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Mercati sempre più insensibili agli aggiornamenti commerciali USA-Cina

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Mercati sempre più insensibili agli aggiornamenti commerciali USA-Cina. I mercati mostrano un po’ di scetticismo e sfinimento rispetto ai negoziati commerciali fra USA e Cina….

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By Peter Rosenstreich – SwissQuote


Ieri il Segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin è apparso positivo parlando dei negoziati commerciali, affermando che hanno “compiuto molti progressi”.

Ha aggiunto che la delegazione cinese, di cui farà parte anche il governatore della PBoC YI Gang, si recherà a Washington a ottobre, segnale che ha definito di “buona fede”. Secondo Mnuchin, si è trovato il consenso su un accordo “concettuale” circa le preoccupazioni sull’implementazione.

La questione del monitoraggio e dell’implementazione sembra essere un grande ostacolo.

Alla fine, sganciando una bomba sulla propensione al rischio, ha detto che il presidente Trump non avrà nessun problema nel mantenere i dazi sulla Cina se non si raggiungerà un accordo.

Wall Street è rimasta indifferente, con l’S&P 500 piatto e il DJIA salito di nuovo di un marginale 0,1%.

Oggi le preoccupazioni sulla lentezza dei progressi sul fronte commerciale hanno frenato l’azionario.

A danneggiare il sentiment pesano anche i dati che indicano una contrazione dei prezzi di fabbrica cinesi, scesi ancor di più in zona deflattiva, evidenziando il bisogno di un aumento degli stimoli economici da Pechino, visto il trascinarsi della guerra commerciale con gli USA.

I tassi, invece, sono stati più attivi, con un brusco aumento dei rendimenti dei bond globali.

La curva dei rendimenti USA è salita, i rendimenti dei decennali USA sono balzati di 8 punti base, all’1,64%, e quelli dei trentennali sono saliti di 10 punti, al 2,13%. I rendimenti dei decennali tedeschi sono aumentati di 5 punti base, al -0,585%.

Anche per il petrolio è stata una giornata positiva, il WTI ha guadagnato il 2,7%, dopo che il ministro per l’energia saudita ha indicato che non ci sarà una svolta drastica nella politica petrolifera del suo paese (o dell’OPEC) per abbassare la produzione di 1,2 milioni di barili al giorno.

Le indiscrezioni su stimoli fiscali dalla Germania hanno sostenuto l’acquisto di euro (compensando l’ulteriore allentamento della BCE). Oggi ci sono pochi appuntamenti economici in calendario; il dato JOLTS sulle posizioni aperte darà un’idea dell’intensità del rallentamento del mercato occupazionale negli USA.

In termini più generali, se le tensioni commerciali fra USA e Cina e la Brexit minacciano la crescita, esse costringono anche a condizioni finanziarie più accomodanti.

La politica monetaria accomodante ha sostenuto la propensione al rischio negli ultimi 12 anni e continuerà a farlo.

Fonte: TrendAndTrading.it

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