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PC: La decisione di Donald Trump in merito all’uscita dall’accordo sul nucleare iraniano ha spinto il prezzo del Brent

Mercati europei dismessi in scia a quelli Asiatici, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di sfilare il Paese dagli accordi internazionali con l’Iran, sostenendo che Teheran finanzia il terrorismo…….

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La Casa Bianca ha quindi chiesto di rinegoziare l’intesa stretta nel 2015 e intende reintrodurre le sanzioni tra tre mesi. In seguito a questa notizia accelera il Dollaro, con un cambio con l’euro che viaggia a 1,1826 da 1,1862 della chiusura di ieri sera a New York; mentre il dollaro/yen si attesta a 109,728 da 109,11. Sul fronte europeo, nella giornata di oggi Francia e Spagna diffonderanno i numeri della produzione industriale a marzo, mentre il dato italiano verrà diffuso domani. Le attese per il dato francese convergono su un incremento dello 0,4% su mese dopo il precedente +1,2%. Per la Spagna il consenso proietta un incremento del 3,3% su anno, in rialzo rispetto al 3,1% del mese precedente. Riguardo la situazione italiana, in un’intervista Matteo Salvini ha detto che il Quirinale avrebbe dovuto dare l’incarico a lui, ma ha ribadito fedeltà a Berlusconi ed è tornato ad augurarsi un “passo di lato” da parte dei leader di Forza Italia e Cinque Stelle che eviti il “fantasma e l’imbroglio” di un governo neutrale. Intanto è stata convocata per il prossimo 19 maggio l’assemblea del Pd con Matteo Renzi che sostiene la candidatura a premier di Paolo Gentiloni. 

Ftse/Mib

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib recupera lo 0,56% a quota 24.278 punti. Tim ( -0,50% a 0,8378 euro), dopo la decisione del governo di applicare alla società una sanzione di 74,3 milioni di euro per violazione degli obblighi di notifica alla normativa in materia di golden power, ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. La società ha sottolineato che intende collaborare con il governo. Intanto Vivendì, dopo la vittoria in assemblea del fondo Elliott, ha già inoltrato la richiesta di revoca dell’attività di direzione e coordinamento. Sul fronte Bancario, Intesa Sanpaolo (+0,43% a 3,157 euro) ha realizzato quasi la metà degli utili dello scorso anno nel primo trimestre 2018 e ha confermato l’attesa di un netto dell’intero esercizio in crescita e di un dividendo cash con un payout dell’85%. Meglio per Bper (+4,83% a 4,749 euro) che ha annunciato un utile netto a livelli record per quanto riguarda il primo trimestre e aggiornato il piano sugli Npe con target più aggressivi, con l’obiettivo di raggiungere un ratio lordo dell’11,5% al 2020 dal 19,3% attuale.

Commodities

La decisione di Donald Trump in merito all’uscita dall’accordo sul nucleare iraniano ha spinto il prezzo del Brent al record degli ultimi tre anni e mezzo. Oggi guadagna il 3% a 77,13 dollari al barile, mentre il Wti risale del 2,83% a 71,02 dollari al barile. Secondo alcuni analisti, la reintroduzione delle sanzioni potrebbe inasprire le scorte di greggio globali poiché renderebbero più difficili le esportazioni petrolifere per l’Iran. I trader del greggio, intanto, attendono i nuovi dati settimanali sulle scorte di greggio statunitensi, per valutare la forza della domanda del principale consumatore mondiale di oro nero, e quanto velocemente i livelli di produzione continueranno ad aumentare. Alla chiusura dei mercati ieri, l’American Petroleum Institute ha dichiarato che le scorte di greggio statunitensi sono scese di quasi 1,9 milioni di barili la scorsa settimana.

Mercato Obbligazionario

Ripartono, rispettivamente, da 129,2 punti base e dall’1,865% il differenziale di rendimento Italia-Germania sul tratto decennale e il tasso del benchmark a 10 anni. Ieri, in seguito alla notizia di una possibilità più concreta delle elezioni anticipate, azionario e obbligazionario italiani sono stati protagonisti di una robusta correzione con lo spread arrivato a toccare i 133 punti base, il massimo da metà aprile, dai 123 di avvio seduta. Il tasso del decennale di riferimento si è spinto fino all’1,88%, massimo da fine marzo. L’agenda dell’offerta di nuova carta a livello europeo si mostra ricca di appuntamenti; in mattinata la Germania offrirà 1,5 miliardi nel Bund a 30 anni con scadenza agosto 2048 e cedola 1,25%. Attivi anche il Portogallo, che mette a disposizione degli investitori 1-1,25 miliardi in titoli di Stato con scadenza ottobre 2023 e ottobre 2028, e la Grecia che offre 875 milioni in titoli a 13 settimane.  

Fonte: Trendandtrading.it – Private & Consulting SIM SpA

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