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SI: Speciale ETF – I cinque migliori ETF per il 2014

Il report di oggi dedica ampio spazio ai cinque migliori ETF da inserire in portafoglio per il nuovo anno. Si tratta di una ristretta selezione di fondi TOP, tra i più raccomandati dagli analisti, che offre secondo gli esperti un mix di dividendi elevati e crescite superiori in conto capitale. …

Nel report di martedì scorso avevamo dedicato ampio spazio ad una speciale lista di sette importanti aziende internazionali, con un lungo track record di crescite di utili e dividendi che secondo gli analisti non dovrebbero mancare in ogni portafoglio diversificato che punti ad ottenere performance superiori nel 2014. Queste società fanno parte da tempo del nostro portafoglio Top Analisti, che raggruppa le migliori raccomandazioni di un pannello di oltre 25 tra i più prestigiosi Guru e analisti finanziari internazionali, presenti nelle principali classifiche di rating e performance. Top Analisti è un modello che privilegia i dividendi, e si propone di ottenere ogni anno rendimenti crescenti ad un livello superiore rispetto al tasso di inflazione corrente. Nel report di oggi aggiorniamo il portafoglio ETF Italia. Questo particolare portafoglio è composto esclusivamente da oltre 20 tra ETF e fondi chiusi, tutti quotati sulla borsa di Milano e facilmente negoziabili con qualsiasi banca o intermediario di trading online. Con oltre 40 cedole distribuite ogni anno ai partecipanti e operazioni di trading limitate, il portafoglio ETF Italia costituisce un potente e comodo strumento in grado di abbinare una rendita annua crescente a potenziali crescite del capitale nel medio lungo termine, con una composizione bilanciata di azioni, obbligazioni, fondi immobiliari, materie prime e metalli preziosi. La facilità di utilizzo dello strumento ETF. permette di costruire portafogli fortemente diversificati anche con piccole disponibilità, puntando su aree del mondo in forte crescita o su comparti specifici difficilmente raggiungibili con investimenti diretti. Nel file PDF relativo al portafoglio, aggiornato ogni settimana e scaricabile ad inizio report, è indicata chiaramente la percentuale di investimento suggerita per ogni ETF. In questo modo, ciascun abbonato può replicare il portafoglio con precisione, con importi superiori o inferiori a quelli indicati, semplicemente aumentando o diminuendo le singole quantità da acquistare per ogni ETF con la stessa proporzione suggerita nel modello. Vediamo ora nel dettaglio i nuovi ETF per il 2014, inclusi nell’abbonamento di Secondo Livello da 19,99 euro mensili sottoscrivibile con carta di credito o bonifico bancario online.
ETF 1: Rendimento immediato 6,2% annuo con dividendo a distribuzione mensile

Le performance di questo primo ETF evidenziano una storia di grande successo. Nel 2009, il fondo ha messo a segno un risultato di +24,7%, nel 2010 +17%, nel 2011 +11,4%, nel 2012 +15,8% e nel 2013 –11,3%. Dopo 4 anni consecutivi di forti rialzi, la correzione degli ultimi 12 mesi, amplificata anche dalla debolezza del cambio, ci permette nuovamente di entrare a prezzi più bassi su questo particolare strumento obbligazionario in dollari ad elevato rendimento. In aggiunta, gli analisti attribuiscono al fondo un rating BUY. I timori per la riduzione del piano di sostegno della FED all’economia Usa ha provocato nel secondo semestre 2013 un rialzo dei tassi di interesse, con una decisa flessione dei corsi delle obbligazioni a lunga scadenza denominate in dollari. Questa tendenza è stata ulteriormente amplificata nel caso dei paesi emergenti, dove gli spread sono aumentati e i rendimenti sono saliti in maniera più decisa, con forti deflussi di denaro che hanno causato pesanti flessioni dei principali indici obbligazionari di queste aree. Dopo i recenti ribassi, il 2014 potrebbe nuovamente evidenziare un ritorno dell’interesse da parte degli investitori per il comparto obbligazionario emergente, a causa della redditività elevata e del basso livello di indebitamento di questi paesi rispetto alle economie più sviluppate. Secondo le stime del Fondo Monetario, quest’anno le maggiori economie nel G20 raggiungeranno una incidenza complessiva del debito pari al 114% del Pil, mentre i principali paesi emergenti scenderanno dall’attuale 39,9% al 35% del Pil. E’ quindi prevedibile che il debito emergente acquisirà maggiore importanza nel portafoglio degli investitori internazionali nel corso dei prossimi anni. Su queste basi abbiamo destinato un parte del nostro portafoglio in titoli di stato dei paesi emergenti. Per investire in questo settore, abbiamo selezionato un particolare ETF caratterizzato da una cedola elevata e distribuita ai partecipanti su base mensile. Stiamo parlando diPASSA AL LIVELLO 2. Questo particolare ETF ci permette di investire con un unico e semplice strumento in un pacchetto di oltre 200 obbligazioni governative emesse in dollari Usa, da paesi tra i quali Russia, Brasile, Perù, Turchia, Messico, e Indonesia.

