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Lira Turca, aumentano pressioni per rialzo tassi

TURCHIA 1-

Nuovi minimi assoluti contro l’euro
Mesi estivi delicati per la Lira Turca che è stata oggetto, soprattutto nel corso del mese di agosto, a nuovi consistenti scrolloni al ribasso. La divisa turca è andata ad aggiornare i minimi storici….

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rispetto al dollaro statunitense con cross dollaro/Lira andato sopra quota 2 (massimo a 2,07). Nelle ultime settimane il rinvio dell’inizio del tapering da parte della Federal Reserve ha interrotto il trend ribassista della Lira rispetto al dollaro, mentre è continuata la discesa rispetto all’euro con nuovi minimi aggiornati il 27 settembre (cross euro/Lira oltre quota 2,75). Da inizio anno la Lira ha ceduto il 14% rispetto al biglietto verde e quasi il 17% rispetto all’euro. Secondo i calcoli Bloomberg la divisa turca risulta la peggiore valuta del 2013 tra quelle emergenti dell’area Emea.
La debolezza della valuta locale è stata accentuata dalle tensioni nella vicina Siria con l’acuirsi della fuga di capitali dalla Turchia testimoniata dal balzo del costo del debito. Il governativo biennale turco a due anni ha quasi raddoppiato il proprio rendimento salendo sopra l’8% dal minimo assoluto toccato a maggio al 4,79%.

Banca centrale alle prese con eccessiva inflazione
La debolezza pronunciata della valuta locale sta aumentando le pressioni sulla banca centrale turca ad agire apportando una stretta sui tassi. L’istituto centrale turco lo scorso mese aveva deciso di fornire una guidance sui tassi di breve periodo con l’intento di stoppare il circolo vizioso della speculazione di mercato circa le possibili mosse della banca centrale per tamponare la volatilità della Lira. L’intenzione dell’istituto di Ankara è di mantenere i tassi invariati fi no a fi ne anno. In tal senso settimana scorsa il governatore della banca centrale, Erdem Basci, ha ribadito che un aumento dei tassi di interesse avrà luogo solo se le aspettative di infl azione a due anni peggioreranno. Proprio il nodo inflazione rappresenta un cronico problema per Ankara. I prezzi continuano a mostrare un eccessivo surriscaldamento che rischia di scompaginare i programmi di politica monetaria della banca centrale.
Ad agosto l’inflazione è risultata dell’8,17% a/a rispetto al target del 6,2% indicato dalla banca centrale per fi ne 2013 assumendo un tasso di cambio a 1,92 contro il dollaro e pertanto una ulteriore debolezza della Lira andrebbe a sollecitare nuove pressioni inflattive e rendere inevitabile una stretta anticipata sui tassi. Guardando invece alle prospettive per l’attività economica, la seconda metà dell’anno è un’incognita dopo i buoni dati relativi al secondo trimestre (+4,4% annuo dal +2,9% precedente). Il ministro delle Finanze, Mehmet Simsek, ha indicato una possibile crescita economica sotto il 4 per cento per l’intero l’anno a causa soprattutto delle tensioni geopolitiche legate alla questione siriana.

Rialzo tassi all’orizzonte
Molti analisti danno per scontato un aumento del costo del denaro da qui a fi ne anno con il consensus Bloomberg che vede il repo rate a una settimana salire al 5,5% entro dodici mesi, 100 punti base sopra il livello attuale, ma c’è anche chi li vede oltre il 6% già quest’anno. Ad agosto l’istituto guidato da Erdem Basci aveva trovato un compromesso alzando il limite superiore del corridoio dei tassi senza toccare il benchmark a una settimana.
Se si renderà necessario difendersi da attacchi speculativi sulla Lira, la banca centrale ha anche a disposizione la carta delle riverse valutarie (pari a 127 miliardi di dollari).

 

Fonte: RBS

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