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RBS: Francia, l’economia non ingrana e induce Hollande a rivedere gli obiettivi di bilancio

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Il target di deficit per il 2013 non sarà raggiunto
La nuova ricaduta recessiva dell’eurozona non ha mancato di colpire anche la Francia che ha archiviato il 2012 con una crescita nulla……..

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Con la congiuntura tornata in territorio negativo negli ultimi tre mesi dello scorso anno (-0,3% t/t) e prospettive non rosee per i primi trimestri del 2013, il Paese transalpino è sempre più conscio del fatto che gli obiettivi di bilancio che si era posto un anno fa sono diventati proibitivi. Il presidente francese, François Hollande, è così uscito allo scoperto settimana scorsa ammettendo che la Francia sforerà l’obiettivo di defi cit. A fi ne 2013 il rapporto defi cit/Pil è adesso visto al 3,7% rispetto all’impegno di riportarlo sotto il 3% che lo stesso Hollande aveva preso quando si era insediato all’Eliseo la scorsa primavera. Il presidente fransese nell’annunciare lo sforamento del target di defi cit ha comunque rimarcato che prosegue il percorso di recupero strutturale se si considera che a fi ne 2012 il defi cit era sceso al 4,5% dall’oltre 5% del 2011.

Rapporti tesi con Berlino
Sulla non ferrea disciplina di bilancio della Francia è intervenuta l’altra grande d’Europa, la Germania. La Bundesbank ha posto l’accento sul fatto che il mancato raggiungimento del target di defi cit è un “segnale negativo per l’Eurozona”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che ha rimarcato l’importanza che la Francia stia dentro le regole dell’eurozona con riferimento al patto di stabilità dando il buon esempio insieme alla Germania che prevede invece già nel 2014 il raggiungimento di un bilancio strutturale in pareggio.
Parigi ritiene però che altre manovre correttive andrebbero a indebolire ulteriormente la già debole congiuntura d’oltralpe. I primi riscontri sul 2013 non sono affatto incoraggianti con la produzione industriale scesa dell’1,2% su base mensile a gennaio con un saldo negativo del 3,5% annuo. Il Fondo Monetario Internazionale stima per quest’anno un modesto +0,3% per poi salire dello 0,9% nel 2014. A preoccupare Parigi sono principalmente i 100mila nuovi disoccupati emersi nell’ultimo anno. E le previsioni dell’Insee, l’istituto di statistica francese, sono di altri 75mila posti di lavoro in meno nel trimestre in corso. Anche in questo caso Hollande rischia di non centrare l’obiettivo che si era prefisso di invertire entro fine anno il trend negativo del mercato del lavoro. La disoccupazione secondo gli analisti si manterrà nel 2013 sui massimi degli ultimi 14 anni in area 10,6%. E già i dati di febbraio potrebbero fare segnare il nuovo record di disoccupati che a gennaio risultavano 3,169 milioni, a un passo dal picco del 1997 (3,19 milioni).

Il Cac 40 non si scompone
Non mostra segnali di cedimento l’azionario francese con l’indice Cac 40 che mantiene un saldo positivo di circa il 5% da inizio anno dopo il +15% con cui ha archiviato il 2012. Spicca il rally di Eads salita di oltre il 40% da inizio anno, seguita da Renault con +30% nonostante il debole andamento del mercato auto transalpino (-12% le immatricolazioni a febbraio).
Secondo l’associazione francese dei costruttori Ccfa l’intero 2013 andrà peggio del previsto con immatricolazioni in caduta del 5% nella migliore delle ipotesi.

 

Fonte: The Royal Bank of Scotland plc . Rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

 

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