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PC: Le maggiori piazze finanziarie tirano il fiato

40 GIORNALE

Le maggiori piazze finanziarie tirano il fiato, complice il dato negativo relativo all’espansione industriale cinese che scende sotto la soglia base dei 50 punti. Piazza Affari perde più del 4% e scende sotto i 17.000 punti; prese di beneficio per tutta l’Eurozona con l’Eurostoxx 50 che lascia sul campo circa il 2%. L’S&P 500 limita le perdite scendendo….

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Situazione diametralmente opposta invece, per quanto riguarda il Dollaro australiano che mostra una forte debolezza. Oggi, andrò a fare un’analisi di contesto proprio sull’AUD, quindi sarà un articolo un po’ diverso dal solito, ma credo possa dare buoni spunti operativi di trading nei prossimi giorni


dell’1%. Mercati negativi anche in Asia: il Nikkei, dopo la seduta shock di giovedì in cui ha perso oltre il 7%, fa registrare una performance settimanale negativa del 3,47% bruciando tutti i guadagni di inizio settimana; stesso trend anche per la Cina con l’Hang Seng che scende sotto i 23.000 punti e perde il 2% su base settimanale. Settimana positiva soltanto per l’oro che sale dell’1,60% portandosi a quota 1.387 dollari/l’oncia. In rialzo lo spread con il rendimento dei titoli decennali italiani in salita al 4,14% contro l’1,43% dei paritetici titoli tedeschi. Per quanto riguarda il calendario economico, da monitorare con attenzione i dati inerenti al Pil Usa e le richieste di sussidi di disoccupazione di giovedì 30; l’indice PMI Chicago di venerdì 31 e il PMI manifatturiero cinese di sabato 1 giugno.

Ftse/Mib
Nelle ultime sedute della precedente ottava, il Ftse Mib ha registrato la correzione attesa dagli operatori. Le quotazioni dell’indice italiano sono fuoriuscire dal canale rialzista di medio periodo, creatosi da giugno 2012. Gli indicatori di tendenza di breve periodo sono attualmente contrastati. Le quotazioni sono ancora al di sopra della media mobile di breve periodo, ma il Macd si è girato in posizione short e l’RSI si è allontanato dall’area di ipercomprato.
L’oscillatore Stocastico (83,26) continua ad evidenziare una debolezza del quadro tecnico. L’indice non ha rotto il supporto a 17.000, e in caso di violazione di tale livello il primo target ribassista si attesterebbe a 16.700 punti. Uno storno fino a 16.400 punti, non comprometterebbe il quadro tecnico positivo di medio periodo.

Mercato Obbligazionario
Il recente ritracciamento dei mercati azionari ha momentaneamente arrestato la discesa dell’obbligazionario tedesco, senza però innescare alcun rimbalzo degno di nota. Le quotazioni del Bund, infatti, rimangono vicine all’importante supporto nell’intorno del livello 144, e sempre ben al di sotto della trendline ribassista tracciabile dal massimo di inizio maggio a quota 147,2. Nel breve periodo è prevedibile la continuazione di questa fase di lateralità compresa tra il già citato supporto e il livello 145,74, mentre in uno spazio temporale più ampio la fase discendente del Bund dovrebbe proseguire fino al raggiungimento del primo target a 142,27.

Mercato Valutario
Relativamente al cambio Euro – Dollaro Australiano, la scorsa settimana avevamo anticipato il possibile superamento dell’importante livello di 1,33. L’evento si è materializzato proprio venerdì scorso. Ora questo cross ha completato la figura rialzista di testa e spalle rialzista ipotizzata e punta al primo obiettivo di medio periodo in area 1,38. Oltre tale livello si potrebbe poi ipotizzare l’arrivo sul successivo obiettivo di area 1,43. È importante però la tenuta di quota 1,32, che, se venisse violata , invaliderebbe il segnale di forza.

Commodities
Dopo il minimo del 15 aprile scorso ed il tentativo di rimbalzo successivo, l’oro si trova attualmente in una situazione di congestione. La rottura ribassista dei minimi a 1.321,50 Dollari proietta il metallo giallo verso 1.277$, prima, e 1.220, successivamente, come target naturali della discesa iniziata con la perdita di area 1.530. Solo un ritorno sopra i 1.470 – 1.490 scongiurerebbe tale scenario, fortemente ribassista. Molta attenzione deve essere posta in questa settimana, che trova scadenze cicliche interessanti di breve periodo che potrebbero indicare se il minimo di medio periodo è stato fatto o se manca un new low. Statisticamente e stagionalmente, il periodo maggio – settembre dal 1993 (20 anni) è stato profittevole per il 75% dei casi, pur evidenziando una fase intermedia laterale o ribassista tra maggio e luglio per almeno la metà degli anni esaminati.


Fonte: Trendandtrading.it – ProfessioneForex

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