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SI: Dividendo 8,5% – Dieci titoli ad elevato rendimento a cedola trimestrale

Dieci titoli con dividendo medio all’ 8,5% annuo, con un range oscillante tra il 12,7% del titolo a maggiore dividendo e il 6,3% del titolo con il minore dividendo. Nel report di oggi presentiamo ai lettori il nuovo aggiornamento mensile per febbraio 2014 del nostro popolare portafoglio Top Dividend, …

composto costantemente dai dieci titoli Usa a cedola trimestrale e mensile con i dividendi più elevati, selezionati con particolari criteri di ricerca e revisione mensile dei titoli. Dopo i forti rally di fine 2013, le prime settimane del 2014 sono state caratterizzate da un andamento stabile per l’indice S&P500, in attesa delle trimestrali aggiornate al 31 dicembre. I primi dati usciti in questi ultimi giorni hanno evidenziato ancora utili superiori alle attese, con numerose aziende che hanno battuto le stime degli analisti. Tra queste, spicca Bank of America (BAC) che giovedì scorso ha annunciato utili superiori del 7,4% rispetto alle previsioni, dopo i risultati positivi comunicati anche da JpMorgan Chase (JPM) e Wells Fargo (WFC) nei giorni precedenti. Secondo gli analisti, nonostante gli indici azionari siano attestati intorno ai valori massimi degli ultimi cinque anni, le valutazioni appaiono ancora ragionevoli e lasciano spazio ad ulteriori incrementi nel prossimo futuro. Venerdì scorso, Jeremy Siegel, autorevole professore della Wharton University e importante studioso di mercati azionari, ha rilasciato una intervista a Yahoo Finance intitolata: “Il bull market non è ancora finito”. Secondo Siegel, il valore intrinseco del Dow Jones è pari a 18.000 punti, un valore superiore del 9,3% rispetto alle attuali quotazioni…
http://strategyinvestor.com/i/20140121.png
L’analista non esclude però una possibile correzione per il mercato americano nei prossimi mesi, che potrebbe portare ad un temporaneo ribasso fino al 10%, prima di toccare nuovi massimi assoluti (clicca sull’immagine sotto per visualizzare il video).
In questo contesto, dopo l’aggiornamento di martedì scorso con i 5 migliori ETF per il 2014, l’edizione odierna del report è interamente dedicata al nostro portafoglio Top Dividend, il popolare modello che si compone dei dieci titoli quotati a Wall Street con il maggiore dividendo. Dalla partenza di settembre 2000, questo portafoglio ha messo a segno risultati record, con una performance complessiva pari a +712%, quasi 10 volte in più rispetto alla borsa Usa nello stesso periodo. Questo particolare modello è uno dei tre portafogli internazionali inclusi nel servizio online di Secondo Livello e viene elaborato utilizzando un sofisticato sistema di ricerca in grado di identificare ogni mese un ristretto gruppo di dieci società potenzialmente in grado di ottenere performance superiori al mercato, con dividendi periodici attestati ai massimi livelli. Storicamente i titoli a dividendo sono stati caratterizzati da andamenti più stabili rispetto al mercato, assicurando agli investitori una continuità di entrate durante tutti i mesi dell’anno, indipendentemente dall’andamento degli indici di borsa. Per questa ragione, gli investitori a dividendo preferiscono mantenere una strategia indirizzata al Buy and Hold. Guinness Atkinson Funds, in una recente analisi evidenzia la ragione: dal 1940 ad oggi, con una media di mantenimento dei titoli in portafoglio pari ad un anno, i dividendi hanno contato per il 27% della performance complessiva dell’indice S&P500. Incrementando il periodo di possesso dei titoli a tre anni, i dividendi hanno contato per il 38%, a cinque anni il 42%, a dieci anni il 48%, fino ad arrivare al 60% per periodi di investimento di 20 anni. Considerando invece l’intero periodo, dal 1940 ad oggi, i dividendi reinvestiti costantemente hanno contato per oltre il 90% della performance complessiva. Un capitale di 100 dollari investito nel 1940 è diventato circa 174.000 dollari alla fine del 2011 con i dividendi reinvestiti, contro circa 12.000 senza considerare i dividendi (vedi grafico sotto).
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Creazione di una rendita mensile crescente

