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Nessun rally di natale

Gli Hedge Funds americani sono club per pochi eletti. Per poter essere ammessi occorre presentarsi con qualche milione di dollari, pagare commissioni principesche acquisendo così il diritto di poter mostrare agli amici una card elegante ma, soprattutto e almeno in teoria, avere ritorni molto interessanti……..

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L’operatività degli Hedge Fund non ha alcun limite: possono fare trading su qualsIasi cosa che abbia un prezzo, possono andare long e short nelle quantità che desiderano, non ci sono preclusioni di alcun tipo sulla rischiosità dei loro investimenti.

La cultura finanziaria e le tecnologie di cui dispongono sono indubbiamente al di fuori delle possibilità di qualsiasi trader retail.

Questo mix di tecnologia, capacità ed operatività a rischio dovrebbe tradursi in guadagni superiori alla media del mercato e meglio di quello che faremmo noi o qualsiasi altro fondo. Dovrebbe, appunto.

Il grafico a destra mostra come sono andati i guadagni degli Hedge Fund negli ultimi due anni.

La prima cosa che salta agli occhi è che quando il mercato sale gli Hedge Fund guadagnano, il contrario quando il mercato scende: come qualsiasi trader retail dotato di capacità almeno minime, gli Hedge Fund hanno cavalcato alla grande il Bull Market del 2016, corroborato dall’elezione di Trump, e si sono bevuti per intero, senza ammortizzatori, le due correzioni del 2018.

Il grafico a sinistra mostra lo stesso indice a confronto con il buy & hold dell’indice che dovrebbero battere: credo il grafico si spieghi da solo.

In The New Trading for a Living, Alexander Elder spiega che i trader privati hanno un solo vantaggio rispetto ai trader istituzionali: banche d’affari, società d’investimento, grossi fondi e Hedge Fund sono costretti a fare trading ogni giorno e in qualsiasi condizione di mercato: hanno obblighi da soddisfare e montagne di denaro da muovere; il trader retail può attendere tranquillamente a bordo campo e aspettare che si verifichino le condizioni per fare trading. Un vantaggio che spesso i trader privati buttano via, lasciandosi andare all’overtrading.

Il valore di un quadro può essere determinato sia in base a valutazioni tecniche (l’uso dei colori, la tecnica adottata per dipingere, la conservazione, l’autenticità) sia per la sensazione d’insieme che ne deriva osservandolo: quest’ultima non si basa su elementi tecnici ma è una valutazione che tiene conto anche di questi.

Allo stesso modo si può parlare dei mercati sia scomponendoli nei loro elementi tecnici (prezzo, oscillatori, volatilità, etc.) sia per la sensazione generale che si trae dall’osservazione del grafico, sensazione basata soprattutto su come il mercato si sta comportando.

– La valutazione tecnica del mercato dice che la reazione al wash-out dei minimi di Ottobre c’è stata ma si è spenta subito: hammer rialzista lunedì, resistenza al 23.6% del ritracciamento di Fibonacci mercoledì e close sotto ai minimi di Ottobre venerdì: la tessere del puzzle del possibile, futuro Bear Market stanno trovando la loro posizione giorno dopo giorno.

Molto significativo, purtroppo in senso negativo, il fatto che tutti gli indici USA mostravano la scorsa settimana una bullish divergence: negata senza pietà.

L’area di congestione tra 2500-2530 è l’ultimo baluardo: a quel livello, su cui il mercato sta convergendo, sono molto probabili reazioni al rialzo ma la probabilità che si tratti solo di reazioni buone a scaricare le posizioni long in portafoglio è molto elevata.

Il VIX continua a trovare supporto a 20 punti (il suo valore medio degli ultimi 10 anni), mentre il Dow Jones Transportation e il Russell hanno fatto anch’essi a nuovi minimi.

– La sensazione d’insieme ci dice che i tentativi di sabotaggio messi a punto dai rialzisti (wash-out dei minimi, falsi breakout di supporti importanti e divergenze rialziste) non hanno avuto quasi alcun effetto e che se la stessa configurazione si fosse verificata in un qualsiasi momento degli ultimi 10 anni, avremmo assistito ad una reazione esplosiva con ritorno del prezzo ai massimi, ad inaugurare una nuova gamba rialzista. Bearish, dunque.

Lo spartiacque fra semplice correzione e Bear Market è pochi punti sotto e come nelle ultime settimane occorre la massima prudenza, evitando di comprare quei titoli che nel frattempo sono scesi perchè tanto più in basso di così dove vuoi che vada…

Autore: Laboratoriodiborsa.blogspot.com

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