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RBS: Peso Messicano, taglio tassi non lo scompone

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L’inflazione fa meno paura, tassi tagliati al 4%
Dopo un immobilismo durato oltre 3 anni e mezzo, la Banca centrale messicana ha messo mano al costo del denaro portandolo ai nuovi minimi storici, dal 4,5 al 4%..

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Peso Messicano, taglio tassi non lo scompone

La decisione è dettata dalla necessità di riallineare i tassi messicani con quelli degli altri principali Paesi mondiali e poggia sul ridimensionamento delle pressioni infl attive. L’istituto guidato da Agustin Carstens vuole anche contrastare i crescenti rischi di rallentamento della crescita nel breve termine. In tal senso potrebbe pesare la stretta dipendenza dell’export messicano dalla domanda statunitense, che rimane di gran lunga il principale partner commerciale del Messico, che potrebbe scendere quest’anno in scia al sequester scattato il 1 marzo (tagli automatici alle spese per 85 mld di dollari). La mossa della banca centrale non ha provocato scossoni per il Peso Messicano reduce dall’oltre +8% del 2012 nei confronti del dollaro. La divisa messicana sta mantenendo nel nuovo anno un andamento laterale rispetto al dollaro, mentre è positivo il saldo con l’euro (quasi +5% da inizio febbraio). Il Peso ha guadagnato posizioni nello scacchiere valutario da giugno 2012 in avanti complice anche l’effetto elezioni presidenziali con la vittoria di Enrique Peña Nieto, entrato in carica a inizio dicembre, che ha alimentato le aspettative di riforme strutturali e tolto il velo di incertezza politica che teneva lontani gli investitori esteri.

Peso sempre più apprezzato dagli investitori esteri Il maggiore appeal della valuta centroamericana è dettato anche dalla solidità dei fondamentali economici. Bill Gross, fondatore di Pimco, il più grande fondo obbligazionario del mondo, ha defi nito il Peso Messicano una “grande valuta” citando il basso debito messicano e la stabilità della sua politica monetaria, oltre ai rendimenti interessanti (5% circa quello del bond decennale) rispetto a quelli risicati offerti da Paesi quali Germania e Stati Uniti. Secondo quanto stimato dal Fondo Monetario Internazionale il debito pubblico messicano dovrebbe attestarsi quest’anno al 43% del Pil (dal 42,85% con cui ha chiuso il 2012), valori decisamente più contenuti rispetto al 110% atteso per gli Stati Uniti e al 77% per la Germania. Sul fronte della congiuntura economica, il Messico ha archiviato il 2012 con una crescita pari al 3,9%, stesso ritmo dell’anno precedente.

L’ultimo scorcio del 2012 ha visto un +0,8% su base trimestrale con il rallentamento dell’export più che compensato dalla domanda interna. Sul fronte infl azione, a febbraio si è portata al 3,55% dal 3,25% precedente che rappresentava il livello più basso dall’ottobre 2011. Livelli che rientrano ampiamente nel range 2-4% indicato dall’istituto centrale.

 

Valuta ancora sottovalutata
Gli esperti di mercato ritengono che il sentiero di rivalutazione del Peso Messicano proseguirà gradualmente nei prossimi trimestri. Secondo il consenso Bloomberg il cross Dollaro Usa/Peso Messicano potrebbe scendere a quota 12,25 tra dodici mesi rispetto ai 12,70 attuali. La divisa messicana risulta ancora tra le più sottovalutare del panorama mondiale. Considerando la parità del potere d’acquisto calcolata dall’Ocse, il Peso risulta infatti sottovalutato del 52,6% rispetto al Dollaro.

 

Fonte: The Royal Bank of Scotland plc . Rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

 

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