Secondo l’ Ufficio Censimento degli Stati Uniti, il 13% della popolazione americana già oggi è classificata come “pensionata”, con un’età media superiore ai 65 anni. Considerato che la speranza di vita media negli Usa è pari a 79 anni, per mantenere adeguato il tenore di vita precedente, questa parte della popolazione deve vivere per decenni con le rendite periodiche ottenute dai propri investimenti. Con un numero sempre maggiore di persone nate tra il 1946 e il 1964 che stanno entrando ogni giorno in questa categoria, la domanda di prodotti ad elevata rendita o dividendo dovrebbe evidenziare forti crescite nei prossimi anni. Il grafico sotto evidenzia il trend di crescita della popolazione over 65 negli Usa nei prossimi anni. Secondo le ultime proiezioni, nel 2050 il livello degli ultrasessantacinquenni arriverà a sfiorare il 30% dell’intera popolazione. In pratica, ciascun lavoratore attivo avrà in carico un pensionato, con importanti ripercussioni sul fronte sociale. Su queste basi i dividendi costituiranno nel futuro una importante fonte di produzione di redditi aggiuntivi. Selezionando titoli in grado di produrre una rendita passiva elevata nel corso di tutti i mesi dell’anno, Top Dividend risponde oggi alla crescente richiesta di questi strumenti.

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La strategia di puntare alle società ad alto dividendo si è dimostrata premiante nel corso della vita del modello. Dalla partenza, un capitale di 12.000 dollari investito in parti uguali nei dieci titoli del Top Dividend, è diventato ad oggi ben 99.296 dollari, contro soli 21.881 dollari ottenuti dall’indice S&P500 nello stesso periodo. Il risultato ottenuto è stato ancora più interessante, considerato il basso turnover mensile del portafoglio, con una media di soli due titoli su dieci sostituiti ad ogni aggiornamento. Grazie alla sua semplicità di replica e alle rendite periodiche distribuite, questo particolare portafoglio continua ad interessare un numero crescente di nostri abbonati, che utilizzano il Top Dividend assieme ad altri investimenti per incrementare le entrate mensili, considerate le rendite modeste offerte dal mercato obbligazionario negli ultimi mesi. Con una redditività elevata, e una media di 40 cedole annue distribuite ai partecipanti, Top Dividend si propone di ottenere una maggiore protezione dall’inflazione nel corso di un intero ciclo di mercato.
La nuova selezione che abbiamo preparato per il report di oggi conferma rendimenti particolarmente elevati, con un dividendo medio dei dieci titoli pari all’ 8,5%.

Ricerca e selezione dei titoli a dividendo basata sui fondamentali
L’aggiornamento mensile del portafoglio, pubblicato a fine report, include una dettagliata tabella analitica che accompagna i titoli selezionati, contenente diversi indicatori fondamentali, per permettere ai nostri abbonati di effettuare ulteriori analisi e approfondimenti. La tabella include tutti i principali multipli per ciascun titolo, tra cui l’indicatore Beta a 60 mesi. Il Beta è il coefficiente che misura il comportamento di un singolo titolo rispetto al mercato, ovvero la variazione che un titolo assume storicamente rispetto alle variazioni del mercato. Un Beta maggiore di uno evidenzia oscillazioni di un titolo superiori al mercato, mentre un Beta inferiore ad uno mostra movimenti del titolo inferiori alle variazioni del mercato. Attualmente il Beta medio del portafoglio è pari a 0,9, con una rischiosità inferiore del 10% rispetto al mercato. Questa indicatore si aggiunge a due ulteriori colonne di analisi che riportano per ciascun titolo il target medio a 12 mesi rilevato dagli analisti e il potenziale di guadagno in termini percentuali. In aggiunta ai target, i nostri lettori possono consultare altri indicatori fondamentali presenti nella tabella, come il price earning, i giudizi dei broker e la percentuale di Pay Out relativa al dividendo. Il Pay Out indica la percentuale dell’utile annuo destinata agli azionisti come dividendo.

