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RBS: Corona Norvegese, rimane alto l’appeal nordico

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Inizio anno in (lieve) flessione…....

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RBS


Il risk on che ha caratterizzato i mercati negli ultimi mesi ha allentato, ma solo parzialmente, le pressioni rialziste sulla Corona Norvegese, una delle divise più gettonate in questi anni per trovare riparo dalla crisi fi nanziaria. La divisa scandinava è reduce da un altro anno di apprezzamento rispetto alle altre principali valute. In particolare rispetto al dollaro Usa negli ultimi 12 mesi mostra un saldo positivo del 4% circa (+10% se si guarda agli ultimi 7 mesi), mentre la ritrovata fi ducia verso le prospettive dell’area euro ha contenuto il movimento del cross euro/krone che la scorsa estate si era portato a un soffi o dai minimi storici risalenti al 2003 (7,23). Livelli che rimangono ancora relativamente vicini con il cross che nelle ultime settimane si è assestato a quota 7,4.

 

La forza della valuta non preoccupa Oslo

A contribuire a mantenere alta l’attenzione degli investitori sulla Corona Norvegese c’è principalmente l’elevato ritmo di crescita del Paese scandinavo, abbinato al solito stato di salute dei conti pubblici (43,7% del Pil) che permette al paese di mantenere saldamente il rating tripla A. Nonostante la battuta d’arresto nel terzo trimestre del 2012 (-0,8% t/t per il Pil), l’espansione nel 2012 dovrebbe essere stata superiore al 3%. Le ultime stime dell’Ocse vedono il ritmo di crescita mantenersi sostenuto nel biennio 2013-2014 riportando rispettivamente un +3,2% e +3,1% del Pil grazie al sostegno della domanda interna e all’export trainato dal settore petrolifero (la Norvegia è l’ottavo esportatore di petrolio al mondo). La forza della valuta locale non sta però mancando di turbare le esportazioni negli altri settori e in tal senso settimana scorsa l’associazione degli industriali norvegesi ha caldeggiato un taglio dei tassi rispetto al livello dell’1,5% a cui stazionano ormai da inizio 2012. Differente appare invece l’orientamento della Norges Bank, banca centrale del Paese, che prospetta un rialzo del costo del denaro tra marzo e agosto (più in là rispetto alla prima parte del 2013 indicata in precedenza). L’istituto centrale guidato da Oeystein Olsen è preoccupato principalmente dal surriscaldamento del mercato immobiliare con i tassi bassi che stanno invogliando le famiglie a indebitarsi e investire sugli immobili. Non desta preoccupazioni invece l’infl azione che dal 2009 si mantiene ampiamente sotto il livello target del 2,5%. A gennaio l’indice dei prezzi al consumo ha fatto segnare un +1,3% su base annua. Gli ultimi deboli dati economici, in particolare l’inaspettato aumento della disoccupazione al 3,5% (massimi da fi ne 2010), potrebbero far sì che l’aumento dei tassi slitti ancora.

Nessuna inversione di tendenza all’orizzonte

La Corona Norvegese, guardando la parità del potere d’acquisto calcolata dall’Ocse che prende come base il Dollaro Usa, risulta attualmente la valuta più sopravvalutata con un +40% seguita dal dollaro australiano. Le prospettive nel breve termine non sono di un’inversione di tendenza per la Corona Norvegese in assenza di azioni risolute da parte della banca centrale. Il consensus Bloomberg vede il cross euro/nok mantenersi a ridosso dei minimi storici quest’anno (7,28 il target per fi ne 2013). I bond governativi norvegesi conservano un rendimento interessante nell’ordine del 2% per il titolo decennale, superiore rispetto a quello offerto da altri Paesi “rifugio” quali Svizzera, Germania e Giappone.

 

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