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L’EUR/USD rimbalza man mano che gli investitori elaborano il discorso di Draghi

Eur

SwissQuote: Dopo una settimana difficile, segnata in primis dal discorso da colomba di Draghi, la moneta unica scambia con maggiore solidità e ha stornato parte delle perdite……….

By Arnaud Masset – SwissQuote


Da venerdì scorso, l’EUR/USD è salito più dello 0,85%, da 1,1177 a 1,1276, mentre gli investitori digerivano lentamente le nuove prospettive per i tassi d’interesse.

Qualche giorno dopo l’annuncio della BCE, che sospenderà il suo processo di restringimento, i partecipanti al mercato hanno compreso che anche la Federal Reserve è in pausa.

E dunque, se il differenziale fra i tassi d’interesse è già scontato e non si prevedono modifiche a breve, su cosa dovrebbero concentrarsi gli investitori?

Diamo uno sguardo alle prospettive di crescita di entrambi i paesi.

Il FOMC ha rivisto sostanzialmente al ribasso le sue prospettive sulla crescita. Alla riunione di dicembre, la Fed ha abbassato le previsioni di crescita per il 2019 dal 2,5% a/a al 2,3% – sono d’accordo, non cambia molto.

Ieri, però, la Fed di Atlanta ha pubblicato nuove previsioni di crescita, basate sui dati riferiti alle vendite al dettaglio interne per il primo trimestre.

La crescita economica dovrebbe rallentare a un tasso annuo dello 0,2%. Osservando le stime precedenti dell’indice “GDPNow” della Fed di Atlanta usando parametri diversi, nel primo trimestre la crescita del PIL dovrebbe attestarsi fra lo 0,2% e lo 0,5%, valori molto inferiori a quanto calcolato dalla Fed a dicembre.

Oltreoceano, la Banca Centrale Europea ha tagliato le previsioni di crescita per il 2019 all’1,5% dall’1,8% – una sforbiciata pari allo 0,3%.

Sulla base delle stime delle due banche centrali, pare che l’area dell’Euro subirà l’impatto più forte del rallentamento, cosa che dovrebbe rivelarsi positiva per il dollaro.

A nostro avviso, però, la crescita USA è molto sopravvalutata, soprattutto perché svaniranno gli effetti positivi dei tagli delle tasse introdotti dall’amministrazione Trump, mentre i costi del servizio del debito distoglieranno risorse dagli investimenti, e quindi dalla generazione di crescita.

Tassi d’interesse più alti coincidono con pagamenti degli interessi più elevati. In tale contesto, prevediamo che la moneta unica continuerà ad apprezzarsi contro il dollaro – anche se sarà un cammino accidentato – e che raggiungerà quota 1,15 entro l’estate e 1,24 alla fine dell’anno.

Fonte: TrendAndTrading.it

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