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RBS: Franco Svizzero, si allentano le pressioni rialziste

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Si amplia la distanza dal cap
I timori sui mercati in seguito all’esito incerto delle elezioni italiane e ai rinnovati dubbi sulla crescita statunitense dopo il sequester non si stanno rifl ettendo per il momento in tensioni rialziste sul Franco Svizzero…

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La divisa rossocrociata mantiene infatti un saldo negativo da inizio anno rispetto all’euro nell’ordine di circa un punto e mezzo percentuale con un ulteriore allontanamento dal “cap” (livello minimo tollerato) a 1,20 sul cross Euro/Franco Svizzero fi ssato dalla Swiss National Bank (SNB) nel settembre 2011 per contrastare l’eccessivo apprezzamento della valuta locale. Ancora più marcato il movimento ribassista rispetto al dollaro statunitense con un calo di oltre il 3% nell’ultimo mese.

Segnali di forza dall’economia elvetica
L’allentamento delle pressioni rialziste sulla divisa elvetica si era amplifi cato alla fi ne del mese di gennaio con il cross Euro/Franco Svizzero arrivato fi no a quota 1,25 chf per poi attestarsi nelle ultime settimane in area 1,22-1,23. Le minori pressioni sulla divisa locale sono state favorite inoltre dalle misure annunciate dai principali istituti di credito elvetici per disincentivare il parcheggio di liquidità in depositi denominati in Franchi Svizzeri. La fi ssazione del cap nell’ultimo anno e mezzo non ha mancato di sostenere la congiuntura elvetica che ha schivato il pericolo di una ricaduta recessiva chiudendo il 2012 con un +1% del Pil grazie anche alla forza di alcuni settori molto solidi, come l’industria farmaceutica e l’industria orologiera. Nell’ultimo trimestre del 2012 il Pil svizzero ha evidenziato un rialzo congiunturale pari al 0,2% e su base annua un +1,4%, andando oltre le più rosee aspettative.

La Segreteria di Stato dell’Economia (Seco) ha rimarcato come alla crescita hanno contribuito soprattutto le spese per i consumi delle economie domestiche e quelle del settore pubblico. La debole domanda mondiale ha frenato invece le esportazioni scese del 2,1% nel trimestre scorso. La discesa del Franco Svizzero in questo primo scorcio del nuovo anno dovrebbe a detta degli analisti risollevare l’export che risulta in buona parte concentrato verso i Paesi dell’area euro.

Presto per parlare di exit strategy
Importanti riscontri circa le prospettive per il nuovo anno arriveranno il 14 marzo dalla Swiss National Bank che terrà la prima riunione di politica monetaria del 2013 e contestualmente rilascerà le nuove previsioni di crescita e infl azione.
Il livello a cui viaggia il Franco Svizzero è ritenuto da Zurigo ancora troppo alto e pertanto non si intravede all’orizzonte la possibilità che venga rimosso il “cap” con la moneta unica europea. “È normale che le banche centrali discutano di exit strategy ma nel nostro caso siamo abbastanza lontani da questa eventualità, quindi non è rilevante parlarne”, ha ribadito nelle scorse settimane il presidente della banca centrale elvetica, Thomas Jordan. Inoltre il numero uno della Snb ha ammonito sul fatto che non è ancora da escludere che un eventuale ritorno di forti tensioni nell’area euro si rifl etta in un nuovo ricorso agli asset in divisa rossocrociata in qualità di bene rifugio.

Fonte: The Royal Bank of Scotland plc . Rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

 

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