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Prezzo dell’oro volatile con volumi ridotti nel Labor Day

A causa di un trading ridotto, il prezzo dell’oro è scivolato lunedì mattina, con un crollo di $25 recuperato mentre i mercati azionari asiatici e europei sono saliti grazie a dei dati positivi provenienti dal settore manifatturiero…..

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Analisi a cura di BullionVault


Mentre i volumi in scambio rimanevano bassi a causa della chiusura dei mercati statunitensi in occasione di un giorno di festività, l’oro ha raggiunto i $1389 all’oncia alla fine della sessione della mattina del mercato dell’oro fisico di Londra, appena il 3% al di sotto del massimo di tre mesi toccato la scorsa settimana.
Il prezzo dell’argento nel frattempo si muoveva attorno ai $24,00 all’oncia, circa il 5% in meno rispetto al picco dello scorso mercoledì a $25, il livello più alto da metà aprile.
I prezzi delle materie prime sono crollati, così come i principali bond governativi.
I dati ufficiali PMI in Cina hanno indicato che il settore manifatturiero è cresciuto al ritmo migliore degli ultimi 16 mesi, mentre l’analisi dell’istituto privato Markit ha mostrato che il settore è in espansione per la  prima volta da aprile.
I dati del PMI di Italia e Spagna sono stati migliori delle aspettative degli analisti.
“L’incertezza relativamente all’azione militare in Siria ha spostato parte dell’attenzione dall’oro” considera Joni Teves dalla sede di Londra di UBS.
Tra i diversi fondi che compravendono oro, “la mossa recente nel posizionamento indica chiaramente una riluttanza ad essere short” continua Teves.
Gli speculatori che compravendono oro nel frattempo hanno ridotto il numero di posizioni ribassiste nel mercato statunitense di future e opzioni del 24% durante la settimana terminata lo scorso martedì, il ritmo più veloce da marzo 2009, riducendolo a quasi il minimo di 7 mesi.
La posizione lunga netta, misurata come la differenza tra i contratti long e quelli short, è salita del 173% rispetto al mese precedente, la crescita più veloce dal giugno 2005.
“Il potenziale rialzista sta cominciando ad emergere” considera una nota tecnica dalla sede londinese di Barclays.
La crescita oltre i $1400 all’oncia della scorsa settimana ha visto “crescere considerevolmente la domanda” di lingotti d’oro da investimento, si legge in una nota del gruppo tedesco Heraeus. Però “il risultato è stato che si sono verificati premi più bassi per il metallo fisico in Asia.”
Dopo un aumento delle vendite di monete d’oro in tutto il mondo, la US Mint ha riportato il mese più debole in sei anni durante il mese di agosto.
Le vendite di monete d’oro del tipo American Eagles e Buffalo si sono dimezzate lo scorso mese rispetto a luglio 2012.
Per quanto riguarda la fornitura, due terzi dei 120.000 minatori che lavorano nell’estrazione d’oro in Sudafrica, ora il quinto produttore al mondo, inizieranno uno sciopero di due giorni.
Il secondo produttore di oro al mondo, l’Australia, ha incrementato la produzione del 4,7% tra aprile e luglio, secondo l’istituto privato Surbiton Associates, aggiungendo 3 tonnellate rispetto al secondo trimestre del 2012, producendo 67 tonnellate.

 

 

Fonte: BullionVault

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