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Si sgonfiano i prezzi del petrolio con la produzione che torna quasi alla normalità

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Le cose hanno preso un’altra piega per il petrolio, che si prepara alla seconda settimana in rosso del mese…..

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By Vincent Mivelaz – SwissQuote


L’impressionante scalata che aveva fatto salire i prezzi del petrolio più del 14% nel giro di tre giorni, dopo gli attacchi, si presume iraniani, contro gli impianti petroliferi della saudita Aramco che avevano provocato un calo della produzione superiore al 50% o pari a 5,7 milioni di barili al giorno, si sta attenuando, perché la produzione del regno saudita supera quella programmata per i lavori di riparazione e ulteriori infrastrutture di difesa dovrebbero tutelare la regione.

La questione dell’impeachment di Trump e la recente pubblicazione dei dati sui profitti industriali cinesi, che hanno subito una contrazione, contribuiscono all’andamento risentito del prezzo, anche se gli imminenti negoziati commerciali fra USA e Cina, che inizieranno ufficialmente il 10 ottobre 2019, potrebbero fornire un po’ di supporto, nonostante la debolezza delle prospettive economiche globali.

Gli sviluppi nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, nella regione mediorientale, hanno fatto aumentare i costi di produzione e i premi assicurativi e di sicurezza, mentre si prevede un calo della domanda di petrolio nel 2019/2020.

 Secondo l’OPEC e l’Agenzia Internazionale per l’Energia, la domanda di petrolio dovrebbe oscillare intorno a 1,1-1,02 milioni di barili al giorno nel 2019 e 1,3-1,08 milioni di barili al giorno nel 2020; è pensabile poi un ulteriore calo, se l’economia globale continuasse a peggiorare.

Sebbene le attività produttive in Arabia Saudita, il maggiore produttore dell’OPEC, siano riprese tempestivamente, con un ritmo di produzione pari a 8 milioni di barili al giorno o al 70% della capacità produttiva massima, i dati EIA sulle scorte di greggio negli USA per la settimana conclusasi il 20 settembre puntano a un incremento di 2,4 milioni di barili; si tratta del secondo aumento consecutivo, che dunque sostiene la generale tendenza negativa dei prezzi del petrolio.

In tale contesto, il greggio dovrebbe rimanere nella fascia attuale, considerando il sentiment degli investitori rispetto alle attuali turbolenze politiche e alle nuove sanzioni che potrebbero essere imposte sull’Iran.

Fonte: TrendAndTrading.it

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