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Ciao a tutti. Oggi parliamo di petrolio, diventata la commodity più “hot” del momento a causa delle forti tensioni in Medio Oriente. L’eventuale conflitto in Siria ha le potenzialità per coinvolgere anche altri paesi della regione mediorientale in uno spaventoso bagno di sangue. ...


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Ciao a tutti. Oggi parliamo di petrolio, diventata la commodity più “hot” del momento a causa delle forti tensioni in Medio Oriente. L’eventuale conflitto in Siria ha le potenzialità per coinvolgere anche altri paesi della regione mediorientale in uno spaventoso bagno di sangue. Nel Middle East viene prodotto il 30% della produzione mondiale di greggio e l’80% della produzione dei paesi OPEC (tra cui c’è anche l’Iran). Il rischio che le quotazioni del greggio tornino a infiammarsi è davvero molto alto. Già sul finire di agosto abbiamo avuto il primo assaggio: il petrolio WTI, ovvero quello estratto negli Stati Uniti, è volato sopra 112 dollari al barile ai massimi degli ultimi due anni.

grafico daily CFD Petrolio WTI scadenza ottobre 2013

Secondo gli esperti della casa d’affari svizzera Union Bancaire Privée (UBP), la Siria sta tenendo sotto scacco il mercato del petrolio. UBP ritiene che ci sia la possibilità di rivedere 125 dollari al barile se il conflitto dovesse allargarsi in tutta la regione. Da un punto di vista tecnico, il petrolio WTI sta formando un “boomers” evidenziando così una fase di contrazione della volatilità e dei prezzi. Se osserviamo il grafico del CFD LCrudeOct13, possiamo notare la comparsa del boomers e la possibilità di andare long al breakout di 108,8. L’obiettivo sarebbe il ritorno in area 112,2.

Alla prossima… Sans Souci! – See more at: http://nicoladantuono.blogspot.it/2013/09/commodity-cfd-petrolio_5.html#sthash.yIDsIfFo.dpuf

Ciao a tutti. Oggi parliamo di petrolio, diventata la commodity più “hot” del momento a causa delle forti tensioni in Medio Oriente. L’eventuale conflitto in Siria ha le potenzialità per coinvolgere anche altri paesi della regione mediorientale in uno spaventoso bagno di sangue. Nel Middle East viene prodotto il 30% della produzione mondiale di greggio e l’80% della produzione dei paesi OPEC (tra cui c’è anche l’Iran). Il rischio che le quotazioni del greggio tornino a infiammarsi è davvero molto alto. Già sul finire di agosto abbiamo avuto il primo assaggio: il petrolio WTI, ovvero quello estratto negli Stati Uniti, è volato sopra 112 dollari al barile ai massimi degli ultimi due anni.

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Secondo gli esperti della casa d’affari svizzera Union Bancaire Privée (UBP), la Siria sta tenendo sotto scacco il mercato del petrolio. UBP ritiene che ci sia la possibilità di rivedere 125 dollari al barile se il conflitto dovesse allargarsi in tutta la regione. Da un punto di vista tecnico, il petrolio WTI sta formando un “boomers” evidenziando così una fase di contrazione della volatilità e dei prezzi. Se osserviamo il grafico del CFD LCrudeOct13, possiamo notare la comparsa del boomers e la possibilità di andare long al breakout di 108,8. L’obiettivo sarebbe il ritorno in area 112,2.

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Ciao a tutti. Oggi parliamo di petrolio, diventata la commodity più “hot” del momento a causa delle forti tensioni in Medio Oriente. L’eventuale conflitto in Siria ha le potenzialità per coinvolgere anche altri paesi della regione mediorientale in uno spaventoso bagno di sangue. Nel Middle East viene prodotto il 30% della produzione mondiale di greggio e l’80% della produzione dei paesi OPEC (tra cui c’è anche l’Iran). Il rischio che le quotazioni del greggio tornino a infiammarsi è davvero molto alto. Già sul finire di agosto abbiamo avuto il primo assaggio: il petrolio WTI, ovvero quello estratto negli Stati Uniti, è volato sopra 112 dollari al barile ai massimi degli ultimi due anni.

