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PC: Borse europee sotto pressione

Borse europee sotto pressione in avvio di seduta dopo la stretta da un quarto di punto, come da attese, sui tassi Usa tra il 2% e il 2,25% da parte della Fed,……

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fiduciosa di poter proseguire nel ciclo dei rialzi dei tassi, ancora uno da qui a fine anno, sempre di 25 punti base. Inoltre, dal comunicato della Banca Centrale americana è scomparsa la definizione di politica monetaria “accomodante”.

Le proiezioni indicano altri tre rialzi nel 2019 seguiti da uno nel 2020. Il presidente, Jerome Powell, ha comunque definito le condizioni finanziarie attuali come ancora accomodanti, sostenendo che questo graduale ritorno alla normalità sta aiutando a sostenere la crescita per un periodo più lungo, beneficiando tutti gli americani.

Sul fronte dazi il presidente americano, Donald Trump, ha detto che oggi chiamerà la controparte cinese; ancora una volta Trump ha sostenuto di godere un’ottima relazione personale con quello cinese, ma è tornato a lamentarsi delle pratiche commerciali della Cina.

Lo scorso 24 settembre Washington ha fatto scattare nuovi dazi del 10%, che saliranno al 25% da gennaio 2019, su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi, che vanno ad aggiungersi a quelli da 50 miliardi adottati tra luglio e agosto.

Il dollaro è ben impostato sull’euro: il cross euro/dollaro passa di mano a 1,1697 da 1,1738 ieri sera in chiusura a New York, mentre il cambio dollaro/yen scambia a 112,647 da 112,72.

Ftse/Mib

A Piazza Affari il Ftse Mib riduce i cali ma resta in deciso ribasso nel primo pomeriggio.

L’indice segna un -0,92% a 21.447 punti, sottoperformando il Dax (+0,12%), il Cac40 (+0,13%) e il Ftse100 (+0,31%).

Sul fronte dei dati macro, il Pil Usa finale nel secondo trimestre è stato in linea al consenso con un +4,2% su base annua.

Peggiori del previsto le richieste settimanali sui sussidi di disoccupazione, salite di 12mila unità a 214 mila (206 mila unità il consenso).

A Piazza Affari continua a tenere banco la politica, in attesa del Consiglio dei Ministri sulla Manovra in previsto in agenda stasera.

Si allontanano dai minimi intraday ma restano sotto pressione le banche con Ubi che segna un -2,87%, Unicredit -2,53%, Intesa Sanpaolo -2,4%, Banco Bpm -2,1% e Bper -1,71%. In positivo Mediaset (+1,7%), Pirelli (+1,56%), Ferrari (+1,04%) e Luxottica (+1%).

Commodities

Il prezzo del greggio oscilla vicino al livello di 82 dollari al barile nella giornata di oggi, vicino al massimo di quattro anni segnato a inizio settimana, in un clima di apprensione per la possibilità di una carenza di scorte con gli Stati Uniti che si preparano ad applicare sanzioni contro l’Iran a partire dal prossimo 4 novembre.

I Future del greggio Brent sono scambiati a 81,36 dollari al barile, in positivo dello 0,71% rispetto all’ultima chiusura; mentre il greggio Wti segna un +0,99% a quota 72,28 dollari al barile.

L’imminente calo delle forniture dell’Iran ha fatto schizzare i prezzi del greggio, con l’Opec e i membri non-Opec, che hanno una capacità di scorte non sufficiente ad aumentare la produzione per compensare la diminuzione delle scorte globali.

Nonostante i mercati globali siano in tensione, l’aumento della produzione Usa dimostra che le scorte della nazione restano abbondanti.

Mercato Obbligazionario

Lo Spread Btp/Bund sale a quota 246 punti base anche se, un portavoce del ministero ha assicurato che il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, non ha intenzione di dimettersi e sta continuando a lavorare alla Nota di aggiornamento del Def. Il tasso del decennale italiano si porta al 2,93% dal 2,84% di ieri in chiusura.

Nella manovra si temono lo sforamento del 2% del rapporto Deficit/Pil e le dimissioni di Tria. Il Tesoro mette a disposizione degli investitori tra 3,75 e 5,25 miliardi di euro nelle riaperture del Btp a cinque e dieci anni insieme al CctEu settembre 2025.

E’ previsto un calo dei rendimenti di assegnazione rispetto ai picchi pluriennali visti con l’asta di fine agosto, nel pieno della diatriba sulle misure di bilancio.

Fonte: Trendandtrading.it – Private & Consulting SIM SpA

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