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PC: il Ftse-Mib sembra vivere una fase laterale di consolidamento

milano stazione

Piazza Affari chiude la settimana in rialzo. Nonostante il calo di venerdì, giornata semifestiva caratterizzata da pochi scambi, il bilancio della settimana per la Borsa di Milano è positivo:…

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l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,53%, migliorando la performance da inizio anno a +17,7%. Degna di nota Saipem, che ha registrato un +12,90%, mentre la notizia che il governo brasiliano, in difficoltà con gli obiettivi di finanza pubblica, starebbe pensando di non rinnovare gli incentivi all’acquisto di autoveicoli si è ripercossa su Cnh Industrial e Fiat, che hanno perso rispettivamente il 6,30% e 5,90%. Nel corso della settimana l’Eurostoxx 50 ha guadagnato lo 0,58%, mentre l’S&P 500 è rimasto pressoché stabile e il Nikkei è avanzato dello 0,80%. La migliore performance settimanale è stata registrata dall’indice cinese Hang Seng, con un + 2,43%. Nel corso della settimana il Dollaro ha guadagnato il 2,31% nei confronti dell’Euro. Le ultime dichiarazioni di Ben Bernanke e i dati positivi sull’economia USA fanno pensare che la Fed potrebbe iniziare a ridurre gli stimoli monetari alla crescita già a dicembre o a gennaio. L’Ism del settore manifatturiero è salito a ottobre a 56,4 punti, sopra i 55 attesi dagli analisti. Sul mercato dei titoli di Stato si è verificato un positivo calo dei rendimenti: il Btp decennale ha chiuso la settimana a un rendimento del 4,08% e lo spread è sceso a quota 238. Come conseguenza del rafforzamento del Dollaro, scendono le quotazioni del petrolio: Wti a 94,62 dollari (-3.39%). L’evento chiave della settimana in corso è la decisione in merito ai tassi di interesse della BCE di giovedì 7 Novembre.

Ftse/Mib
Dopo il forte uptrend iniziato in estate, il Ftse-Mib sembra vivere una fase laterale di consolidamento. Negli ultimi 30 giorni le quotazioni si muovono infatti all’interno di una fascia laterale compresa fra 18.660 e 19.500 punti e i principali indicatori tecnici osservati risultano contrastati. La fase di accumulo potrebbe proseguire ancora per qualche seduta e l’eventuale mantenimento dei 18.660 punti potrebbe creare i presupposti per un ulteriore rialzo, che proietterebbe l’indice a ridosso della soglia psicologica dei 20.000 punti, in un primo step, e 20.500, successivamente. Viceversa, la rottura ribassista dei 18.660 punti, annullerebbe lo scenario rialzista descritto e proietterebbe l’indice in prossimità dei 18.100 punti.

Commodities
La scorsa ottava il Gold Future ha subito una battuta d’arresto dopo le ultime settimane di denaro.
La configurazione osservata e analizzata ormai da qualche mese è un movimento laterale che ha la base sui minimi di giugno tra 1180 e 1250 e il lato superiore in area 1400.
Finchè il metallo prezioso rimane tra questi valori non è atteso nessun movimento di medio periodo veramente degno di nota, se non in ottica di puro trading.
Mercato Obbligazionario
Nelle ultime settimane, l’incertezza e la lateralità che hanno accompagnato l’andamento delle principali Borse azionarie ha inciso molto positivamente sulle quotazioni del BUND.
Dopo un mese di settembre molto positivo, con i prezzi che sono passati dal minimo di 136,42 ad un massimo relativo a quota 140,87, successivamente l’obbligazionario tedesco ha realizzato anche una configurazione a V che ha visto un immediato ritorno oltre l’area 141. E proprio la scorsa settimana, anche quest’ultima resistenza è stata superata al rialzo fino a raggiungere l’area intorno a 142,35, corrispondente ai massimi relativi di luglio. Per quanto l’impostazione del mercato sia decisamente rialzista nel breve/medio termine e non vi sia alcun segnale di debolezza, risulta evidente come i prezzi non siano adeguati alle reali condizioni macroeconomiche europee, di cui il BUND è il miglior termometro.
Molto probabilmente si tratta di una bolla speculativa che sta raggiungendo il proprio culmine in virtù del comportamento disallineato della BCE rispetto alla FED (pronta al Tapering) e che, prima o poi, vedrà crollare violentemente le quotazioni ben al di sotto dell’importante supporto di 136,42. Pertanto, dal punto di vista operativo, non è escluso un ulteriore stappo rialzista dell’obbligazionario tedesco fino alla soglia dei 143 punti, ma bisognerà valutarlo attentamente in quanto potrebbe trattarsi di un falso segnale. Di sicuro, comunque, al momento il mercato non è negativo e non dovranno essere aperte posizioni short o di copertura prima della violazione del livello 138,78.

Mercato Valutario
Dopo la forzatura rialzista del 22/10, quando l’Euro è riuscito a superare quota 1,37, precedente massimo annuale, l’inerzia rialzista è durata ancora un paio di sedute per lasciare poi spazio ad un violento ritracciamento. Il calo si è esteso fino a 1,348. Movimenti simili esprimono generalmente cambiamenti sostanziali nell’equilibrio esistente. Sembra che i mercati stiano scontando possibili mutamenti nelle politiche monetarie delle due principali banche centrali. La BCE sembra ormai voler rompere gli indugi di fronte alla continua sopravvalutazione dell’Euro, che ha fatto perdere parecchia competitività all’export europeo. Potrebbe essere imminente, secondo i mercati, un taglio dei tassi, del resto già da tempo annunciato da Draghi come un’arma da utilizzare a favore della ripresa di Eurolandia. Contemporaneamente il comunicato diramato dalla FED mercoledì scorso ha rivelato qualche mutamento di accenti nella descrizione della situazione economica americana.
L’aver affermato che i rischi di arretramento della crescita stanno diminuendo, sembra riflettere un crescendo di voci favorevoli al tapering all’interno del Board della FED. In tutto ciò non c’è nulla di concreto, ma si tratta di congetture sufficienti a generare un mutamento di aspettative, con l’attesa che il testimone del lassismo monetario possa passare dal campo americano a quello europeo. Siccome questo nuovo scenario dovrebbe esprimere calo dei rendimenti obbligazionari in Europa e rialzo in America, ecco che il cambio è andato a prezzare il mutamento dei rendimenti comparati rivalutando l’Euro. L’obiettivo del primo impulso ribassista è stato ormai quasi raggiunto. Si tratta dell’area 1,346, dove si trova un supporto statico e transita la trend line rialzista del movimento partito a luglio di quest’anno. Se questo livello dovesse cedere potremmo parlare di inversione di tendenza con aspettative di ritorno verso l’area 1,31.

Fonte: Private & Consulting SIM S.p.A.

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