TrendAndTrading.it

R: Lira Turca, tornano forti le pressioni rialziste

TURCHIA

Nuovo strappo al rialzo nell’ultimo mese
Tornano a farsi sentire le pressione rialziste sulla Lira Turca..
………

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da TrendandTrading iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Dopo l’oltre +1% rispetto al dollaro fatto segnare nel mese di marzo, la divisa turca ha continuato a correre nella prima parte di aprile complice anche la politica monetaria ultra-espansiva intrapresa dalla Bank of Japan che ha alimentato l’attività di carry trade, ossia prendere a prestito in yen per investire in titoli denominati in lire turche. La valuta locale era già oggetto di pressioni rialziste dettate dagli allettanti rendimenti offerti dai bond governativi turchi, divenuti ancora più appetibili dopo la promozione a investment grade della Turchia decisa a novembre da Fitch. Il cross Dollaro/Lira Turca, dopo aver toccato a marzo un massimo annuo oltre 1,82, è sceso in area 1,78 riportando in pareggio il bilancio da inizio anno.

 

Imminente taglio tassi non allontana investitori
Le autorità di politica monetaria intendono evitare che un eccessivo apprezzamento della valuta locale gravi sulla congiuntura che nel 2012 ha evidenziato una crescita di solo il 2,2% rispetto al +8,5% del 2011. Già nei mesi scorsi la banca centrale ha agito stringendo il corridoio dei tassi, con il margine più alto sceso al 7,5% e quello inferiore al 4,5%. Il mercato ora si attende anche il concretizzarsi nella riunione del 16 aprile di un taglio del tasso di riferimento dal 5,5% al 5,25% con contestuale taglio di 50 punti base dei due estremi del corridoio dei tassi. La politica del corridoio dei tassi è stata introdotta nel 2011 dall’istituto guidato da Erdem Basci al fine di adattare periodicamente i tassi in base ai riscontri in arrivo da inflazione, crescita economica e volatilità della Lira. Sulla questione costo del denaro è intervenuto il premier Erdogan definendoli “troppo alti ai livelli attuali” e quindi da ridurre per gravare meno sui consumatori. Politica monetaria più espansiva che dovrebbe favorire proprio i consumi interni e permettere all’economia turca di riaccelerare. Il governo di Ankara stima un progresso del 4% del Pil quest’anno con minori pressioni inflattive che dovrebbero favorire una maggiore flessibilità della politica monetaria.

 

Attesa per altre promozioni da agenzie di rating
Nuove pressioni rialziste sulla valuta potrebbero arrivare se Standard & Poor’s e Moody’s seguiranno l’esempio di Fitch, agevolando fl ussi di investimenti dai fondi che subordinano l’ingresso in un Paese al presupposto che almeno due delle tre grandi agenzie di rating abbiamo giudizio investment grade. Moody’s, che sulla Turchia ha rating un gradino sotto l’investment grade con outlook positivo, ritiene che per il materializzarsi di una promozione la Turchia deve migliorare la propria resistenza a shock esterni limitando il deficit delle partite correnti o incrementando le riserve in valuta estera.

Tra i fattori che potrebbero contribuire al miglioramento del profilo di rating c’è anche la possibile risoluzione del conflitto con i curdi che perdura dal lontano 1984. A riguardo Moody’s ha valutato positivamente la formazione di una commissione parlamentare ad hoc. La fine del conflitto avrebbe infatti effetti positivi sul merito di credito del Paese poiché si andrebbe a togliere una fonte di incertezza politica alimentando l’appeal della Turchia soprattutto agli occhi degli investitori esteri.

 

Fonte: The Royal Bank of Scotland plc . Rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

 

Articoli Simili

Analisi dei principali Cross Valutari : AUD/USD Si attende 0,7025

Administrator

Analisi Forex del 22 Luglio 2019

Administrator

Analisi dei principali Cross Valutari : GBP/USD Traguardo a 1,2600

Administrator