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Secondo gli esperti della casa d’affari svizzera Union Bancaire Privée (UBP), la Siria sta tenendo sotto scacco il mercato del petrolio. UBP ritiene che ci sia la possibilità di rivedere 125 dollari al barile se il conflitto dovesse allargarsi in tutta la regione. Da un punto di vista tecnico, il petrolio WTI sta formando un “boomers” evidenziando così una fase di contrazione della volatilità e dei prezzi. Se osserviamo il grafico del CFD LCrudeOct13, possiamo notare la comparsa del boomers e la possibilità di andare long al breakout di 108,8. L’obiettivo sarebbe il ritorno in area 112,2.

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Secondo gli esperti della casa d’affari svizzera Union Bancaire Privée (UBP), la Siria sta tenendo sotto scacco il mercato del petrolio. UBP ritiene che ci sia la possibilità di rivedere 125 dollari al barile se il conflitto dovesse allargarsi in tutta la regione. Da un punto di vista tecnico, il petrolio WTI sta formando un “boomers” evidenziando così una fase di contrazione della volatilità e dei prezzi. Se osserviamo il grafico del CFD LCrudeOct13, possiamo notare la comparsa del boomers e la possibilità di andare long al breakout di 108,8. L’obiettivo sarebbe il ritorno in area 112,2.

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Nel Middle East viene prodotto il 30% della produzione mondiale di greggio e l’80% della produzione dei paesi OPEC (tra cui c’è anche l’Iran). Il rischio che le quotazioni del greggio tornino a infiammarsi è davvero molto alto. Già sul finire di agosto abbiamo avuto il primo assaggio: il petrolio WTI, ovvero quello estratto negli Stati Uniti, è volato sopra 112 dollari al barile ai massimi degli ultimi due anni.

Secondo gli esperti della casa d’affari svizzera Union Bancaire Privée (UBP), la Siria sta tenendo sotto scacco il mercato del petrolio. UBP ritiene che ci sia la possibilità di rivedere 125 dollari al barile se il conflitto dovesse allargarsi in tutta la regione. Da un punto di vista tecnico, il petrolio WTI sta formando un “boomers” evidenziando così una fase di contrazione della volatilità e dei prezzi. Se osserviamo il grafico del CFD LCrudeOct13, possiamo notare la comparsa del boomers e la possibilità di andare long al breakout di 108,8. L’obiettivo sarebbe il ritorno in area 112,2.

Alla prossima… Sans Souci!

 

SEGNALI FOREX | VALUTE RIFUGIO | DOLLARO-YEN

Ciao a tutti e ben ritrovati. Oggi vorrei parlare di come comportarsi con lo yen in questa particolare fase di mercato. Da qualche tempo la moneta giapponese è tornata ad essere una sorta di “valuta rifugio”, offrendo protezione agli investitori durante le fasi di mercato più turbolente e ad alta tensione. A creare i presupposti per maggiori apprezzamenti dello yen nei confronti delle major currencies è attualmente lo scenario ad alta tensione in Siria.

Le aspettative di intervento militare degli Stati Uniti (e forse di Francia e Gran Bretagna) contro il regime siriano di Bashar al-Assad, colpevole di aver utilizzato armi chimiche contro la popolazione civile, potrebbero in ogni momento decretare movimenti rialzisti esplosivi dello yen. Non appena la tensione si allenta, ecco invece che lo yen scende. Dunque, in questa fase è forse meglio lavorare questa valuta su orizzonti temporali brevi, in quanto la volatilità tende ad aumentare a dismisura in lassi di tempo molto brevi.

Sul forex il tasso di cambio dollaro-yen ha reagito alla grande dal supporto di 96,80 sul finire di agosto e da quel momento ha iniziato una veloce risalita verso quota 100 (ora ci siamo molto vicini). Tuttavia, il rischio è sempre dietro l’angolo: al primo colpo sparato contro la Siria, lo yen potrebbe apprezzarsi in modo rapidissimo.

grafico daily Usd-Jpy

Alla prossima e… buon trading a tutti! – See more at: http://nicoladantuono.blogspot.it/2013/09/segnali-forex-valute-rifugio-dollaro-yen.html#sthash.MNDkWj1U.dpuf

Autore: Nicola D’Antuono

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