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S: Report sulle valute minori: Euro: Nelle ultime settimane sono prevalse le prese di beneficio

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Il forte rally dell’euro, iniziato a fine luglio 2012 grazie al progressivo rasserenamento sul fronte del debito sovrano dei Paesi periferici dell’area, è stato sostenuto dalle ricoperture sui titoli sovrani periferici,……


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sul comparto bancario e sui vari listini azionari dell’area. A ciò si è aggiunto, negli ultimi mesi del 2012, l’allargamento dell’easing quantitativo della Fed, seguito poi dalla Banca Centrale giapponese.
L’insieme di questi fattori ha portato l’euro, a fine gennaio, su livelli molto elevati, probabilmente vicini alla “soglia del dolore” per l’industria dell’area, che rischia di venire penalizzata da questa nuova “guerra valutaria”: le svalutazioni competitive di altri Paesi rischiano infatti di bloccare sul nascere i già timidi tentativi di ripresa economica
dell’area euro.
Nelle ultime settimane – complici anche le rinnovate tensioni sul fronte della governabilità in Italia – sono però prevalse le prese di beneficio, che potrebbero anticipare una fase di rinnovata e generalizzata debolezza per l’euro.

EURO/DOLLARO Australiano
Dopo il massimo storico dell’ottobre 2008 a ridosso di 2,11, con la progressiva chiusura di posizioni di carry-trade per il disinvestimento dal comparto azionario il cross subisce un vero e proprio tracollo, culminato nel minimo storico a 1,1606 del 2 agosto 2012, contestualmente anche all’aggravarsi della crisi del debito sovrano dei Paesi periferici dell’area euro. È quindi iniziata una fase di rally – grazie anche ai segnali distensivi nell’area euro – che ha riportato le quotazioni a toccare un picco il 1° febbraio a 1,3190 (+13,6% dai minimi), superando marginalmente i precedenti picchi 2012, toccati il 18 maggio, a 1,3029.
Per le prossime settimane. Dai picchi di inizio febbraio il cross è ripiegato verso 1,2675. Per non negare i segnali di stabilizzazione dei mesi passati, la correzione in essere deve mantenersi al di sopra del supporto in area 1,2550-1,2650. Il tono migliorerebbe su pronte risalite 1,3000 (prematuro) ma tornerebbe rialzista solo al superamento dei picchi a 1,3190 (al momento poco probabile). Il trend dominante ribassista riprenderebbe alla rottura di 1,2350, con conferma sotto il forte supporto a ridosso di 1,2150 (prematuro).

EURO/DOLLARO Canadese
Il cross ha registrato un minimo storico a 1,2129 il 16 agosto 2012 (poco al di sotto dei minimi del giugno 2010 e dell’ottobre 2000), per poi iniziare un rally sostenuto che si è spinto fino a toccare un picco il 1° febbraio a 1,3707. Le quotazioni si sono poi stabilizzate sotto tale livello ed al di sopra di 1,3320.
Per le prossime settimane. Anche se il trend dominante rimane impostato al ribasso, il miglioramento degli ultimi 6-7 mesi conferma una certa stabilizzazione. Per non negare il segnale, eventuali storni devono però mantenersi al di sopra del supporto a 1,3170, pena una ridiscesa verso il forte supporto a 1,2850, la cui tenuta è essenziale per non pregiudicare nuovamente l’impostazione tecnica del cross per le settimane a venire. Un nuovo impulso rialzista si avrebbe invece al superamento dei massimi a 1,3707 (prematuro), con obiettivo 1,4000 ed estensioni (improbabili) verso la forte resistenza a ridosso di 1,4400, che dovrebbe comunque contenere un eventuale nuovo apprezzamento dell’euro.
Il quadro tecnico tornerebbe ad indebolirsi su ridiscese sotto 1,2850, anche se le pressioni ribassiste riprenderebbero solo su ridiscese sotto 1,2580 (prematuro).

