TrendAndTrading.it

PC: La carta italiana riparte da un tasso del decennale di 1,78% e da uno spread a 122 punti base

Borse europee in rialzo frazionale in avvio di seduta; non sono attese nuove mosse da parte della Fed al termine del meeting di politica monetaria, in serata, a seguito del rialzo dei tassi effettuato a marzo……

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da TrendandTrading iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


{loadposition notizie}

La Banca Centrale Americana ha più volte ribadito che il percorso dei tassi sarà graduale e prevede al momento almeno altri due interventi per l’anno in corso. Ma secondo gli operatori, potrebbe esserci spazio anche per tre nuovi rialzi entro fine anno. Sempre in chiave Fed c’è attesa per i dati di aprile sul mercato del lavoro negli Stati Uniti. Sono previsti in uscita per il prossimo 4 Maggio, ma verranno come da tradizione anticipati in giornata dal rapporto Adp sull’occupazione nel settore privato; le stime sono per 200.000 nuovi posti dopo i 241.000 di marzo. In Europa, invece, le indagini congiunturali di aprile sull’andamento del manifatturiero offriranno nuovi spunti di riflessione sulla congiuntura, dopo che anche la Banca Centrale Europea ha parlato di moderazione, rispetto agli elevati tassi dell’anno scorso. Per l’Italia, il Pmi manifatturiero è atteso in ulteriore calo, per il terzo mese consecutivo, a 54,4 punti dopo aver segnato a marzo 55,1, il livello più basso da luglio dell’anno scorso. Per l’intera zona euro sono in uscita oggi le stime sul pil del primo trimestre, con un’espansione dello 0,4% contro il precedente +0,6%. Restando sul fronte interno, dopo gli infruttuosi mandati esplorativi dei presidenti di Camera e Senato e dopo la chiusura del Pd al dialogo con i M5S, toccherà al capo dello Stato esprimersi, per sbloccare la situazione formatasi a seguito delle elezioni del 4 marzo.

Ftse/Mib

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib sale dello 0,30% a quota 24.052 punti. Tra gli industriali si muovono bene Stm (+1,82% a 18,46 euro), Prysmian (+0,12% a 24,41 euro) e Leonardo (+0,83% a 9,69 euro); in calo Fca (-0,50% a 18,47 euro) che ha chiuso aprile con un aumento delle immatricolazioni negli Usa del 5%, un dato trainato dal record del brand Jeep. Sul fronte bancario, positive Unicredit (+0,26% a 18,03 euro), Ubi (+0,23% a 4,285 euro) e Intesa Sanpaolo (+0,22% a 3,164 euro) dopo che una squadra di manager guidata da Davide Turco, Ca’ de Sass e Fondazione Cariplo hanno dato vita a Indaco Venture Partenrs Sgr, società di gestione del risparmio che gestirà il fondo di Venture Capital; meglio banco Bpm (+0,91% a 3,044 euro) alla cui porta bussano fondi e operatori interessati a stringere alleanze sul fronte degli Npl. Inoltre, durante l’estate, banco Bpm potrebbe pensare alla razionalizzazione delle sue fabbriche prodotto nel segmento del credito al consumo; Profamily potrebbe essere incorporata in Agos Ducato (di cui il 51% posseduta da Credit Agricole).

Commodities

Mentre i prezzi del greggio salgono sulla scia dei timori che gli Stati Uniti possano imporre nuovamente sanzioni nei confronti dell’Iran, il Brent si attesta a 73,42 dollari al barile, in aumento del 40%. Il Wti segna invece un +0,70% a 67,72 dollari al barile. La settimana in corso era iniziata con un calo dei prezzi, dovuto all’aumento della trivellazione degli Usa, uno dei pochi fattori in grado di trattenere il prezzo del greggio in un ambiente altrimenti rialzista. Le compagnie Usa hanno aggiunto cinque impianti nella settimana terminata il 27 aprile, portando il totale a 825; si tratta del massimo dal marzo 2015. Questa settimana, l’attenzione degli operatori sarà concentrata sui dati Usa sulle scorte di greggio e prodotti raffinati, per valutare la forza della domanda da parte del principale consumatore mondiale e quanto velocemente continueranno ad aumentare i livelli di produzione.

Mercato Obbligazionario

La carta italiana riparte da un tasso del decennale di 1,78% e da uno spread a 122 punti base, livelli a cui è giunta lunedì al termine di una seduta in cui ha pagato salata la prospettiva di elezioni per il prossimo giugno. A zavorrare il mercato secondario italiano hanno contribuito anche i volumi quasi festivi dell’ultima seduta, che hanno inevitabilmente accentuato i movimenti di mercato. Il dollaro galleggia sui massimi degli ultimi quattro mesi, sostenuto dalla prospettiva di solidità per l’economia Usa e dal rialzo dei tassi. Il cambio euro/dollaro vale 1,20059 dopo aver chiuso a 1,1993, e il dollaro/yen scambia a 109,837 dopo una chiusura a 109,85. 

Fonte: Trendandtrading.it – Private & Consulting SIM SpA

Articoli Simili

DAX Tendenza al rialzo sopra 12835,00

Administrator

DAX Consolidamento. Pivot point 12730,00

Administrator

DOW JONES breve e medio lungo periodo 18 Ottobre 2019

Administrator