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PC: Il differenziale del rendimento tra Italia e Germania riparte stabile

Borse europee in rialzo in avvio di seduta, con il prezzo del petrolio in forte crescita dopo l’accordo dei giorni scorsi sul taglio alla produzione…….

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Il differenziale del rendimento tra Italia e Germania riparte stabile da 168,8 punti base e il tasso del 10 anni dal 2,038%. Al via stamani l’unico appuntamento con le aste di metà mese, dopo che il Tesoro ha annunciato la cancellazione del collocamento a medio lungo di metà dicembre. Sul fronte interno oggi Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio incaricato, dovrebbe tornare al Colle con la lista dei ministri per sciogliere la riserva; l’esecutivo sarà poi chiamato a giurare, quindi avrà dieci giorni per chiedere la fiducia a Camera e Senato. Tra i primi dossier che il nuovo governo dovrà gestire ci sarà quello di Banca Monte dei Paschi di Siena che sta tentando in extremis di portare a termine sul mercato la ricapitalizzazione da 5 miliardi di euro entro fine anno, provando a riaprire l’offerta ai titolari retail di bond subordinati e cercando di colmare la parte residua con un collocamento privato senza garanzia del consorzio di banche. Unicredit ha invece firmato l’accordo per la cessione di Pioneer, società di gestione del risparmio, ad Amundi per 3,545 miliardi di euro. Oggi si riunisce anche il cda di Generali che si avvia verso un riassetto della governance; Marco Sesana verrà nominato nuovo country manager per l’Italia e Tim Ryan sarà invece il nuovo chef investiment officer.  

Ftse/Mib

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib sale dello 0,87% a quota 18.451 punti. Il dollaro resta non troppo lontano dai recenti massimi in vista del meeting di due giorni della Fed che dovrebbe dare avvio a un rialzo dei tassi e fornire qualche indizio sulle prossime mosse di politica monetaria. Al momento l’euro vale 1,05678 dollari da 1,0559 della chiusura di venerdì, invece il dollaro/yen si attesta a 115,777 da 115,36. In tutta Europa volano i titoli dell’energia, con Eni che segna un +3,16%, sostenuta anche dalla notizia della vendita del 30% del campo egiziano di Zohr a Rosneft per 1,125 miliardi di dollari più il rimborso dei 450 milioni di euro di investimenti già sostenuti. Seguono Saipem con un +3,65%, e Tenaris con un +2,96%.

Commodities

In rally il prezzo del petrolio dopo l’accordo raggiunto sabato a Vienna da 11 Paesi produttori di greggio non appartenenti all’Opec, che si sono impegnati a ridurre la produzione di 558mila barili al giorno. Il future gennaio sul Wti balza del 5,09% ai massimi da diciotto mesi e sopra la soglia dei 54 dollari al barile (54,12 in avvio), mentre la consegna febbraio sul Brent si è portata al top da luglio 2015 mettendo quota 57 dollari nel mirino (+4,42% a 56,73 dollari).

Fonte: Trendandtrading.it – Private & Consulting SIM SpA

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