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PC: La scorsa settimana il Ftse Mib ha rotto al ribasso il canale laterale

35 EURO

La settimana è stata caratterizzata, come previsto, da un’impennata della volatilità e da un rimbalzo dai minimi del prezzo del petrolio. Per quanto riguarda il primo aspetto il VIX (che misura la volatilità del mercato azionario Usa)….

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è aumentato del 20% in sette sedute, pur rimanendo, per ora, su livelli molto contenuti. Mentre per l’oro nero, in assenza di particolari novità dalla riunione dell’OPEC, si tratta probabilmente di ricoperture di posizioni corte, particolarmente affollate. Da notare che le correzioni sui mercati azionari e, in parte, sui bonds si sono materializzate malgrado i principali eventi della settimana, dalla conferenza stampa di Mario Draghi, al dato sul non farm payroll Usa (203 k e unemployment rate al 7%, poco sopra le attese) non siano stati degni di nota. Come sempre lo storno è stato quasi impercettibile a Wall Street, mentre il DAX ha lasciato sul terreno più di due punti e l’indice nostrano quasi il 5%. Il quadro tecnico complessivo dei risk asset è in deterioramento nel breve termine.
L’ipotesi di base è che lo S&P 500 possa nei prossimi giorni correggere almeno di 50 punti prima che il furore rialzista si riaccenda. Un atteggiamento meno conservativo va tenuto a bada ancora per un po’.
Ricordarsi, comunque, che nel 2013 i mercati sono saliti solo grazie alla liquidità. Rimaniamo in attesa degli utili. Per la settimana in corso particolare attenzione ai dati sulla produzione industriale francese e inglese attesi per martedì 10 dicembre.

Ftse/Mib
La scorsa settimana il Ftse Mib ha rotto al ribasso il canale laterale più volte citato nelle precedenti analisi, che ha come base i 18.550 punti e come barriera superiore i 19.500 punti, andando a toccare quota 18.000 punti. Ora le quotazioni si trovano al di sotto della media mobile di breve termine.
Tecnicamente si notano massimi decrescenti e si evidenzia un canale discendente entro il quale le quotazioni continuano ad oscillare. Da monitorare il livello spartiacque posto a 18.000 punti, quota che ha raggiunto la scorsa settimana. Infatti una rottura al ribasso di questo livello potrebbe portare le quotazioni intorno area 17.600-17.650 punti.
Al rialzo, invece, un primo segnale long potrà arrivare con il breakout della media mobile di breve periodo.

Commodities
Termina una settimana negativa per il Gold Future. Rimane comunque sempre l’impostazione data negli ultimi mesi.
Trend laterale. Non ci sono impulsi di medio periodo.
Supporti e resistenze confermate come da scorsa newsletter.

Mercato Obbligazionario
La violenta discesa che ha recentemente caratterizzato l’andamento dei principali indici azionari europei, non ha avuto al momento alcun riscontro nell’aumento di flussi finanziari a favore del mercato obbligazionario. Complici le dichiarazioni della Bce, che ha escluso un nuovo LTRO, e l’avvicinarsi del 2014, anno in cui dovrebbe realizzarsi il “Tapering” statunitense, anche le quotazioni del BUND hanno ceduto pesantemente il passo. Durante questa settimana, infatti, prima è stata violata al ribasso la trendline rialzista di medio periodo tracciabile dai minimi dello scorso settembre e, successivamente, anche l’importante supporto statico sul livello 140,55. A questo punto, l’impostazione del mercato è decisamente negativa e ci sono ulteriori spazi di discesa, grazie al delinearsi di alcune linee di tendenza parecchio inclinate. Dal punto di vista operativo, pertanto, si è ancora in tempo per aprire posizioni short in quanto l’attuale movimento discendente dell’obbligazionario tedesco potrebbe continuare fin sotto quota 138,79. Per le posizioni rialziste, invece, è consigliabile attendere almeno il ritorno sopra l’area 141.

Mercato Valutario
Dopo la rapida, seppur significativa correzione, avvenuta a cavallo tra ottobre e novembre, il cambio Euro/Dollaro ha ripreso la via del rialzo, effettuando un movimento lento e graduale, che è riuscito a riportare il valore di equilibrio da 1,33 fino a 1,37. Su questo livello incontra una resistenza statica di una certa importanza, equivalente al massimo di inizio febbraio, da cui scaturì un ritracciamento abbastanza profondo. Subito oltre questa soglia si prospetta l’attacco al massimo di ottobre, a quota 1,3832, che potrebbe essere in effetti avvicinato. Credo però che per poter assistere al superamento di quest’area occorreranno indicazioni importanti dalle autorità monetarie. Tale potrebbe essere l’ufficiale rinvio del tapering, che però in parte è già scontato nei prezzi attuali.
L’evento a mio parere più probabile è una ripresa del ribasso in seguito ad una sorta di doppio massimo o qualcosa del genere, che vada a sancire la differente forza economica americana rispetto a quella europea. Gli USA hanno una crescita economica decisamente più tonica di quella europea ed anche i rendimenti, che il mercato dei Bond sta evidenziando, sono superiori a quelli europei dei paesi più virtuosi. Pertanto credo che sia molto difficile che il movimento rialzista dell’Euro riesca a proseguire oltre 1,38.

Fonte: Private & Consulting SIM S.p.A.

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