EURO/DOLLARO Neozelandese
Il cross ha registrato un minimo storico a 1,4966 il 3 agosto 2012 per poi rimbalzare portandosi a toccare un massimo il 30 gennaio a ridosso di 1,6355. Nell’ultimo mese le quotazioni sono ripiegate verso 1,5590.
Per le prossime settimane. Anche se il trend dominante rimane impostato al ribasso, il miglioramento degli ultimi mesi fornisce dei segnali di stabilizzazione.
Per una conferma occorre però un consolidamento al di sopra di 1,5400-1,5500, pena la ripresa delle vendite con obiettivo 1,5200 e quindi i minimi di inizio agosto (minimo storico) a 1,4966. La perforazione di tale livello (al momento poco probabile) farebbe riprendere il movimento ribassista dominante. Nuovi acquisti invece al superamento di 1,6200-1,6355 (prematuro), con primo obiettivo 1,6550 e quindi la resistenza in area 1,7000-1,7100, che dovrebbe comunque contenere un eventuale apprezzamento dell’euro.

EURO/LIRA Turca
Dal massimo storico a ridosso di 2,6000 dell’agosto 2011 le quotazione sono ridiscese fino a toccare un minimo il 3 agosto 2012 a 2,1808. È quindi iniziata una risalita sostenuta, che ha portato le quotazioni a toccare un massimo il 30-31 gennaio a ridosso di 2,4050, non lontano dai picchi del marzo 2012 a 2,4214. Il cross è quindi ripiegato stabilizzandosi al di sopra di 2,3540.
Per le prossime settimane. Si nota un segnale di perdita di spinta, che potrebbe anticipare una fase correttiva: un segnale in tal senso si avrebbe alla perforazione di 2,3400, con possibili ridiscese verso 2,3165, la cui rottura farebbe riprendere le pressioni ribassiste, con primo obiettivo 2,3000. Gli acquisti riprenderebbero invece al superamento di 2,4000/50 (prematuro), con obiettivo i picchi a 2,4214, sopra cui (poco probabile) si avrebbe un segnale rialzista in ottica plurimensile, con obiettivo 2,4600 ed estensioni verso 2,4900.

EURO/RAND Sudafricano
Dal massimo storico dell’ottobre 2008 a ridosso di 15,26, il cross ha iniziato una fase correttiva culminata nel minimo di fine 2010 a ridosso di 8,705 (-43% circa dai massimi). Da inizio 2011 sono tornati gli acquisti, con una risalita esauritasi nel picco del novembre 2011 a 11,486. Le quotazioni sono quindi ripiegate consolidando al di sopra di 9,83-10,00 per poi riprendere a salire con forza da inizio agosto 2012, con un nuovo massimo il 30 gennaio 2013 a ridosso di 12,325. Le quotazioni sono quindi ripiegate verso 11,450.
Per le prossime settimane. Un segnale di conferma di inizio di un movimento correttivo significativo per le settimane a venire si avrebbe su discese sotto 11,45, ma il quadro tecnico diventerebbe negativo per l’euro – e positivo per il rand – solo in caso di ridiscese del cross al di sotto di quota 11. Gli acquisti riprenderebbero invece al superamento di quota 12 (prematuro), per un nuovo test dei massimi a 12,325, con estensioni (improbabili) verso quota 13, dove dovrebbero comunque prevale le vendite.
Operativamente si possono mantenere rand in portafoglio se si ragiona in ottica di diversificazione valutaria su orizzonti strategici. Graficamente ed in ottica tattica il rand tornerebbe forte su discese di eurzar sotto quota 11 (conferma sotto 10,40/60, prematuro).

EURO/REAL Brasiliano
Dai massimi di fine 2008 a ridosso di 3,500, il cross ha avuto un andamento ribassista, culminato nei minimi di fine dicembre 2010 a 2,118. Sono quindi ripresi gli acquisti, con un graduale miglioramento a partire dal mese di marzo 2012, con risalita che si è spinta a ridosso di 2,8040 il 5 dicembre. Il cross è quindi ripiegato verso 2,5785.
Per le prossime settimane. Finché le quotazioni stazionano al di sotto di 2,7400 sembra possibile la prosecuzione della fase correttiva in essere, con primo obiettivo i minimi del 23 luglio a ridosso di 2,4450. Il trend tornerebbe ribassista per le settimane ed i mesi a venire al di sotto di 2,3765 (al momento prematuro). Nuovi acquisti al superamento dei massimi a 2,8040 (poco probabile), con obiettivo la forte resistenza in area 3,000-3,1000.
Nonostante l’apprezzamento dei mesi passati rimane prematuro ipotizzare l’inizio di una tendenza rialzista stabile a favore dell’euro. In ottica di diversificazione valutaria rimane possibile mantenere investimenti in real brasiliani. Sarebbe opportuno ridurli solo in caso di risalite di eurbrl sopra 3,1000, perché in tal caso si avrebbe un segnale di maggiore forza per la moneta unica (con primo obiettivo importante 3,500).