Obiettivo di crescita a 12 mesi: Per calcolare il potenziale di crescita del portafoglio abbiamo considerato il target medio assegnato dai broker e analisti internazionali per i prossimi 6-12 mesi per i dieci titoli. Secondo questi parametri, Top Dividend offre complessivamente un potenziale di crescita a 12 mesi escluso dividendi pari a +4,4% dai livelli attuali. Sommando i dividendi previsti, pari ad un ulteriore 8,5% annuo, il rendimento obiettivo sale a +12,9%. I target potenziali degli analisti sono pubblicati a scopo informativo e per un maggiore approfondimento da parte dei nostri lettori, ma non vengono considerati nella costruzione del portafoglio. La nostra selezione dei titoli si basa principalmente sul dividendo. Il titolo con il maggiore potenziale di crescita per questo mese secondo gli analisti presenta un target a 12 mesi pari a +19,6%. Il giudizio medio dei broker sul titoli del portafoglio è pari a 2,7 (HOLD) in una scala da 1 a 5 ( 1= Strong Buy, 2=Buy, 3=Hold, 4=Moderate Sell, 5=Sell).

L’importanza storica dei dividendi nella determinazione della performance
Secondo un studio realizzato da Capital Guardian, dal 1926 ad oggi i dividendi hanno contato per il 44% della performance complessiva dell’indice S&P500. Ancora più elevata risulta l’incidenza dei dividendi considerando l’intera storia del mercato azionario Usa. Dal 1802 ad oggi, i dividendi sono stati in assoluto la componente principale della performance di lungo termine. Il rendimento medio totale conseguito dalla borsa Usa nei 210 anni complessivi di storia è stato pari al 7,9% annuo, di cui il 5% annuo proveniente dai soli dividendi. Questo significa che un dollaro investito nel 1802 nell’indice Usa è diventato oggi ben 4.020.582 dollari considerando i dividendi reinvestiti, contro soli 304 dollari senza considerare i dividendi.
Gli ultimi 40 anni hanno ulteriormente rafforzato questo trend. Un capitale di 100 dollari investito nel 1970 in parti uguali su un paniere di titoli a dividendo inclusi nell’indice S&P500, è diventato a fine 2010 ben 2.369 dollari, contro soli 395 dollari ottenuti dai titoli dell’indice senza dividendo. In sintesi, le società a dividendo hanno ottenuto dal 1970 ad oggi una performance di oltre 7 volte superiore rispetto alle società a zero dividendi! Il grafico sotto prende in considerazione un periodo ancora più lungo, mostrando i dati dal 1927 ad oggi. Come si evidenzia, un dollaro investito nel 1927 in titoli a dividendo (linea azzurra) vale oggi circa 7.000 dollari, contro circa 800 dollari ottenuto dai titoli senza dividendo.

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Questi dati storici di lungo periodo vengono confermati anche per gli ultimi anni da un recente studio sui titoli a dividendo effettuato da Global X, primario operatore Usa nel settore degli ETF. La società ha preso in considerazione l’intero panorama dei titoli quotati sulla borsa Usa, ripartendo i titoli selezionati in sei gruppi composti ciascuno da 60 titoli in base al dividendo, partendo da dividendo 0%, dividendo tra il 2% e il 6%, dividendo tra il 6% e il 10%, dividendo tra il 10% e il 17% ed infine dividendo oltre il 17%. Questa metodologia è stata applicata per ciascuno degli ultimi 10 anni, dal 2003 al 2012 compreso. Secondo i risultati di questa analisi, i titoli a maggiore dividendo hanno battuto i titoli senza dividendo in quasi tutti i periodi considerati (vedi grafico sotto, confronto tra titoli senza dividendo, indice S&P500 e titoli a dividendo, fonte Global X).

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Dogs Of The Dow – La base di partenza della nostra strategia operativa

Il nostro portafoglio Top Dividend si basa proprio su queste considerazioni ed è composto costantemente da dieci titoli, selezionati tra quelli con il dividendo più elevato su un universo di oltre 6.000 aziende da noi regolarmente monitorate. Questo particolare portafoglio è uno dei più replicati dai nostri lettori che ricercano rendite periodiche da dividendi più elevate, abbinate a potenziali di crescita superiori nel medio lungo termine.

