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Russia, l’economia zoppica in attesa di una mossa della banca centrale

RUSSIA

L’economia non cresce al ritmo sperato
I venti gelidi della crisi iniziano a soffiare sulla Piazza Rossa. L’indebolimento della domanda globale pesa sull’economia russa, che non riesce più a sostenere i ritmi di crescita degli anni passati e continua a deludere le attese……

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Nel primo trimestre dell’anno l’economia della Russia ha registrato una espansione dell’1,6% annuo. Si tratta del tasso di crescita più basso dal 2009. E per i prossimi trimestri le previsioni non sono delle più rosee. Il Ministero dell’Economia ha annunciato di aver ridotto la stima sull’incremento del Prodotto interno lordo (Pil) nel 2013,
portandolo dal 3,6 al 2,4%, ovvero sotto il +3,4% del 2012.
Tagliata anche la stima sull’anno prossimo, che dal +4,3 è passata al +3,7 per cento. A questo si è aggiunto l’avvertimento del Fondo monetario internazionale (Fmi). Nel suo ultimo rapporto economico, diffuso a inizio luglio, l’Fmi ha abbassato le previsioni di crescita per le quattro nazioni Bric (Brasile, Russia, India, Cina) e in particolare sulla Russia. L’istituto di Washington prevede per quest’anno una crescita dell’economia russa del 2,4%, ossia 0,9 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni formulate ad aprile. I principali fattori che vincolano la crescita economica della Russia sono rappresentati, secondo gli esperti, dal fatto di una forte dipendenza dalle materie prime e dalla debolezza delle istituzioni politiche.

Rimpasto ai vertici economici
Di fronte a un’economia ai minimi dal 2009, Vladimir Putin ha dato una scossa ai vertici del ministero e della banca centrale. A fine giugno è stato nominato Alexei Ulyukayev come nuovo ministro dell’economia, che ha preso il posto di Andrei Belousov, diventato consigliere economico del presidente, in sostituzione a sua volta di Elvira Nabiullina, nominata nuovo governatore della banca centrale. Un rimpasto che fa sperare in un interventismo nel breve termine della Bank Rossii. Il consensus Bloomberg vede un primo taglio dei tassi all’8% (attualmente all’8,25%) già questo trimestre per scendere fino al 7,6% a inizio 2014. Non si escludono nemmeno nuove riforme strutturali come la diminuzione della burocrazia e la lotta alla corruzione, oltre che misure per incentivare l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese al fine di diversifi care l’economia russa, fortemente dipendente dal settore energetico. Intanto rimane sul tavolo della banca centrale russa l’altra grande sfida, quella contro l’inflazione. Nel secondo trimestre dell’anno il ritmo di crescita dei prezzi si è attestato al 7,17% annuo, livello praticamente doppio rispetto al minimo storico del 3,6% toccato lo scorso anno.

Primo semestre 2013 in rosso per la Borsa russa
Il quadro economico sottotono si riflette anche sulla Borsa russa. Dopo aver archiviato un 2012 con una crescita a doppia cifra, il Russian Depositary Index Eur (RDX), composto dalle 15 azioni russe più liquide quotate sul London Stock Exchange, ha registrato nella prima metà dell’anno un calo di quasi 12 punti percentuali. Tra i singoli titoli, spicca la debole performance di Gazprom. Il colosso del gas, che pesa per oltre il 19% sull’indice, ha lasciato sul parterre il 30%, nonostante il mega accordo di fornitura siglato con la Cina. Deboli anche i titoli bancari, in particolare Bank VTB (-17%), dopo che Moody’s ha messo sotto osservazione il rating di quattro banche (Sberbank, Bank VTB, Vtb24 e Russian Agricultural Bank) per un possibile downgrade.

Fonte: RBS

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