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RBS: Oro Quotazioni in parita’ da inizio anno

ORO

Inizio di 2013 all’insegna del consolidamento per le quotazioni dell’Oro. Dopo esser sceso a inizio anno ai minimi da quattro mesi, nelle ultime sedute il metallo giallo ha recuperato terreno riportandosi a quota 1.690 dollari l’oncia. La spinta ribassista è attribuibile alla pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del comitato..

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esecutivo della Banca centrale statunitense, dai quali è emerso che il piano di allentamento quantitativo potrebbe fi nire prima del previsto. Non è di questo avviso Philip Klapwijk, responsabile della divisione ricerca della prestigiosa società di consulenza Thomson Reuters Gfms. “Nonostante i rumor sulla struttura e sulla longevità del piano di acquisto asset della Fed siano in aumento, le politiche caratterizzate da tassi di interesse ultra-bassi continueranno anche nel 2013”, ha detto Klapwijk nel corso della conferenza di presentazione del secondo aggiornamento del Gold Survey 2012.

Banche centrali viste ancora in acquisto

Secondo la view di Gfms la domanda di oro, i cui prezzi nel 2012 hanno messo a segno il dodicesimo incremento annuo consecutivo, l’oro potrà ancora contare sugli acquisti da parte delle banche centrali che, dopo aver incrementato l’offerta totale tra il 1989 ed il 2009, a partire dal 2010 sono diventate acquirenti nette del metallo. Nel 2012 le riserve auree del settore uffi ciale sono cresciute di 536 tonnellate mettendo
a segno l’incremento maggiore (+17,4%) dal 1964. Gfms stima che il trend sia destinato a continuare e per i primi sei mesi dell’anno vede gli acquisti netti di oro a 280 tonnellate.

Focus anche sulla domanda da investimento (che nonostante un calo dell’1,2% nel 2012 ha registrato un controvalore da record a 87 miliardi di dollari) che nel primo semestre del 2013 è attesa in crescita del 20%. In quest’ottica spicca l’Oro fi sico detenuto dagli Etf (Exchange-traded fund), nei pressi dei massimi storici sopra quota 2.600 tonnellate. Dovrebbe invece registrare un calo la domanda in arrivo dall’industria dei gioielli, alle prese con la crisi economica globale e con il calo delle richieste dall’India, il primo consumatore di questo metallo. Dopo il -4,4% registrato l’anno scorso che ha portato le richieste ai minimi degli ultimi tre anni a 1.885 tonnellate, nel primo semestre il dato è visto in contrazione del 4,2%.

Prevista una primavera da record per il metallo giallo

Nonostante l’andamento incerto degli ultimi mesi e la revisione al ribasso delle stime da parte di numerosi analisti, Gfms mercoledì scorso ha confermato la sua view rialzista arrivando a pronosticare un picco in quota 1.900 dollari nel secondo trimestre 2013, nei pressi del massimo storico fatto segnare a 1.920 dollari l’oncia nel settembre 2011. Atteso un nuovo record storico anche per il prezzo medio semestrale, che dopo i 1.685 dollari registrati nella seconda metà del 2012 è stimato a 1.775 dollari l’oncia. “Le politiche ultra-espansive delle banche centrali continueranno a sostenere l’interesse degli operatori nell’investimento in oro in mancanza di investimenti a basso rischio capaci di garantire rendimenti accettabili”, ha detto Klapwijk. Nell’intero 2013 il prezzo medio è stimato a 1.847 dollari, quasi il dieci per cento in più rispetto agli attuali livelli.

 


 

Fonte: The Royal Bank of Scotland plc . Rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

Bund vs Azionario: 1-0 primo tempo… | Stampa |  E-mail
Mercoledì 14 Novembre 2012 20:23

Dopo il “doppio massimo” quasi perfetto in area 143.50 messo a segno dal BUND nella seduta di ieri, le aspettative per una correzione decisa dello stesso si erano rapidamente tradotte in un contestuale (e logico…) recupero di Piazza Affari, caratterizzato in particolare dall’ottima performance dei principali titoli bancari.

Il deflusso di liquidità dal “porto sicuro BUND” sembrava quindi indirizzarsi decisamente verso i mercati azionari su cui qualcuno ha decisamente giocato di anticipo senza attendere una importantissima conferma grafica, ovvero l’eventuale violazione della prima trendline di supporto dinamico del BUND in area 142.80.

Come visibile sul grafico a seguire, infatti, il test della stessa è avvenuto con assoluta precisione in mattinata senza però che l’auspicata violazione al ribasso si verificasse.

Mancato breakout, quindi, e conseguente arretramento dei mercati azionari dovuto alla frettolosa liquidazione di posizioni long da parte di chi non aveva avuto la pazienza di attendere che le diverse variabili in gioco fossero confermate.

bund1411

Dal punto di vista operativo quanto avvenuto è di particolare rilevanza, in quanto sancisce la validità del supporto dinamico evidenziato (attualmente in area 142.80…), cosa che ci permetterà di poter seguire un validissimo riferimento tecnico-grafico alla cui aventuale violazione (e non prima…) sarà più che logico riposizionarsi al rialzo senza troppi tentennamenti sui principali titoli azionari solitamente oggetto delle nostre analisi.

Quanto ad una rapida panoramica sui primi dieci titoli del nostro listino, quelli graficamente più interessanti ci sono parsi quelli caratterizzati dalla presenza di una divergenza rialzista e nella fattispecie: ENI, ENEL, INTESA SANPAOLO e TELECOM ITALIA.

eni1411 enel1411 intesa1411 telecom1411

Un rapido accenno, infine, all’andamento del cambio EURGBP su cui abbiamo postato diversi approfondimenti negli ultimi tempi e su cui in mattinata siamo entrati in posizione di spread trading acquistando EURUSD e vendendo in contemporanea GBPUSD per lo stesso controvalore: confidiamo ovviamente in una maggior forza relativa dell’euro rispetto alla sterlina e cercheremo di trarre benefici dal differenziale di rendimento che nei giorni a venire dovrebbe caratterizzare l’andamento di queste due valute.

eurgbp1411

Approfondiremo questa interessante tecnica operativa in un “seminario live” che terremo questo venerdì a TORINO in collaborazione con il broker XTB, che potrebbe essere la giusta occasione per incontrare chi ci segue e vive da quelle parti.

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