Una volta ogni quattro settimane, il portafoglio viene ribilanciato ed aggiornato, apportando eventuali modifiche e sostituzioni nella composizione. Top Dividend è nato nel 2000 da una nostra evoluzione e rivisitazione di “The Dogs of The Dow”, la popolare strategia di Michael O’Higgins. Creata nel 1991, questa tecnica si propone di selezionare i dieci titoli del Dow Jones Industrial con il dividend yield più elevato mantenendoli in portafoglio per un anno intero senza modifiche. Higgins nei suoi studi aveva notato che in un orizzonte di medio termine i titoli selezionati mediante questa metodologia ottenevano costantemente performance superiori al mercato. Complessivamente, dal 1973 ad oggi la strategia ha messo a segno un rendimento annuo composto pari a +17,7%, contro una performance dell’indice Dow Jones pari a +11,9% annuo nel periodo. In particolare:

Durante la bolla tecnologica degli anni novanta, i titoli ad alto dividendo “Dogs of the Dow” hanno evidenziato una performance di +28,6% nel 1996, +22,2% nel 1997, +10,7% nel 1998 e +4% nel 1999

Durante il mercato fortemente negativo del 2000-2002, i Dogs hanno messo a segno un rialzo di +6,4% nel 2000, seguito da una perdita di –4,9% nel 2001 e –8,9% nel 2002, con un risultato nettamente superiore a quello ottenuto dai principali indici azionari

Nel 2003, i titoli ad alto dividendo del Dow hanno ottenuto un altro risultato record, con una crescita di +28,7% e segnando un nuovo massimo storico
Nel 2004 ulteriore crescita, con +4,4% seguito da una perdita del 5,1% nel 2005
Nel 2006 il portafoglio ha fatto segnare un nuovo massimo storico, con un guadagno record di +30,3%
Dopo una performance piatta registrata nel 2007, il 2008 e 2009 hanno visto i Dogs scendere in maniera più decisa, in linea con la crisi internazionale dei mutui subprime e con l’andamento negativo di tutte le borse mondiali
Il 2010, 2011 e 2012, hanno fatto segnare nuovamente risultati positivi per i Dogs, con performance rispettivamente pari a +20,5% , +12,2% e +9,7%.

Top Dividend – Affinamento della metodologia di selezione
Dopo aver analizzato i risultati conseguiti dalla strategia dei Dogs, ci eravamo chiesti se fosse stato possibile migliorare ulteriormente le performance con opportuni adattamenti della tecnica. Dopo diversi test, analisi e simulazioni al computer, abbiamo quindi creato un portafoglio potenzialmente in grado di sfruttare ancora meglio la strategia di Higgins. Affinando la metodologia dei Dogs, Top Dividend seleziona i dieci titoli ad alto dividendo muovendosi non solo all’interno delle maggiori Blue Chips, ma esplorando anche il ricco mondo delle Small Cap, tendenzialmente più performanti nel medio lungo termine ed attuando una revisione mensile (anziché annuale) dei titoli presenti in portafoglio. Applicando questi parametri, negli ultimi 13 anni siamo riusciti a migliorare ulteriormente le performance rispetto al modello di partenza. Partendo da queste considerazioni, nel report di oggi presentiamo una speciale lista di 10 titoli validi per i prossimi 30 giorni, che offrono dividendi particolarmente elevati, con un rendimento medio record pari all’ 8,5% annuo, corrisposto in rate trimestrali, per un totale di circa 40 cedole annue. Questi titoli compongono il nostro popolare modello Top Dividend, il portafoglio che viene aggiornato una volta al mese e che raggruppa i dieci titoli del listino Usa con i dividendi più elevati. Le performance record ottenute da questo modello negli ultimi 13 anni confermano la validità e l’importanza delle cedole. Si tratta di una strategia potente e facile da seguire, caratterizzata da pochi trading mensili (in media tra due e tre compravendite al mese), che sta raccogliendo attenzioni crescenti da parte dei nostri abbonati. I dieci nuovi titoli che abbiamo selezionato per il report di oggi offrono complessivamente livelli cedolari record, con un rendimento medio annuo pari all’ 8,5% ed un price earning medio pari a 13,3 volte, rispetto ai multipli offerti dall’indice S&P500, che presenta dividendi al 2,1%, ed un price earning a 15,7 volte. Secondo i dati di Back Test, dalla partenza di settembre 2000 ad oggi, il portafoglio ha messo a segno un rendimento record, pari a +17,4% annuo composto contro una performance dell’indice S&P500 pari a +4,6% annuo nello stesso periodo. Il rendimento cumulativo del modello è stato pari a +712%, contro un +79% realizzato dall’indice S&P500 nello stesso periodo. In sintesi, il nostro pacchetto di dieci titoli ad alto dividendo ha quindi ottenuto negli ultimi 13 anni una performance complessiva di quasi 10 volte in più rispetto alla borsa.