 
 


Analisi Daily
a cura di: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella

Autore: Maurizio Milano

Fonte: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella


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EURO/DOLLARO
COMMENTO: contesto immutato per l’ Euro/Dollaro durante l’ultima settimana. I corsi oscillano, privi di direzione precisa, tra le 1,2150 e le 1,2670. Fino a quando l’Euro resterà sotto le 1,2500/1,2550 l’intonazione resta  ancora debole.
In tal caso resta aperta la strada per ulteriori deprezzamenti in direzione delle 1,1650.
Solo il recupero delle 1,2500/1,2550 potrebbe fornire un primo segnale di ritrovata forza di Euro. In tal caso potremmo assistere a rimbalzi verso le 1,2900 prima e le 1,3000/1,3200 in seguito.
In ottica di più lungo periodo si evidenzia una configurazione ribassista di Testa e Spalle a favore di dollaro con obbiettivo sotto la parità (0,95) e nec-line violata a 1,3150 (un eventuale recupero delle 1,2550 favorirebbe un pull-back a ridosso dell’area).

DOLLARO/YEN
COMMENTO: ancora discesa per il Dollaro/Yen nell’ultima settimana. I corsi dall’area 91,50 scivolano verso le 88,95, per poi attestarsi in area 90,30. A questo punto i corsi potrebbero oscillare tra le 92,00 e le 88,00. Un primo segnale di nuova forza di Euro scaturirebbe solo sopra le 92,00/92,10. In tal caso potremmo assistere a rivalutazioni verso le 93,50 prima e le 94,50/95,00 in seguito. Solo la netta violazione delle 95,00 riuscirebbe a fornire un segnale di forza di Dollaro degno di nota. Tale evento spingerebbe i corsi verso l’importate area di medio periodo collocata a ridosso delle 98,00. Un segnale di più marcata debolezza di Dollaro scaturirebbe solo sotto le 88,00, per le 85,00 in prima battuta.

EURO/YEN
COMMENTO: ancora perdita di forza per il cross Euro/Yen, durante le ultime sedute. I corsi si spingono fin verso le 109,00. L’Euro si è così portato anche sotto i minimi di area 113,00/112,00. Tale evento apre potenzialmente le porte ad ulteriori discese in direzione delle 100,00 con area intermedia a 105,00. A questo punto solo rivalutazioni di Euro sopra alle 114,00/115,00 favorirebbero nuovi recuperi, annullando lo scenario descritto. In tal caso i corsi potrebbero riportarsi prima verso le 120,00 e successivamente in direzione delle 125,00.

EURO/FRANCO SVIZZERO
COMMENTO: recupero e aumento della volatilità per l’Euro/Franco Svizzero durante l’ultima settimana.
I corsi dall’area 1,4000 mettono a segno un deciso e ampio rimbalzo che ha visto il test delle 1,4590. Successivamente l’Euro ha stornato verso le 1,4200. Il ritorno sopra l’area 1,4150 potrebbe indicare un rallentamento delle forti pressioni ribassiste sull’Euro. Per le prossime sedute i corsi potrebbero oscillare tra le 1,4200/1,4150 e le 1,4700. In ottica di medio periodo solo rivalutazioni sopra le 1,4700 fornirebbero un segnale di forza di Euro degno di nota. In tal caso i corsi potrebbero spingersi in direzione delle 1,5000 prima e delle 1,5400 successivamente. Ancora cautela in seguito a nuovi indebolimenti sotto le 1,4100.

EURO/STERLINA inglese
COMMENTO: andamento ancora immutato per l’Euro/Sterlina durante l’ultima settimana. I corsi oscillano tra le 0,8770 e le 0,8480. L’Euro/Sterlina si presenta ad un bivio. Il supporto in area 0,8400 appare strategico. Porre molta attenzione ad una sua violazione. In tal caso assisteremmo a possibili ulteriori discese di Euro, verso le 0,8100/0,8000 prima e le 0,7700 successivamente. Viceversa la tenuta delle 0,8400 favorirebbe escursioni in range tra il livello e le 0,8750/0,8800. Un primo segnale di forza degno di nota si avrebbe sopra alle 0,8750/0,8800. Evento che riproporrebbe le 0,9000 prima e le 0,9200 in seguito.

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