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PC: Il prezzo del greggio sale

Borse europee poco mosse in avvio di seduta, dopo le turbolenze della scorsa settimana che hanno incentivato le puntate contro il dollaro……..

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Nella giornata di oggi, il biglietto verde scende ancora nei confronti delle principali controparti; la valuta Usa passa di mano a 107,741 yen da 108,64 yen della chiusura di ieri sera. Il dollaro perde terreno anche sull’euro che sale a 1,2315 da 1,2291. Sul fronte macro, circa metà delle società quotate europee ha comunicato i conti 2017; dal monitor dell’investment bank Usa, sui risultati del quarto trimestre, emerge che vendite e utili stanno superando le attese del 4-5%. In particolare, Morgan Stanley sottolinea che i ricavi sono stati migliori degli utili e che le vendite hanno dato sorprese positive. I dati di M.S. sembrano confermare che la ripresa dell’economia europea si stia traducendo in un recupero anche dei risultati aziendali. Dopo il rimbalzo di ieri, gli investitori restano in attesa degli importati dati macro di domani, tra cui il principale è l’inflazione Usa a gennaio. D’altra parte, molti operatori non sono ancora convinti che il peggio sia passato, con i rendimenti dei Treasuries Usa ancora a livelli elevati, in vista dei numeri dei prezzi al consumo Usa, che saranno pubblicati domani, e che potrebbero riaccendere i timori di una risalita dell’inflazione e di una conseguente maggior aggressività della Fed nell’alzare il costo del denaro.

Ftse/Mib

Piazza Affari accelera al ribasso; l’Indice Ftse Mib cede ora lo 0,55% a 22.214 punti, perdendo più del Dax (-0,30%), del Cac40 (-0,21%) e del Ftse100 (-0,07%). Il prezzo del petrolio ancora in rialzo non sprona Saipem (sulla parità a 3,39 euro), Tenaris (+0,2% a 12,87 euro) ed Eni (-0,03% a 13,47 euro) con la produzione dell’enorme giacimento offshore Zohr. Nella giornata di ieri, l’ad di Tim, Amos Genish, ha incontrato i sindacati sul progetto dello scorporo della rete, rassicurando che l’operazione non è una manovra finanziaria, ma ha un valenza tecnico-regolamentare. Intanto, la terza sezione del Tar Lazio ha respinto i ricorsi promossi da WindTre, Tim, Vodafone e Fastweb contro la delibera Agcom che aveva imposto la fatturazione mensile delle bollette telefoniche anziché ogni 28 giorni. Sul fronte Bancario, in calo Unicredit (-0,58% a 17,73 euro), Banco Bpm (-0,58% a 2,98 euro) e Ubi (-0,23% a 3,98 euro) che ha smentito categoricamente l’esistenza di un dossier o di un qualsiasi tipo di negoziazione con Mps. In positivo Mediobanca (+0,49% a 9,48 euro) che potrebbe presentare un’offerta per Allianz Bank.

Commodities

Il prezzo del greggio sale nella giornata di oggi, grazie alla ripresa dei mercati azionari globali, mentre l’attenzione degli investitori è rivolta ai dati sulle scorte Usa di questa settimana. Il greggio Wti sale dello 0,20% a 59,44 dollari al barile; mentre il greggio Brent sale dello 0,24% a 62,74 dollari al barile, dopo essere sceso al minimo di due mesi di 61,77 dollari venerdì. L’aumento dei prezzi è stato spinto, oltre alla ripresa dei mercati azionari, dalle dichiarazioni dell’Opec, che prevede che la domanda mondiale di greggio salga di 1,59 milioni di barili al giorno, 60.000 barili al giorno in più rispetto alla stima precedente, raggiugendo quota 98,6 milioni di barili al giorno. Per via dell’incremento della produzione non-Opec, il mercato del greggio ritornerà ad un equilibrio tra fornitura e domanda solo verso la fine dell’anno, secondo quanto affermato dall’organizzazione.

Fonte: Trendandtrading.it – Private & Consulting SIM SpA

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