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PC: indebolimento della moneta unica europea nei confronti del dollaro statunitense

La prima settimana dell’anno sul fronte macroeconomico ha confermato un miglioramento del clima congiunturale nell’Eurozona, segnalato dal PMI manifatturiero dei paesi europei salito a dicembre a 52,7 da 51,6,…

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con la Germania al massimo da 30 mesi a 54,3. Dati buoni anche per i periferici con l’indice italiano ai massimi dalla metà del 2011 a 53,1. Unica eccezione la Francia, ai minimi degli ultimi sette mesi. Anche negli Stati Uniti l’ISM manifatturiero sopra 55 ha confermato il recente trend di dati migliori delle aspettative. Viceversa segnali ancora deboli dalla Cina (il PMI del settore dei servizi) che hanno ulteriormente depresso le aspettative. La prima settimana dell’anno è stata volatile sul mercato dei cambi e sulle commodities. In particolare il cross EUR/USD ha ritracciato fino a 1,3565, respinto dalla resistenza diagonale di lungo termine che passa per l’area 1,38-1,40. Ripresa anche dello yen, del dollaro canadese e australiano, in particolare contro Euro. Contromano rispetto alle attese prevalenti anche l’oro, in rimbalzo in zona 1.235 e il petrolio, scivolato in settimana del 5,98%. I principali mercati azionari, dopo l’ineludibile rally di fine anno, sono partiti con il segno meno tranne il Ftse Mib. Altri trend, viceversa, si sono rafforzati, confermando la direzione degli ultimi mesi: dalla convergenza degli spread dei periferici europei (decennale italiano al 3,95% con spread sotto i 200 bp), che ha trainato anche i bancari e le borse mediterranee, alla continua sottoperformance dei mercati azionari emergenti.

Ftse/Mib
Dopo aver superato al rialzo la barriera dei 19.000 punti, il Ftse Mib non si è più arrestato e ha terminato le contrattazioni settimanali in positivo dello 0,82%. A questo punto il trend è positivo sia in ottica di breve, che di medio termine. Ipotizzabile il raggiungimento dei massimi dell’anno scorso in area 19.450 – 19.500 punti.

Commodities
Come pensavamo, il minimo di giugno scorso ha tenuto e da li è partito un rimbalzo che per ora è solo veramente un rimbalzo. Ma questo ci conforta sullo scenario previsto già mesi fa che vedeva e vede un movimento laterale di medio lungo periodo.
La conferma ce l’avremo al superamento di 1280.

Mercato Obbligazionario
Nonostante il rimbalzo avvenuto nelle ultime sedute, continua il periodo negativo per il Bund future. Infatti, le quotazioni oscillano nel canale discendente che si è delineato da inizio novembre. Dopo aver violato, al ribasso, l’importante supporto statico al livello 140,55, le quotazioni hanno continuato ad oscillare al di sotto di esso.
L’impostazione del mercato è decisamente negativa e ci saranno ulteriori spazi di discesa, finché le quotazioni non si riporteranno al di sopra del livello sopra citato, ora diventato la nuova resistenza.
L’inversione di tendenza si avrebbe solo con il ritorno sopra l’area 140,6, per la quale passa anche la media mobile di breve termine.

Mercato Valutario
La settimana appena conclusasi ha fatto registrare un indebolimento della moneta unica europea nei confronti del dollaro statunitense terminando le contrattazioni a 1,3589 perdendo l’1,13%. Tuttavia, le quotazioni rimangono, per il momento, comprese nel canale ascendente delineatosi ormai da tempo.
A questo punto la struttura tecnica di breve si è indebolita con diversi indicatori quantitativi che sono in posizione ribassista.
Un primo segnale di ripresa del trend si avrebbe, invece, con la rottura della resistenza a 1,3672; mentre un target ribassista potrebbe essere posto in area 1,3540 – 1,3530.

Fonte: Private & Consulting SIM S.p.A.

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