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R: Gran Bretagna, l’economia fatica a ingranare e anche Fitch toglie la tripla A

INGHILTERRA BANDIERA

Anche Fitch la butta fuori dal club tripla A
L’elevato debito e la debole crescita continuano a frenare la ripresa dell’economia britannica che prosegue ad un ritmo più lento del previsto…
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Le nuove stime dell’Offi ce for Budget Responsibility (OBR) vedono il Pil britannico crescere solo dello 0,6% rispetto al +1,2% indicato lo scorso dicembre. Nel 2014 è invece atteso un progresso dell’1,8% dal +2% indicato in precedenza. Una persistente debolezza che ha spinto Fitch a declassare il merito di credito della Gran Bretagna da “AAA” ad “AA+”. Si tratta della seconda bocciatura (e perdita del massimo rating) nel giro di poco più di un mese. A fi ne febbraio era stata Moody’s a togliere la tripla A al Paese d’oltremanica e portare il rating ad “Aa1”. Sul fronte dei conti pubblici, il rapporto defi cit/Pil è visto da Londra al 7,4% quest’anno, mentre il debito dovrebbe cominciare a scendere solo
nel 2017-2018.

Si punta a potenziare ruolo della banca centrale
Di fronte alla persistente debolezza della crescita si guarda alle mosse della Banca centrale britannica.
Di recente il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, ha deciso di rivedere il mandato della Bank of England (BoE) per permettere che la politica monetaria possa avere un ruolo più attivo a favore dell’economia.
Il target di infl azione rimane invariato al 2% su base annua, ma il board della BoE potrà, se lo ritiene necessario, implementare nuove misure non convenzionali.
E’ possibile che segua l’esempio della Fed che ha un doppio mandato: da una parte garantire la stabilità dei prezzi e dall’altra stimolare l’economia riducendo la disoccupazione. Per il momento nessuna novità dai verbali dell’ultima riunione (3-4 aprile), con la maggioranza dei membri favorevoli a lasciare inalterato a 375 miliardi di sterline il piano di acquisto di asset.
Come era accaduto nei mesi scorsi tre componenti del comitato si sono tuttavia detti pronti ad aumentare il programma, portandolo a 400 miliardi. Tra questi anche il governatore della BoE, Mervyn King che lascerà l’incarico a Mark Carney il prossimo primo luglio. Ma al momento è la cautela a prevalere: la maggior parte dei
membri teme che un’ulteriore manovra potrebbe comportare un peggioramento dello scenario rischiando di provocare l’indebolimento della sterlina e far schizzare le aspettative di inflazione. Inflazione che a marzo ha registrato una crescita tendenziale del 2,8% e che secondo le stime della BoE potrebbe balzare oltre il 3% nel corso dell’anno.

Il Ftse 100 continua a correre
Le performance della Borsa londinese sembrano snobbare la debole congiuntura economica. Seguendo l’esempio dei maggiori listini europei da metà novembre in poi il Ftse 100 ha registrato una crescita di oltre l’11%. Tra i settori in fermento spicca quello delle telecomunicazioni. Di recente l’attenzione degli investitori è stata catalizzata da Vodafone in scia alla indiscrezione, poi smentita, di essere finita nel mirino di Verizon Communications e AT&T. In primo piano anche il comparto auto che va controtendenza rispetto agli altri Paesi d’Europa. Secondo i dati forniti dall’associazione nazionale dei costruttori Smmt a marzo le immatricolazioni hanno segnato una crescita del 5,9% a 394.806 unità.

 

Fonte: The Royal Bank of Scotland plc . Rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

 

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