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Il fondo include solo obbligazioni con una scadenza minima residua di due anni e con un ammontare minimo di capitale in circolazione di un miliardo di dollari. L’attuale redditività del fondo è attestata a livelli particolarmente elevati, con un dividendo medio pari al 6,2% annuo. Si tratta dell’unico strumento del nostro portafoglio con un dividendo mensile e la frequenza di distribuzione trasforma questo ETF in un appetibile strumento a rendita di lungo termine. Quota consigliata da destinare al titolo: 4,3% del portafoglio.

ETF 2: I 40 migliori titoli a dividendo europei con un unico ETF a dividendo semestrale

Dopo i nuovi massimi raggiunti dalla borsa americana nel 2013, con l’indice S&P500 in rialzo record di +26,4%, il trend positivo potrebbe spostarsi in modo più deciso verso i paesi europei, le cui borse mostrano multipli più favorevoli. Il price earning dell’Euro Stoxx 50, che include i 50 titoli più capitalizzati in Europa è attualmente pari a circa 14 volte, contro 16,5 volte del listino americano. In sintesi, i titoli europei contenuti in questo fondo risultano in media più sottovalutati rispetto a quelli americani. In aggiunta, le prospettive dell’area euro sono migliorate, con il Fondo Monetario che nel suo ultimo Outlook di ottobre 2013 prevede ora crescite positive del PIL ogni anno fino al 2018. Su queste basi, assegniamo all’Europa un maggiore peso per il 2014. Il nuovo ETF per il 2014 raggruppa in un unico strumento i 40 titoli azionari europei con il più elevato dividendo, a condizione di avere mantenuto una politica di stabilità o di incremento nella distribuzione dei dividendi per almeno 10 anni consecutivi. Si tratta in sintesi di una ristretta elite di società che sono state capaci di mantenere elevati e costanti i dividendi negli ultimi 10 anni. Storicamente, negli Stati Uniti, dove esiste una maggiore cultura verso il dividendo, questo tipo di società sono particolarmente apprezzate dagli investitori e sono state caratterizzate da performance superiori negli ultimi decenni. Tramite questo unico strumento facile da negoziare abbiamo la possibilità di replicare quanto già avvenuto  negli Usa, acquistando alcune delle più interessanti storie di successo europee di questi ultimi anni ed ottenendo un dividendo semestrale attestato ai massimi livelli di mercato. Il dividendo medio del fondo è pari al 3,8% con una performance ottenuta nel 2013 pari a +14,3%. Stiamo parlando di PASSA AL LIVELLO 2.

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Tra i principali titoli presenti nell‘ETF segnaliamo: Red Electrica Corp SA, importante società elettrica in Spagna. Il titolo quota attualmente con un price earning pari a sole 12,7 volte gli utili attesi per il 2014 e distribuisce un dividendo record pari al 5,1% annuo. Il dividendo è cresciuto ad un tasso record del 15,9% annuo negli ultimi 5 anni. Corio N.V., attualmente uno dei maggiori fondi di investimento immobiliari europei, con un portafoglio di prestigiosi centri commerciali situati in Olanda, Francia Italia, Spagna, Turchia e Germania, tutti affittati e produttivi di redditi distribuiti regolarmente agli azionisti sottoforma di dividendi. Il titolo quota attualmente con un price earning pari a sole 12,3 volte gli utili attesi per il 2014 e distribuisce un dividendo record pari all’ 8,5% annuo. Il dividendo è cresciuto ad un tasso dell’ 1,20% annuo negli ultimi 5 anni. Quota consigliata da destinare al titolo: 2,6% del portafoglio.

