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Piombo sconta l’andamento dei fondamentali

PIOMBO

Prezzi ai minimi a 8 mesi
Finita l’emergenza scorte, la cui scarsità nell’ultima parte del 2012 aveva sostenuto i prezzi del Piombo al London Metal Exchange (Lme),…..
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RBS


nelle ultime settimane la pressione esercitata dai fondamentali ha spinto le quotazioni di questo metallo sotto area 2 mila dollari la tonnellata. Al costante incremento dell’offerta negli ultimi mesi si è sommata la contrazione della domanda in arrivo da Stati Uniti e Giappone, dove in genere i consumi del primo trimestre segnano un calo rispetto ai tre mesi precedenti. Influenzati da una spiccata stagionalità, le quotazioni di questo metallo sono invece poco vulnerabili alle fl uttuazioni del ciclo economico perché gran parte della domanda è destinata alla produzione di batterie per auto (che, a causa del breve ciclo di vita che caratterizza questo tipo di prodotti, presenta una bassa correlazione con l’andamento della congiuntura economica). Il Piombo è inoltre utilizzato nell’industria vetraia, in quella degli armamenti e in quella informatica.

 

Surplus di offerta anche quest’anno
Secondo le stime diffuse dall’International Lead and Zinc Study Group (Ilzsg), l’Agenzia delle Nazioni Unite nata per assicurare trasparenza ai mercati di questi due metalli, anche nel 2013 la domanda di Piombo, stimata in aumento del 4,8% a 11,09 milioni di tonnellate, sarà inferiore all’offerta. Come per diverse altre commodity, un ruolo centrale è svolto dalla Cina la cui domanda nell’anno corrente è vista in crescita del 6,7% grazie alla forza del comparto auto e alle crescenti richieste di batterie destinate a far funzionare le bici elettriche. Segno più anche per la domanda europea che dopo due cali consecutivi è stimata in crescita dell’1,9%. Per quanto riguarda l’offerta, secondo l’Ilzsg l’output minerario aumenterà del 3,5% a 5,43 milioni di tonnellate grazie alla riapertura di miniere in Australia (miniera Paroo Station), Italia (Porto Vesme) e Bolivia (Karachipampa).

 

Sommando il metallo riciclato, che secondo i calcoli dell’Ilzsg segnerà un incremento del 4,8%, l’offerta totale è vista a 11,13 milioni di tonnellate. Nei prossimi anni la quota di metallo ottenuto dai rottami, il cosiddetto Piombo secondario, è destinata a salire in scia dell’incremento dell’attività di riciclo in Cina dove attualmente la lavorazione delle vecchie batterie rappresenta solo il 35% dell’offerta (21% dieci anni fa), contro il 60% della media mondiale.

 

Prezzi attesi in risalita
Nelle prossime settimane le quotazioni del Piombo dovrebbero capitalizzare il ritorno sul mercato degli acquirenti statunitensi e nipponici. Gli esperti dell’Economist Intelligence Unit stimano che l’incremento delle richieste nel terzo e nel quarto trimestre spingeranno il prezzo di una tonnellata di Piombo sopra i 2.300 dollari. La tendenza rialzista dovrebbe continuare nel 2014 quando la prestigiosa testata britannica vede le quotazioni sopra i 2.400 dollari la tonnellata in scia di un modesto miglioramento del contesto macroeconomico, in particolare in Cina, e di una minore disponibilità del metallo fisico a causa dell’utilizzo del Piombo come collaterale nelle operazioni finanziarie.

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