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Messico, economia pronta ad accelerare ma valuta ancora sotto pressione

Buone prospettive per l’economia: La tigre azteca tornerà a ruggire quest’anno. Dopo aver chiuso un 2013 con il ritmo di crescita più basso dal 2009 (solo un +1,3%), il Messico dovrebbe riprendere slancio nel corso del 2014. Dai verbali dell’ultima riunione del Banco de…


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Mexico emerge l’attesa di un rafforzamento graduale dell’economia nel corso di quest’anno con la conferma della previsione di un progresso del Pil tra il 3 e il 4% nel 2014, sostanzialmente in linea con il +3,5% indicato dal consensus Bloomberg.
La crescita dovrebbe essere agevolata dall’aumento della spesa pubblica deciso dal Congresso messicano con un defi cit di bilancio pari al 1,5 per cento del Pil nel 2014.
Inoltre l’esecutivo messicano ha presentato alcune proposte per la riforma dei sistemi fi scali e previdenziali insieme con un pacchetto di misure economiche per quest’anno.
Ma non solo. Una spinta alla seconda economia dell’America Latina e tra le principali economie emergenti arriverà anche dall’esterno, con le previsioni di una ripresa economica globale. In particolare dagli Stati Uniti, principale partner commerciale del Messico.

Banco de Mexico pronto ad agire
Un sostegno all’economia è arrivato e potrebbe arrivare ancora dalla banca centrale messicana. Il Banco de Mexico ha adottato una politica monetaria ultra-espansiva.
Nell’ultimo meeting di dicembre l’istituto guidato da Agustin Carstens ha confermato il livello dei tassi di interesse al 3,5 per cento, sui minimi storici, dopo averlo rivisto al ribasso per due volte consecutive. Una ulteriore sponda all’azione espansiva della banca centrale arriva dalla bassa infl azione tornata lo scorso anno all’interno del range 2-4% indicato dall’istituto. Intanto però si sono scatenate pressioni ribassiste sulla divisa messicana, soprattutto a partire dalla seconda metà del 2013, con l’annuncio del tapering (riduzione graduale degli acquisti di asset) da parte della Federal Reserve. E le pressioni sul peso messicano potrebbero proseguire nei prossimi mesi, con le indicazioni incoraggianti in arrivo dagli Usa che suggeriscono un ulteriore taglio al piano di stimolo monetario da parte della Fed. Se da un lato i buoni riscontri dagli Stati Uniti dovrebbero in teoria sostenere il peso, dall’altro il rialzo dei rendimenti dei Treasury statunitensi sta impattando negativamente sulle obbligazioni messicane che storica-mente sono, tra quelle dell’America Latina, le più correlate all’andamento dei titoli di Stato a stelle e strisce.

Mercati finanziari sotto stress
Il rallentamento dell’economia e le pressioni sulla valuta nel corso del 2013 hanno pesato sulla Borsa del Messico. L’indice di riferimento che raccoglie le 35 maggiori azioni del Paese ha conosciuto una frenata lo scorso giugno, in scia alle attese per l’avvio del tapering da parte della Fed, per poi risalire con qualche strappo nella seconda parte dell’anno. Nonostante l’indice abbia guadagnato dai minimi il 9%, il bilancio rimane negativo: a un anno il listino messicano ha ceduto quasi 10 punti percentuali. Guardando solo da inizio 2014, la performance rimane negativa con un -4%.
Il listino potrebbe però essere sostenuto nei prossimi mesi dal  comparto petrolifero e delle materie prime, oltre che dai titoli legati alle esportazioni, in vista della ripresa economica in atto negli Stati Uniti.

Fonte: RBS

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