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Per la Turchia sfuma il sogno olimpico, domanda interna sostiene l’economia

Niente Giochi Olimpici del 2020
Mesi di fuoco per la Turchia che da fine maggio in avanti ha dovuto fare i conti con le forti tensioni interne per le proteste contro il premier Erdogan a seguito della decisione …….

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di costruire un’area commerciale al posto di Gezi Park al centro della città di Istanbul. Contestazioni che hanno allontanato in parte gli investitori da una realtà economica fiorente e fresca del raggiungimento del rango investment grade. Altro elemento di instabilità è la delicata situazione nella vicina Siria che probabilmente ha rappresentato un forte freno alla candidatura di Istanbul per le Olimpiadi del 2020 che alla fine sono andate a Tokyo. Istanbul era riuscita ad arrivare al testa a testa finale per ospitare la maggiore rassegna sportiva mondiale, evento che avrebbe dato nuova spinta a un’economia che negli scorci anni aveva mostrato ritmi record di crescita.
Tensioni geopolitiche dovrebbero frenare economia in seconda metà 2013
Sul fronte economico il sostegno della domanda interna e delle spese pubbliche per investimenti ha permesso alla Turchia di tornare a crescere a ritmo sostenuto nel secondo trimestre. Nei mesi tra aprile e giugno il Pil ha evidenziato un aumento del 4,4 per cento annuo, in accelerazione dal +2,9% dei primi tre mesi del 2013.
Spicca in particolare il balzo del 5,3% annuo dei consumi delle famiglie. Dopo i buoni riscontri arrivati dai dati relativi al secondo trimestre, le prospettive economiche per il prossimi mesi risultano ancora incerte. Il ministro delle Finanze, Mehmet Simsek, ha indicato una possibile crescita economica sotto il 4 per cento per l’intero l’anno a causa proprio delle tensioni geopolitiche che si sono aggiunte agli effetti negativi della debolezza del contesto economico mondiale.
La Turchia deve far fronte anche con il cronico problema di un’inflazione elevata (8,17% a/a ad agosto rispetto al target del 5% indicato dalla banca centrale) che ha indotto la banca centrale turca a rivedere la sua politica di progressivo allentamento monetario. L’istituto guidato da Erdem Basci ha trovato un compromesso alzando dello 0,75% il limite superiore del corridoio dei tassi, mentre il repo rate a una settimana è rimasto al 4,5%. Le attese del mercato sono di una completa inversione di tendenza nei prossimi mesi con repo rate salire al 4,75% entro fineanno e al 5,75% nel 2014.

Borsa di Istanbul si allontana dai massimi di maggio
Saldo borsistico negativo per l’indice DJ Turkey Titans 20 che da inizio anno cede oltre l’8%. Le tensioni interne hanno portato la Borsa di Istanbul a cedere oltre il 22% dai massimi storici toccati a maggio prima dello scoppio della protesta contro Erdogan quando gli investitori mostravano una piena fiducia nelle prospettive del Paese in scia alla promozione a investment grade anche da parte di Moody’s.
Sotto pressione negli ultimi mesi soprattutto il comparto bancario penalizzato dal forte aumento dei rendimenti dei titoli di Stato. Il benchmark a due anni ha praticamente raddoppiato il proprio valore attestandosi al 9,5% dal minimo assoluto toccato a maggio al 4,79%. Parallelamente si è assistito a una discesa di circa il 12% della Lira Turca rispetto ai livelli di inizio anno che hanno costretto la banca centrale a intervenire più volte sul mercato valutario.

 

Fonte: RBS

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