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Sulla base di queste metodologie di ricerca, abbiamo quindi selezionato i dieci titoli ad alto dividendo da acquistare oggi per le prossime quattro settimane. I titoli resteranno in portafoglio senza variazioni fino a martedì 18 febbraio 2014, data del prossimo aggiornamento mensile. Su queste basi, acquistiamo oggi i titoli in apertura di mercato Usa, per un controvalore pari ad un decimo per ciascuna posizione del nostro portafoglio Top Dividend. Vediamo ora il nuovo portafoglio completo Top Dividend per il mese in corso.
Top Dividend – I dieci titoli da acquistare oggi
(per visualizzare tutti i nomi dei titoli PASSA AL LIVELLO 2)

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Come si evidenzia dalla tabella sopra, i dieci titoli offrono in media un dividendo lordo pari all’ 8,5%, con un range oscillante tra il 12,7% del titolo a maggiore dividendo e il 6,3% del titolo con il minore dividendo. Il giudizio medio dei broker e analisti su ciascun titolo risulta pari a HOLD (2,7) su una scala da 1 a 5 ( 1= Strong Buy, 2=Buy, 3=Hold, 4=Moderate Sell, 5=Sell). Sulla base dei dividendi elevati e dei giudizi positivi dei broker, tutti i dieci titoli selezionati lo scorso mese rimangono confermati anche per il mese in corso.

Vediamo ora nel dettaglio l’approfondimento su uno dei dieci titoli selezionati per il portafoglio Top Dividend di gennaio 2014.

Dividendo 6,7% per un per una società leader nel settore elettrico
Tra i titoli a maggiore dividendo quotati a Wall Street, il nostro screening mensile ha evidenziato per il report di oggi una nuova società Usa appartenente al settore elettrico, con un elevato dividendo pari al 6,7%.
Descrizione del business: Fondata nel 1996 ed oltre 16.000 dipendenti, FirstEnergy Corp è una holding diversificata, impegnata nella generazione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica negli Stati Uniti mediante centrali a carbone, idroelettriche, nucleari, eoliche e tramite impianti di generazione di energia solare. Dopo la maxi acquisizione di Allegheny Energy per un controvalore di 4,7 miliardi di dollari effettuata all’inizio del 2011, First Energy è oggi una delle maggiori società del settore negli Usa. L’azienda fornisce anche una vasta gamma di prodotti e servizi connessi con l’energia a clienti all’ingrosso e al dettaglio. La società dispone di un proprio sistema di distribuzione elettrica, per un totale di 429.000 chilometri di linee aeree e sotterranee. L’azienda distribuisce energia elettrica attraverso 10 società operative in Ohio, Pennsylvania, West Virginia, Maryland, New Jersey e New York. La società è una delle 500 aziende Usa più capitalizzate in borsa e fa parte dell’indice S&P500.

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Giudizio degli analisti e valutazioni: Il giudizio medio dei 17 analisti e broker che seguono il titolo è pari a 2,6 su una scala da 1 a 5 ( 1= Strong Buy, 2=Buy, 3=Hold, 4=Moderate Sell, 5=Sell). Nel corso degli ultimi anni il rendimento medio percentuale del dividendo si è mosso in un range oscillante da un minimo del 3,1% annuo nei periodi di maggiore sopravvalutazione del titolo, fino ad un massimo del 6% annuo nei periodi di maggiore sottovalutazione. Il dividendo attuale, pari al 6,7% annuo, indica una quotazione a forte sconto del titolo rispetto alla media storica. Per ritornare nuovamente in area di sopravvalutazione, la quotazione dovrebbe aumentare di oltre il 120% dai livelli attuali e questo fattore ci induce ad inserire il titolo nel modello.

 
Al fine di garantire una adeguata diversificazione del portafoglio, raccomandiamo ai nostri lettori di acquistare questo titolo esclusivamente in abbinamento con gli altri nove titoli della tabella sopra e di mantenere invariata la composizione del modello fino al prossimo aggiornamento del 18 febbraio prossimo.

Buone performance a tutti!

Paolo Crociato

Autore: London Market Research Ltd

Fonte: strategyinvestor.com

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