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Prezzo dell’oro in caduta libera

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Il prezzo dell’oro è andato in caduta libera durante questa settimana, con il fixing pomeridiano di venerdì a $1318,50 all’oncia, ovvero il 5,4% in meno rispetto allo stesso dato della settimana precedente…..

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Analisi a cura di BullionVault


In euro, il fixing è stato di €993,96 all’oncia, una perdita settimanale del 5,8%.
La settimana è stata in realtà povera di eventi significativi. “Il rafforzamento delle tensioni geopolitiche in Siria ha contribuito alla forza recente dell’oro” aveva dichiarato lunedì Suki Cooper di Barclays Bank. Opinione condivisa da molti analisti, che spiegherebbe il crollo del prezzo in una settimana in cui sembra si sia giunti ad un accordo relativamente al sorvegliamento delle armi chimiche del regime di Assad da parte delle autorità internazionali.
“I metalli preziosi hanno iniziato a declinare insieme al declino della possibilità di un intervento militare” in Siria, concordano gli analisti di Goldman Sachs. “Il meeting di settembre della Federal Reserve, durante il quale i nostri economisti si aspettano che verrà annunciato il tapering al programma di quantitative easing, potrebbe essere il catalista che spinge i prezzi più in basso.”
Gli occhi degli analisti sono quindi già puntati alla riunione della Federal Reserve che inizierà martedì prossimo, durante la quale potrebbe avere inizio la riduzione del programma di acquisto di asset da parte della Federal Reserve, che attualmente raggiunge il valore di $85 miliardi al mese.
“Il prezzo dell’oro già riflette un tapering per una quantità di 10/15 miliardi di dollari” si leggeva su una nota di Bank of America Merrill Lynch diffusa martedì. “Se la Fed sarà più cauta, quindi se il tapering avverrà in una misura inferiore o non avverrà affatto, il prezzo dell’oro potrebbe andare in rally sul breve termine.”
A questo proposito rimane da dire che appena dopo la fine del summit G20 di San Pietroburgo, Christine Lagarde, capo del Fondo Monetario Internazionale, ha chiesto alla Federal Reserve di considerare l’impatto globale del rallentamento del QE. L’implicazione è che le economie dei paesi emergenti, assuefatte all’ingresso di dollari creati artificialmente, potrebbero non tollerarne bene la privazione.
Questa settimana è anche stato diffuso il report sull’oro Gold Survey 2013 della Thomson Reuters GFMS. Secondo il report, i volumi compravenduti durante la prima metà dell’anno sono destinati a ridursi drasticamente, perché gli stock delle nazioni che più acquistano oro sono già al massimo, dopo gli acquisti avvenuti nella prima parte dell’anno in occasione dei ribassi del prezzo.
Unica eccezione l’India, in quanto “le modifiche delle regolamentazioni delle importazioni e della distribuzione hanno lasciato gli stock relativamente bassi, mentre incrementa il contrabbando di oro.”
Per quanto riguarda il prezzo, il report prevede un inizio di 2014 forte, con livelli che potrebbero raggiungere i $1500 all’oncia. Il prezzo potrebbe però continuare a contrarsi anche il prossimo anno, con una media annuale prevista per i $1350 all’oncia.

 

Fonte: BullionVault

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