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Peso Messicano, a dettare i tempi è il tapering

Fed spinge giù la divisa messicana
Avvio del nuovo anno sulla falsariga di come è stato chiuso il 2013 per il Peso Messicano….


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La divisa del Paese centroamericano nelle ultime tre settimane ha perso colpi rispetto al dollaro Usa complice principalmente l’annuncio dell’avvio del tapering (riduzione graduale degli acquisti di asset) da parte della Federal Reserve. Dal 18 dicembre, giorno in cui la Fed ha annunciato la riduzione da 85 a 75 mld di dollari degli acquisti mensili di bond, il Peso ha ceduto quasi il 2% rispetto al biglietto verde.
E il susseguirsi di dati incoraggianti dalla congiuntura statunitense alimentano le attese di una riduzione veloce delle misure straordinarie di stimolo monetario da parte della Fed indebolendo ulteriormente la divisa messicana. Il saldo complessivo del 2013 per il Peso Messicano è stato sostanzialmente in parità contro il dollaro anche se da maggio in avanti la discesa è stata di oltre il 9%. Negativo per quasi il 6 per cento invece il bilancio dello scorso anno contro l’euro.

Legame a doppio filo con andamento Treasury Usa
Nell’ultimo anno si è quindi confermata la forte correlazione dell’andamento del Peso con le notizie in arrivo dagli Stati Uniti, che sono di gran lunga il principale partner commerciale del Messico. Storicamente il Peso è positivamente infl uenzato dal rafforzamento della congiuntura statunitense, ma negli ultimi mesi buoni segnali in arrivo dagli Stati Uniti non hanno fatto bene alla valuta locale poiché hanno alimentato le attese di un graduale ritiro delle misure di sostegno monetario da parte della Fed. Attese che si sono concretizzate a dicembre impattando negativamente principalmente sulle obbligazioni messicane che tra quelle dell’America Latina sono le più correlate all’andamento dei titoli di Stato a stelle e strisce. Negli ultimi mesi del 2013 a contribuire alle pressioni ribassiste sulla divisa messicana ha contribuito anche l’azione del Banco de Mexico. La Banca centrale messicana ha rivisto al ribasso per due volte il livello dei tassi di interesse che ora stazionano al 3,5 per cento, sui minimi storici, al fine di stimolare al massimo l’attività economica con il 2013 che dovrebbe segnare per la seconda maggiore economia latinoamericana un progresso del Pil di solo l’1,3%, ritmo più basso dal 2009. A dicembre il Banco de Mexico non ha toccato il costo del denaro dopo le due riduzioni consecutive nei meeting precedenti con l’economia domestica che sembra dare i primi segnali di ripresa.

Bassa inflazione agevola azione banca centrale
Dai verbali dell’ultimo meeting del 2013 del Banco de Mexico emerge l’attesa di un rafforzamento graduale dell’economia nel corso di quest’anno con la conferma della previsione di un progresso del Pil tra il 3 e il 4% nel 2014, sostanzialmente in linea con il +3,5% indicato dal consensus Bloomberg. Crescita che dovrebbe essere agevolata anche dall’aumento della spesa pubblica deciso dal Congresso messicano con un defi cit di bilancio pari al 1,5 per cento del Pil nel 2014. Inoltre l’esecutivo messicano ha presentato alcune proposte per la riforma dei sistemi fiscali e previdenziali insieme a un pacchetto di misure economiche per il 2014. Una sponda all’azione ultra-espansiva della banca centrale arriva dalla bassa infl azione tornata lo scorso anno all’interno del range 2-4% indicato dall’istituto guidato da Agustin Carstens (a novembre è lievemente salita al 3,62% annuo).

Fonte: RBS

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