18 miliardi di euro, messa a punto a settembre dal governo francese. Secondo la proposta di legge sul budget per il 2014, la maggior parte delle risorse, circa l’80%, arriveranno dal taglio alla spesa pubblica. Solo 3 miliardi di euro arriveranno invece dall’aumento delle entrate, che andrà ad aggiungersi ai 6 miliardi derivanti dal rialzo dell’Iva. Oltre a privilegiare il taglio alle spese piuttosto che l’aumento delle tasse, la Francia ha anche optato per favorire le aziende piuttosto che i consumatori sul piano del prelievo fiscale.

La Borsa riprende slancio e tocca il top dal 2008
Il sole è tornato a splendere sulla Borsa di Parigi durante i mesi estivi. Dal minimo toccato lo scorso 24 giugno, il listino francese è tornato a salire con decisione fino a oltrepassare la soglia dei 4.000 punti mettendo a segno un sostanziale rialzo di 16 punti percentuali che gli ha permesso di agguantare i massimi a 5 anni (dal settembre 2008). E proprio questo rimbalzo estivo ha permesso all’indice principale Cac40, che raccoglie le 40 maggiori società francesi, di migliorare la sua performance da inizio anno, evidenziando un guadagno del 12 per cento.
Tra i singoli titoli, si sono distinti alcuni colossi dell’industria transalpina, come Edf (+62%), Eads (+56%) e Renault.
Quest’ultima, nonostante un mercato automobilistico in difficoltà, è riuscita a mettere a segno un balzo del 48% da inizio anno, sostenuta dai risultati semestrali che sono andati al di là delle attese.

 

Fonte: RBS

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