ETF 3: Il mattone torna a crescere. Puntare sulla ripresa del settore immobiliare con un unico fondo a cedola trimestrale

A differenza di quanto accaduto per i principali mercati azionari internazionali che nel 2013 hanno registrato performance record, i principali indici immobiliari, dopo aver toccato nel maggio scorso i massimi dell’anno, hanno evidenziato nel secondo semestre diffuse flessioni, sulla scia dei timori per possibili rialzi dei tassi in seguito alla riduzione degli interventi di sostegno all’economia da parte della FED. La performance dell’indice mondiale ha quindi evidenziato un calo complessivo del 6,3% nel 2013, allargando lo spread rispetto alle forti performance registrate dalle borse nell’ultimo anno. E’ stata una reazione che gli analisti giudicano eccessiva, in netta controtendenza rispetto all’andamento positivo registrato dalle costruzioni e dai nuovi cantieri, ed ora il settore immobiliare viene nuovamente considerato come uno dei più promettenti per i prossimi 12 mesi. Storicamente i fondi immobiliari sono stati caratterizzati da performance particolarmente elevate. Dal 1974 ad oggi il rendimento dell’indice USA FTSE Nareit è stato pari al 10,63% annuo composto. Un capitale di 10.000 dollari investito nel 1974 sull’indice è diventato oggi ben 568.743 dollari! (vedi tabella performance sotto)

Performance annuali fondi immobiliari Usa %

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Su queste basi, gli analisti Morningstar attribuiscono a questo investimento un giudizio elevato, con un  rating di quattro stelle.
 
Questo ETF è un comodo strumento a rendita che ci permette di investire in un pacchetto di immobili prestigiosi in tutto il mondo in maniera diversificata, ottenendo una rendita stabile e proteggendo contestualmente il nostro capitale dall’erosione dell’inflazione. Il fondo raccoglie in modo sistematico tutte le rendite da affitti derivanti dalle singole partecipazioni e le distribuisce ai partecipanti in quattro rate trimestrali cumulative, a gennaio, aprile luglio e ottobre di ogni anno. Il rendimento del dividendo sulla base dell’ultima cedola distribuita ammonta al 3% annuo. Diversamente da quanto accade per le obbligazioni, trattandosi di rendite derivanti principalmente da affitti, queste possono essere considerate interamente spendibili in quanto, come accade per l’investimento diretto in immobili, il mantenimento del potere di acquisto del capitale investito dovrebbe essere mantenuto dalla rivalutazione di medio lungo periodo delle partecipazioni immobiliari contenute nel fondo. Stiamo parlando di PASSA AL LIVELLO 2. Questo ETF unico nel suo genere investe attualmente in un paniere di circa 260 società immobiliari e REIT di diversi paesi, tra cui, Stati Uniti, Hong Kong, Singapore, Giappone, Francia, Regno Unito e Canada. I REIT (Real Estate Investment Trust) sono società che possiedono e gestiscono immobili che producono redditi stabili. I REIT distribuiscono annualmente agli azionisti il 90% del loro utile tassabile, ottenuto per  almeno il 75% da locazioni, mutui e vendite di immobili. Quota consigliata da destinare al titolo: 12,8% del portafoglio.

ETF 4: Il 2014 sarà l’anno della riscossa per le materie prime?

