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Oro aumenta con l’inflazione americana, Trump punisce la Cina

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Oro aumenta con l’inflazione americana, Trump punisce la Cina. Il prezzo dell’oro è salito e si dirige verso un guadagno dello 0,7% venerdì a Londra, con nuovi dati che segnalano una salda inflazione USA anche con l’aggravarsi delle tariffe commerciali contro la Cina….

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Adrian E. Ash – Bullion Vault


Il prezzo in dollari è salito a 1.287$/oncia quando il Bureau of Labor Statistics ha indicato un indice dei prezzi al consumo in salita del 2% ad aprile su base annuale, trascinato del gasolio quando il greggio ha toccato il picco di sei mesi quando il presidente americano ha deciso di sanzionare i paesi che acquistano petrolio dall’Iran.

Dopo che gli ultimi colloqui USA-Cina si sono mostrati inconcludenti, oggi la Casa Bianca ha aumentato le tariffe su 200 miliardi all’anno in prodotti cinesi d’importazione, dal 10% al 25% a partire da mezzanotte.

 “ Speriamo che gli Stati Uniti possano scendere a compromessi e lavorare con noi per risolvere i problemi con cooperazione e consultazioni”, ha indicato il Ministo del Commercio cinese, minacciando “contromisure”.

L’indice S&P500 di New York ha chiuso giovedì a -2,3% rispetto al picco storico della scorsa settimana, mentre le azioni europee ed asiatiche sono salite venerdì, con la Cina che ha segnato un +3% nonostante le tariffe americane.

 “ Le nostre risorse per la politica monetaria sono grandi e potrenno essere ampliamente utilizzate!, ha indicato l’ufficiale Sun Guofeng della PBoC, riconoscendo “cambiamenti interni ed esterni” come causa della diminuzione dei prestiti nel settore privato.

Un resoconto ufficiale di NBS ha mostrato questa settimana un aumento di lavoratori rurali nelle città minore dalla recessione economica del 2009.

 “L’aumento degli affitti, e l’invecchiamento della popolazione potrebbero aver spinto i migranti a tornare a casa”, ha osservato il sito di notizie Caixin

I prezzi dell’oro a Shanghai sono saliti da un giorno all’altro al massimo di 5 settimane, al di sopra di 283¥ al grammo, mentre lo yuan si è finalmente stabilizzato ai minimi di 4 mesi contro il dollaro sul mercato valutario.  

Lo Yen giapponese, invece, è diminuito rispetto al salto di questa settimana ai massimi di 3 mesi contro il dollaro, aiutando il prezzo dell’oro in yen a risalire dal minimo da fine gennaio sotto 4.520¥ per grammo.  

Con il volume di scambi di oro nel Tocom Giapponese che negli ultimi 5 anni è sceso del 45% rispetto alla media annuale dei due decenni precendenti, l’ICBC Standard Bank di proprietà cinese sta chiudendo la sua filiale di Tokyo.  

“Sostenere le imprese di proprietà statale ed essere più protezionistici è fondamentalmente il modello economico della Cina”, ha detto stamattina la professoressa della London Business School Linda Yueh alla BBC Radio 4 del Regno Unito, affermando che Pechino non asseconderà le richieste di Trump di aprire la propria economia o attività nazionali al commercio libero ed alla proprietà straniera.

“Invece di liberalizzarsi socialmente, politicamente e economicamente [dopo che] li abbiamo coinvolti”, ha concordato l’autore di economia statunitense Greg Autry, “[la Cina] ha approfittato del rapporto commerciale per costruire un governo più forte, più potente e autoritario che condanna a morte ancora più le persone rispetto al resto del mondo, [ed] un milione di musulmani Uiguri sono rinchiusi nei campi di concentramento”.  

Pechino oggi ha formalmente accusato di aver preso tangenti e abuso di potere l’ex capo dell’agenzia di polizia globale Interpol Meng Hongwei, in quello che sua moglie e molti osservatori stranieri hanno definito un arresto motivato politicamente.

In vista della mossa di oggi da parte di Trump, gli Stati Uniti hanno imposto tariffe sul 47% di tutte le importazioni cinesi, secondo un grafico del New York Times.  

La Cina, al contrario, ha imposto tariffe sul 91% delle merci statunitensi.

“Dal punto di vista americano non penso che ci siano danni a questo punto, e non prevedo molti cambiamenti,” ha indicato Autry alla radio della BBC venerdì mattina, sostenendo che su l 25% dei nuovi dazi, solo 4,5 punti percentuali “colpiscono il consumatore americano”, mentre i più svantaggiati sono i produttori cinesi, e “l’intero 25% va al Tesoro americano”.  

Anche l’argento e il platino sono aumentati venerdì, ma entrambi i metalli – trovando molto più uso industriale dell’oro come percentuale della domanda – hanno registrato perdite rispettivamente dello 0,7% e dell’1,5% per la settimana a 14,82$ e 859$ l’oncia.

Fonte: BullionVault

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