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Lira Turca affossata da emergere tensioni politiche

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Minimi storici rispetto al dollaro
Le tensioni politiche che nell’ultimo mese hanno attraversato la Turchia si sono riflesse in forti tensioni sulla valuta locale. Le proteste divampate a Istanbul e nelle altre città turche contro il premier Erdogan hanno allertato gli investitori che nell’ultimo anno si erano progressivamente avvicinati alla realtà turca grazie anche alla promozione a investment grade decretata prima da Fitch e poi da Moody’s…….

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Prima conseguenza è stato un forte rialzo dei rendimenti offerti dai bond locali accompagnato dalla discesa della Lira Turca arrivata a toccare il minimo storico rispetto al dollaro Usa. Il cross Dollaro/Lira si è spinto fi no ai nuovi massimi oltre quota 1,96, con la divisa turca in calo di quasi il 10% da inizio anno. Circa la metà dei ribassi sono
arrivati dal 30 maggio in avanti, ossia dall’inizio delle proteste contro la costruzione di un’area commerciale al posto di Gezi Park al centro della città di Istanbul. Anche rispetto all’euro la Lira presenta un saldo 2013 negativo che però si limita al 7% circa con cross euro/Lira tornato sopra quota 2,50.

La banca centrale tampona discesa
Il rischio di una discesa eccessiva della valuta turca ha comportato la necessità di un intervento energico da parte della banca centrale. L’istituto guidato da Erdem Basci nel corso del mese di giugno è intervenuto più volte con interventi diretti sul mercato valutario vendendo dollari Usa al fine di calmierare la volatilità del mercato valutario.
Già prima delle proteste contro l’azione autoritaria di Erdogan, la banca centrale aveva mostrato un maggiore attivismo rispetto al passato per sostenere al meglio l’attività economica del Paese. L’intensifi carsi dello stimolo monetario si è tradotto nella prima metà dell’anno nella discesa del repo rate a una settimana al 4,5% con il
contestuale ritocco al ribasso del cosiddetto corridoio dei tassi passato a 3,5-6,5. Il forte appoggio all’azione dell’istituto centrale è arrivata proprio dal governo di Ankara con il ministro dell’Economia, Zafer Caglayan, che ha indicato la possibilità di fare scendere il tasso di riferimento fi no ai livelli di Paesi quali la Corea del Sud (pari al 2,5%).
Dopo la debole crescita del 2012 (+2,2%), la Turchia mira a tornare a ritmi di crescita più sostenuti con le previsioni del governo che sono di un +4% per poi salire a +5% nel 2014.

Stretta sui tassi in arrivo causa pressioni inflattive
A intralciare l’azione di rilancio della congiuntura c’è l’acuirsi delle tensioni sui prezzi. A giugno l’inflazione è risalita all’8,3% dal 6,51% precedente e ben oltre il target del 5% indicato dalla banca centrale. Una fiammata che ha alimentato le attese di un cambio di strategia monetaria con un rialzo dei tassi che diventa sempre più probabile
nel corso della seconda metà dell’anno. Il consensus Bloomberg vede una salita al 4,75% del repo rate già in questo trimestre per poi salire al 5% entro fi ne 2013. Il cross Dollaro/Lira è invece visto ritracciare sotto quota 1,90 già questo trimestre.

Fonte: RBS

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