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PC: Argentina, paese pronto a servirci il prossimo default

La prima, temuta ed evocata, perturbazione di gennaio è puntualmente arrivata, distruggendo i precoci germogli del raccolto annuale (in termini di performances di mercato, ovviamente)….

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La scusa per falciare un po’ di posizioni lunghe è stata offerta da un indicatore anticipatore della dinamica manifatturiera in Cina, prevista in possibile contrazione a gennaio, reso noto giovedì. Le tensioni si sono immediatamente scaricate sugli snodi di possibile maggiore fragilità: le valute di diversi Paesi emergenti da tempo “chiacchierati”, cioè in condizione di estrema debolezza finanziaria. A partire dal killer seriale Argentina, Paese pronto a servirci il prossimo default, il cui cambio ufficiale giovedì ha perso oltre il 10% contro il dollaro. La banca centrale ha deciso di sospendere gli interventi sul mercato. Stessa iniziativa intrapresa da quella turca. Le dilaganti tensioni politiche in Paesi come Ucraina, Egitto e Thailandia hanno ovviamente contribuito a peggiorare l’umore degli operatori. Morale: contrariamente alle aspettative prevalenti, Bund e Treasury hanno rotto al rialzo le resistenze tecniche di breve periodo; è proseguito il rimbalzo dell’oro; sugli scudi anche l’euro, che guadagna, in settimana, oltre l’1% sul dollaro. Nel frattempo lunedì e martedì sono attesi importanti dati sulla consumer confidence in diversi Paesi dell’Eurozona e le vendite al dettaglio in Germania; giovedì e venerdì ulteriori statistiche sull’andamento del GDP Usa (revisione) del IV trimestre 2013 e sull’andamento dei redditi disponibili e dei consumi delle famiglie americane.

Ftse/Mib
All’inizio della scorsa settimana avevamo osservato l’indicatore RSI, che allora si trovava all’ingresso dell’area di ipercomprato, dunque, avevamo ipotizzato che si sarebbe realizzata una fase di consolidamento – correzione, che sembra essere iniziata nell’ottava appena trascorsa.
Importante la seduta di venerdì 24/01, dove il nostro indice ha rotto al ribasso il supporto individuato nella precedente analisi (19.450 punti), dunque è probabile che nel breve termine proseguirà la correzione in atto.
A questo punto diventa importante il mantenimento dei 18.900 punti, l’eventuale rottura del nuovo supporto comprometterebbe il trend positivo di medio termine.

Commodities
Nell’ultima ottava finalmente i prezzi del future sull’oro hanno superato in chiusura weekly la resistenza dinamica della quale scrivevamo nelle passate settimane.
Ora manca veramente poco a dare impulso ad un rimbalzorialzo che rimane almeno per il momento all’interno del movimento laterale di medio periodo come diciamo da alcuni mesi.

Mercato Obbligazionario
Come scritto nell’analisi della scorsa settimana, il Bund future ha continuato il suo trend rialzista iniziato col 2014 e nell’ultima settimana ha avuto maggiore forza a causa dell’instabilità proveniente dai Paesi emergenti.
Questo movimento in atto ormai da un mese ha rotto il trend discendente formatosi dal novembre dello scorso anno raggiungendo il target fissato in area 141,95-142,00 per andare a raggiungere quota 143,00. I principali indicatori tecnici sono girati in posizione long e sembrerebbe esserci spazio per una continuazione del trend in atto.
L’ipotesi sopra esposta sarebbe messa in discussione con un ritorno delle quotazioni sotto 140,5.
Mercato Valutario
Il trend descritto la scorsa settimana prosegue per la lira turca, che sta vivendo un’altra seduta difficile e tocca i 3,27 euro, raggiungendo nuovi minimi storici rispetto a venerdì. La banca Centrale turca ha convocato per domani (28/01) una riunione straordinaria del comitato di politica monetaria, per discutere il crollo della valuta e per decidere se è opportuno assumere alcune misure cautelative per assicurare la stabilità dei prezzi.

 

Fonte: Private & Consulting SIM S.p.A.

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