TrendAndTrading.it

Produttori primari di platino

Trucco Giuseppe

Prima che il titolo possa trarvi in inganno vi dico subito che titoli di produttori primari di metalli del gruppo del platino appetibili al momento non ne vedo……..

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da TrendandTrading iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Articolo di Giuseppe Trucco – truccofinanza.it


L’universo dei titoli del settore è alquanto limitato, ma quel che è peggio è che quasi tutti i titoli “primary PGMs” operano in Sud Africa, una nazione che il sottoscritto ritiene non idonea per investimenti. Opero su titoli minerari da abbastanza tempo da aver compreso Platinumche alcuni Paesi non consentono una valutazione appropriata dei meriti di una miniera o di un progetto. Molte nazioni non osano adottare politiche apertamente sfavorevoli (quali ad esempio delle vere e proprie nazionalizzazioni come quelle effettuate in Venezuela) per non mettere in fuga le multinazionali minerarie che devono investire soldi nello sviluppo di nuove miniere (e nell’esplorazione), ma al momento giusto trovano quasi sempre la maniera per cambiare le carte in tavola a loro favore in modo da assorbire la stragrande maggioranza dei possibili profitti. Personalmente sono persuaso che il giorno che il prezzo del platino dovesse anche salire significativamente, i produttori sudafricani non saranno in grado di trarne grandi benefici per via di innalzamenti di tasse o royalty da parte dello stato, scioperi dei minatori in cerca di aumenti salariali in cui spesso e volentieri ci scappa il morto, o innalzamenti delle quote di miniere che devono essere svendute a enti rappresentativi dei sindacati dei minatori di colore, se non addirittura una vera e propria nazionalizzazione delle miniere come già annunciata dal vicino Zimbabwe. In realtà questo è quanto è già accaduto in Sud Africa sino ad oggi: basti osservare il grafico dei titoli che producono platino in confronto all’andamento del prezzo del metallo negli ultimi anni. Il confronto è agghiacciante: l’ETF “PPLT” dal lancio nel 2010 è all’incirca in pari, i 5 maggiori produttori sudafricani di platino (Anglo American Platinum, Impala Platinum, Lonmin, Aquarius Platinum e Eastern Platinum) si sono invece schiantati tutti dal 60 al 95%!!!

Il CEO di Gold Fields Nick Hollande ad esempio ha calcolato che in Sud Africa i costi di produzione di oro e platino raddoppiano ogni 4 anni!

Per legge una miniera di platino deve essere conferita in una joint venture dove il partner rappresentante del Black Economic Empowerment possieda almeno il 25%. Cosa accadrebbe il giorno che le miniere di platino sudafricane venissero nazionalizzate? La mia previsione è che la produzione crollerebbe. E’ accaduto anche in Rhodesia, un tempo il granaio dell’Africa: allorché i campi dei coltivatori bianchi furono espropriati quello che era “il granaio dell’Africa” si ridusse ad una nazione in cui si muore di fame. E produrre platino andandolo a scavare a migliaia di metri di profondità è cosa ancor più complicata che far coltivare dei campi di grano. Ovvio però che in questo scenario il prezzo del platino (e parimenti quello del rodio) schizzerebbe verso l’alto, ma le azioni dei titoli menzionati sinora crollerebbe.

PLGDi conseguenza la mia conclusione è presto detta: sebbene sia possibile che in una speculazione fortunata di breve termine si possano anche fare ottimi profitti, come capitato a me con Eastern Platinum, il mio consiglio per l’investitore di lungo termine alla ricerca di titoli sottovalutati, è quello di astenersi da questi titoli e semmai preferire un investimento diretto sul metallo (tramite un ETF o veicolo similare, preferibilmente con il bene fisico come sottostante). Stesso discorso anche per Zimplats che produce platinoidi in condizioni ancora più precarie nello Zimbabwe. SE invece mi puntassero una pistola alla testa e mi obbligassero a scommettere su un titolo primary platinum in Sud Africa, quello su cui punterei sarebbe il developer (vedi voce sul glossario) Platinum Group Metals (simbolo PLG all’Amex): una volta terminato lo sviluppo della Western Bushveld JV (posseduta al 74%) la compagnia dovrebbe essere in grado di diventare un produttore low-cost di platinoidi, ovvero di riuscire a fare utili persino in Sud Africa, pur sottostando alle stesse condizioni delle altre compagnie, essendo questo deposito a gradazione (relativamente) elevata e (relativamente) poco profondo. Siccome nessuno mi ha puntato la pistola finora però mi sono astenuto dall’acquisire azioni nella compagnia, ma le ho dedicato un poco di attenzioni avendo visto che gli amici di Metal Augmentor l’hanno catalogata nell’elenco delle peerless companies…

Passiamo ora in rassegna i titoli che producono metalli della famiglia del platino fuori dall’Africa. E qui faremo molto presto, perché di produttori primari di PGMs fuori dal continente nero ne esistono soltanto due: Stillwater Mining (in cui sono già anche entrato ed uscito, parlandone a sito) e North American Palladium.

Esistono poi una manciata di compagnie esploratrici e sviluppatrici di depositi non africani di platinoidi (più, solitamente, nichel e/o rame), ed una interessante minuscola compagnia detentrice di una tecnologia proprietaria per riciclare i metalli della famiglia del platino in maniera più economica rispetto alle tecnologie esistenti in uso, ma siccome vi vedo un poco stanchi, credo sia meglio tornare a parlarne in un prossimo articolo.

N.B.: le opinioni espresse in questo articolo non sono assolutamente da intendersi quali raccomandazioni di investimento.

Fonte: truccofinanza.it

Articoli Simili

ORO ($) Pivot point (livello di invalidazione): 1509,00

Administrator

PETROLIO (WTI) La tendenza resta al rialzo.

Administrator

Oro instabile con i progressi Brexit e Guerra Commerciale

Administrator