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Oro in pausa dopo la corsa estiva

ORO

Oro “in pausa” dopo la corsa estiva nonostante le tensioni in Medio Oriente. Il prezzo dell’oro ha recuperato il livello di chiusura della scorsa settimana in dollari mercoledì, quando le tensioni tra i membri  della NATO, gli Stati Uniti e la Turchia sono peggiorate a causa dei disaccordi….

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Adrian E. Ash – Bullion Vault


su Siria e Iran, mentre nuovi dati hanno mostrato che il retail degli Stati Uniti ha deluso le aspettative ed è caduto a settembre per la prima volta in 7 mesi.

Con 10$ in più a 1.490$ l’oncia, il prezzo dell’oro ha cancellato il precedente calo dello 0,8% di questa settimana anche contro l’euro, salendo a 1.350€.

I prezzi dell’oro nel Regno Unito hanno oscillato perdendo e riguadagnando 15£ in un’ora, con gli sbalzi della sterlina sulle indiscrezioni in tema Brexit.

Il prezzo dell’oro in sterline è sceso fino a 1.157£, in calo dal nuovo record storico del mese scorso, in quanto le speranze per un accordo dell’ultimo minuto, incoraggiate dagli ultimi titoli, stranno spingendo gli ivnvestitori a chiudere le posizioni ribassiste sulle sterline.

“Anche la Cina ha colto alla sprovvista i trader”, afferma oggi Bloomberg, “con un’iniezione a sorpresa nel sistema finanziario”, rilasciando prestiti con scadenza annuale per un importo di 28 miliardi di dollari.

La mossa della PBoC arriva prima dell’uscita dei dati sul PIL del terzo trimestre questo venerdì, che secondo le previsioni dovrebbe mostrare che la crescita della seconda economia del mondo sta rallentando ulteriormente ai minimi pluriennali.

Pechino, tuttavia, non ripeterà il suo massiccio stimolo fiscale e monetario di un decennio fa, ha riferito il editorialista del Financial Times James Kynge mentre parlava alla conferenza della London Bullion Market Association di questa settimana a Shenzhen, perché i politici sanno che aumenterebbe la bolla immobiliare cinese, dove una casa media nel 2019 costa già di più in termini di reddito medio rispetto a qualsiasi altro paese.

L’inflazione nell’Eurozona nel frattempo ha mancato le previsioni degli analisti, rallentando allo 0,8% a settembre secondo i nuovi dati, mentre l’unione monetaria da 330 milioni di cittadini ha anche un calo delle importazioni più rapido di quello delle esportazioni.

Il rischio geopolitico e i rendimenti obbligazionari negativi “sono stati ovviamente fattori chiave” per il prezzo dell’oro nei 18 mesi fino a metà del 2019, ha dichiarato oggi il broker internazionale INTL Rhona O’Connell a CNBC Asia.

Mentre all’inizio i prezzi dell’oro non hanno reagito, “la pressione ha fatto saltare il coperchio” in estate dice O’Connell, portando lingotti al livello di 1.500$ dove hanno già “assorbito molto rischio” e quindi ora “stanno prendendo una pausa “anche se le tensioni in Medio Oriente peggiorano”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato sanzioni contro la Turchia per aver attaccato gli ex alleati statunitensi  curdi nella Siria nord-orientale – un’incursione precedentemente permessa dalla Casa Bianca con il ritiro di Truppe statunitensi dalla regione.

Il leader turco Recep Tayyip Erdogan ha risposto dicendo che non incontrerà Trump come previsto questa settimana, mentre rapporti diffusi mostrano che le truppe russe pattugliano l’area e si trasferiscono in siti precedentemente occupati dagli Stati Uniti.

Nel frattempo i pubblici ministeri federali statunitensi hanno presentato accuse penali contro la Halkbank, gestita dallo stato in Turchia, accusandola di un caso gold-for-oil che viola le sanzioni contro l’Iran, che un testimone ha imputato ad Erdogan.

Fonte: BullionVault

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