 Il 2013 sarà ricordato come l’anno nero per le materie prime. L’oro è sceso negli ultimi 12 mesi di oltre il 25%, il mais di quasi 40%, il caffè di oltre il 20%, mentre il petrolio è risultato più stabile, con una crescita di circa il 5%. Ora, in previsione di una ripresa economica più robusta, e ad una conseguente maggiore domanda di materie prime da parte di Stati Uniti e Cina, l’andamento dei prezzi nel 2014 potrebbe cambiare, e le materie prime potrebbero tornare a brillare dopo un anno più debole. Nicholas Brooks, analista di ETF Securities, ritiene che i mercati stiano sottovalutando la volontà delle banche centrali a sostenere una più decisa crescita economica e considera eccessiva la reazione negativa dei mercati avvenuta sulle materie prime nel 2013. Il nuovo ETF di cui parliamo oggi ci permette di investire direttamente su un paniere che raggruppa in un unico fondo alcune tra le maggiori materie prime, tra le quali petrolio, mais, grano, soia, alluminio, rame, bestiame, maiali, zucchero, oro, argento, cotone, cacao, caffè, nickel e succo d’arancia. Stiamo parlando di Lyxor ETF Commodities CRB, quotato a Milano con simbolo  CRB e codice ISIN FR0010270033. In caso di conferma del trend di ripresa economica con aumenti più sensibili dell’inflazione, le materie prime saranno le prime a mostrare tensioni sui prezzi e questo ETF potrebbe evidenziare di conseguenza forti rialzi nelle quotazioni.

ETF 5: I nuovi grandi paesi emergenti del futuro in un ETF ad elevato potenziale di crescita

Dopo un 2013 di sottoperformance, i paesi emergenti dovrebbero continuare a correre ancora per molti anni. Secondo le recenti previsioni del Fondo Monetario, le economie dei paesi emergenti cresceranno a ritmi record nel prossimo quinquennio. Le ultime stime calcolano un progresso del 5,1% nel 2014, del 5,3% nel 2015, del 5,4% nel 2016, del 5,4% nel 2017 e del 5,5% nel 2018. Qualora questi risultati dovessero concretizzarsi, il mondo tra cinque anni sarà ancora più spostato verso queste nuove aree del mondo. La scorsa settimana, il settimanale Barron’s , il popolare magazine finanziario Usa, ha pubblicato una video analisi sui paesi emergenti nella quale viene stimata una crescita delle borse di questi paesi tra il 13% e il 15% annuo per ciascuno dei prossimi  cinque anni. In sintesi, esiste secondo gli analisti un potenziale di raddoppio delle attuali quotazioni dei fondi sui paesi emergenti in un quinquennio! In particolare, Mark Mobius, Executive Chairman del Franklin Templeton Emerging Markets Group, considerato uno dei massimi esperti mondiali di paesi emergenti, ritiene che tra i protagonisti delle maggiori crescite nei prossimi anni ci saranno i nuovi “mercati di frontiera”, ovvero quelle economie che sono all’inizio di importanti processi di sviluppo con enormi potenziali di incremento nel lungo termine, una sorta di elite all’interno delle economie emergenti a livello globale. Oggi, con un unico ETF, facilmente acquistabile con qualsiasi banca o intermediario di trading online, è possibile investire direttamente nelle migliori 40 società di 11 paesi di frontiera tra i quali, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Argentina, Kuwait e Pakistan.

Composizione portafoglio ETF

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Per poter essere inserito in questo ETF, un titolo deve mantenere un flottante minimo pari a 100 milioni di dollari con un volume medio giornaliero superiore ai 2 milioni di dollari. Tra le 40 società emergenti che compongono il portafoglio dell’ETF troviamo attualmente Emaar Properties PJSC, importante società immobiliare quotata a Dubai con profitti record nel 2012 pari a 577 milioni di dollari, seguita da Copa Holdings, primario operatore aereo a Panama e Colombia con una flotta di 83 aerei, quotato anche a Wall Street con simbolo CPA e rating BUY da parte degli analisti. Stiamo parlando di PASSA AL LIVELLO 2. Quota consigliata da destinare al titolo: 3,3% del portafoglio.

Complessivamente, i cinque ETF selezionati per il 2014 incidono per una quota complessiva pari al 24,2% del totale del nostro portafoglio, attualmente composto da 20 ETF diversificati per settore e area geografica. Per una maggiore ripartizione del rischio, e per beneficiare di un flusso di cedole più elevato e ripartito in tutti mesi dell’anno, consigliamo ai nostri lettori ed abbonati di considerare l’intera composizione del portafoglio. I fondi selezionati oggi sono stati evidenziati in base ad una potenziale capacità di sovraperformare nel corso dei prossimi 12 mesi.

Buone performance a tutti!

Paolo Crociato

 

Fonte: strategyinvestor.com

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