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RBS: Yen Giapponese, nuovo corso per la BoJ

GIAPPONE 1

Veloce dietrofront ai minimi dal 2009
Il cambio di scenario per lo Yen Giapponese, iniziato lo scorso autunno con l’emergere dei propositi bellicosi in ambito di politica monetaria……..

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dell’allora candidato premier Shinzo Abe, si è rinsaldato anche nel primo scorcio del 2013. Da inizio anno la divisa nipponica ha ceduto circa 10 punti percentuali rispetto a dollaro ed euro, portando a oltre -22% il saldo degli ultimi sei mesi. Il cross dollaro/yen settimana scorsa è arrivato a toccare quota 96,72 yen, livello più alto dall’agosto 2009.

La corsa al ribasso della divisa asiatica è stata indubbiamente trainata dalle crescenti attese per una politica monetaria ancora più espansiva volta a ridare fi ato alla debole congiuntura del Paese del Sol Levante portandolo fuori dalla trappola defl attiva. L’eco della rapida discesa dello Yen non ha lasciato indifferenti le principali istituzioni fi nanziarie con diverse voci che si sono sollevate per il timore che si inneschi una guerra valutaria a suon di svalutazioni competitive. Il tema è stato al centro del dibattito dell’ultimo G20 che ha comunque minimizzato la questione senza fare alcun riferimento al Giappone.

Da Abe la scossa per una politica monetaria più aggressiva Uscito vincente dalle elezioni politiche di metà dicembre, Abe ha continuato nel suo pressing sulla Bank of Japan (BoJ) inducendo l’istituto centrale a raddoppiare il target di infl azione al 2%. Un obiettivo ambizioso avallato dal nuovo governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, scelto dall’esecutivo nipponico proprio per la sua posizione favorevole all’implementazione di una politica monetaria più aggressiva rispetto al passato.

La spinta da “Abenomics”, così è stata ribattezzata la nuova strategia politica di rilancio voluta dal nuovo premier, dovrebbe portare il Giappone a ritrovare un sentiero sostenuto di crescita. I primi riscontri positivi della svalutazione dello Yen si sono già intravisti a fi ne 2012 (+0,2% il Pil annualizzato nel quarto trimestre 2012) interrompendo la terza ricaduta recessiva nel giro di soli 5 anni. Secondo l’agenzia di rating Fitch la forte svalutazione dello Yen aumenterà la crescita del Pil nipponico nel breve periodo (stimato un +1,9% nel 2013) e “di certo il successo del nuovo regime di politica monetaria – ha sottolineato l’agenzia di rating statunitense – dipenderà dal suo effetto sullo yen, sulle aspettative di infl azione e sui rendimenti obbligazionari”.

 

Attese novità già nel meeting BoJ di aprile
Nella riunione di inizio marzo, l’ultima presieduta da Masaaki Shirakawa, la BoJ ha mantenuto i tassi d’interesse inalterati nel range allo 0-0,1% e il piano di acquisti di asset a complessivi 76 mila miliardi di yen. Con il cambio di guardia alla guida della banca centrale dovrebbe materializzarsi in tempi brevi un ulteriore allentamento quantitativo con la concreta possibilità che già nel meeting del 3-4 aprile la BoJ dia il via al piano Open-ended “stile Fed” con acquisti di asset per 13 mila miliardi di yen al mese (attualmente il nuovo QE è programmato a partire dal gennaio 2014). Il consenso Bloomberg vede la divisa nipponica mantenersi nei prossimi trimestri sugli attuali livelli con cross $/Y a 95 a fi ne 2012 e cross euro/yen a 122.

 

Fonte: The Royal Bank of Scotland plc . Rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

 

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