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PC: Andamento contrastato per le commodities

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Settimana negativa per i mercati finanziari europei. Maglia nera per Piazza Affari, che perde l’1,90% su cui gravano le prese di beneficio dopo i recenti guadagni e la situazione politica con l’ex premier Berlusconi, che minaccia di far cadere il Governo….

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in caso di approvazione da parte del Parlamento della sua incadidabilità. Prese di profitto anche sull’Eurostoxx, infatti il principale paniere europeo arretra di circa 1%. In Asia il Nikkei chiude la settimana in pari circa, mentre l’indice cinese arretra del 2,91%. Segno opposto per gli Stati Uniti, infatti l’S&P 500 avanza dello 0,46%. Andamento contrastato per le commodities: l’oro guadagna l’1,75% arrivando alle soglie dei 1.400 $ l’oncia, mentre il petrolio ritraccia dell’1,06%, assestandosi a 106,35 $/ barile. Rendimento di Btp e Bund in aumento. Per la settimana in corso occorre tenere sotto particolare attenzione l’evolversi della situazione politica in Italia, che potrebbe avere ripercussioni sui mercati finanziari. Per quanto riguarda il calendario macroeconomico sono attesi per Martedì 27 la pubblicazione dell’indice tedesco IFO, mentre Venerdì 30 saranno pubblicati l’indice PMI di Chicago di fiducia del Michigan.

Ftse/Mib
Dopo aver sfiorato i 17.700 punti nei giorni centrali del mese di agosto, il nostro indice ha registrato una settimana di correzione. I principali indicatori di breve periodo risultano short, è quindi probabile che la correzione in atto continui.
Il primo supporto è individuabile al livello 16.885 punti; la sua rottura al ribasso farebbe proiettare l’indice verso i 16.600 punti. La correzione potrebbe allungarsi anche fino ai 16.400 punti, senza intaccare il trend rialzista di medio periodo.

Mercato Obbligazionario
La scorsa settimana le quotazioni del BUND sono riuscite a perforare il supporto creatosi attorno ai 140 bp andando a sfiorare i 139 bp. In questo momento il prezzo dell’obbligazionario tedesco ha avuto un leggero recupero e sembra stia testando il minimo appena perforato, la view resta ribassista ed il primo target utile potrebbe attestarsi proprio sul minimo situato appena sopra i 139 punti, livello che se perforato, potrà dare origine a nuovi ribassi.
Diversamente, la rottura della resistenza posta a 140,66 bp potrebbe dare sfogo ad un’inversione di tendenza con target a 141,25 bp.

Mercato Valutario
Il cambio della moneta unica con la valuta giapponese, dopo aver raggiunto un massimo relativo al di sopra di 133 il 22 maggio scorso, in concomitanza con i massimi del mercato azionario nipponico, ha sviluppato un movimento laterale per tutta la durata della correzione azionaria, che per l’indice giapponese è ancora in corso.
Però si nota ora che la correlazione diretta tra cambio EUR/JPY e andamento dell’azionario nipponico, è assai meno stabile che in primavera. L’andamento privo di forza dell’indice Nikkei, che bazzica più vicino ai minimi della correzione che ai massimi del 22 maggio, si contrappone un cambio che sta tornando a testare i massimi primaverili, avendo ormai superato già quota 132. Uno sfondamento di quota 133 risulterebbe assai interessante, poiché potrebbe portare il cambio verso l’area 140, mentre dovrebbe anche portare positività sul mercato azionario giapponese.

Commodities
A fine maggio scrivevamo: “Dopo il minimo del 15 aprile scorso e il tentativo di rimbalzo successivo l’Oro si trova ora in una situazione di congestione. La rottura ribassista dei minimi a 1.321,50 proietta il metallo giallo verso 1.277, prima, e 1.220 successivamente, come target naturali della discesa iniziata con la perdita di area 1.530. Solo un ritorno sopra i 1.470-1.490 scongiura tale scenario, fortemente ribassista. Molta attenzione deve essere posta in questa settimana che trova scadenze cicliche interessanti di breve periodo che potrebbero indicare se il minimo di medio periodo è stato fatto o se manca un new low. Statisticamente e stagionalmente, il periodo maggiosettembre dal 1993 (20 anni) è stato profittevole per il 75% dei casi, pur evidenziando una fase intermedia laterale o ribassista tra maggio e luglio per almeno la metà degli anni esaminati.”
Ora, il minimo fatto a fine giugno rientra perfettamente nella casistica sopra riportata. Dal punto di vista tecnico, siamo sulle prime vere resistenze di area 1.400 $. Ma la vera resistenza è certamente la zona a ridosso dei 1.490 $/oncia, la cui rottura ribassista di aprile scorso ha cambiato lo scenario di medio periodo e, forse, anche di lungo. Da notare come i minimi di giugno siano stati segnati nella zona di ritracciamento del 61,8%, prezzo etempo, tra il minimo del 2008 e il massimo del 2011.
Supporto a 1.270 Dollari.

 

Fonte: Trendandtrading.it – Private & Consulting SIM

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