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Rame, prezzi frenati dai fondamentali

RAME

Scorte in forte calo nei magazzini Lme
Continua la fase di consolidamento per le quotazioni del Rame, intrappolate nella fascia 7.100/7.300 dollari la tonnellata da diverse settimane…….


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Nelle ultime sedute i prezzi del più ciclico dei metalli (soprannominato “Dr. Copper” per la sua capacità di preannunciare i mutamenti nella congiuntura economica) non hanno capitalizzato la crescita ai massimi da 18 mesi messa a segno dall’indice dei direttori degli acquisti (Pmi) del manifatturiero cinese, un dato particolarmente importante visto che il Dragone da solo copre circa il 40% della domanda globale. Indicazioni rialziste sono arrivate anche dai dati relativi le scorte nei magazzini del London Metal Exchange (Lme) che dalle 600 mila tonnellate di inizio settembre attualmente si attestano a 470 mila tonnellate (e il 60% non è disponibile perché già registrato per l’uscita). Il rafforzamento della domanda è evidente anche dalla struttura dei prezzi: nelle ultime sedute il “contango” (condizione che si verifi ca quando il prezzo spot è inferiore ai prezzi futuri) sulla borsa metalli londinese si è ridotto a pochi dollari, segno che c’è forte richiesta per le scadenze vicine.
Produttori ottimisti sull’andamento delle richieste
Stando alle statistiche pubblicate lo scorso 22 ottobre dall’International Copper Study Group (Icsg) nei primi sette mesi del 2013 le richieste di Rame hanno evidenziato un incremento annuo dell’1,6% con domanda cinese cresciuta del 2,3%. Nel periodo considerato le importazioni del metallo rosso da parte del dragone sono scese del 25% a/a anche se, rileva l’Icsg, in genere minori importazioni cinesi “sono accompagnate da un calo delle scorte non uffi ciali”. Secondo Thomas Keller, chief executive di Codelco, il primo produttore mondiale di rame, la domanda cinese sta crescendo del 7-8 per cento, “più di quanto ci aspettassimo”. Non a caso la stessa Codelco e Aurubis, il secondo raffi natore globale di Rame, hanno recentemente annunciato di voler incrementare nel 2014 i premi (il sovrappiù da pagare sul prezzo cash al Lme) che vengono negoziati tra produttori e consumatori per i contratti a lungo termine (un loro innalzamento segnala ottimismo sull’andamento delle richieste). Nonostante la ripresa della domanda, l’Icsg stima che nel 2014 il surplus di mercato, spinto dalla crescita della produzione mineraria, salirà dalle 387 mila tonnellate del 2013 a 632 mila.
Quotazioni stimate in aumento in prima metà 2014
Secondo il consenso elaborato dagli analisti dell’Economist intelligence unit (Eiu) i prezzi l’anno prossimo registreranno un andamento a due velocità: più tonici nella prima parte dell’anno e in calo nella seconda. “La ripresa della domanda globale spingerà i prezzi nel primo semestre anche se il processo di normalizzazione della politica monetaria statunitense frenerà i rialzi”, si legge nel report pubblicato il 17 ottobre dagli esperti dell’autorevole testata britannica. “Il mercato nei prossimi anni sarà inoltre caratterizzato da un eccesso di offerta e risalite dei prezzi saranno viste come opportunità di vendita, zavorrando ulteriormente le quotazioni”.
Nei primi due trimestri l’Eiu stima che una tonnellata di Rame si attesterà rispettivamente a 7.600 e 7.800 dollari mentre nella seconda metà dell’anno il prezzo medio è atteso a 7.325 dollari.

Fonte: RBS

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