TrendAndTrading.it
Image default

SilverCrest Mines: una storia di crescita, prima parte

E’ finalmente giunta l’occasione di occuparci come si deve di SilverCrest Mines, il produttore primario di argento (in prospettiva, per ora di oro) a mio avviso più interessante della top ten

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da TrendandTrading iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Articolo di Giuseppe Trucco – truccofinanza.it


Nella seconda puntata della trilogia dedicata ai produttori primari di argento avevo liquidato la questione in questo modo: “Un titolo di cui vorrei parlare più diffusamente in un articolo dedicato, anche perché merita più attenzione di quella che probabilmente vi sarà rimasta arrivati a questo punto, dove chi ancora sta seguendo il prolisso Trucco all’opera, probabilmente lo starà facendo masticando foglie di coca!“. Trascorsi più di due mesi molti stavano iniziando a perdere la speranza ed invece ho l’occasione di proporvi la traduzione di una analisi degli amici di Metal Augmentor apparsa su Seeking Alpha a questo link (per fortuna, perché se fosse stata pubblicata in un articolo premium sarebbe stata riservata agli abbonati e io non avrei potuto tradurvela per ovvie ragioni di copyright). SilverCrest è quotata al Nyse-Amex col simbolo SVLC ed il codice ISIN  CA8283651062 (e a Toronto col simbolo SVL.TO e medesimo ISIN). Ma passiamo la parola a David Zurbuchen e Tom Szabo.

SilverCrest Mines, a growth story

Le compagnie produttrici di argento ed oro hanno vissuto momenti difficili negli ultimi due anni, allorché i prezzi dei metalli se la sono presa comoda nel regredire dai loro massimi storici raggiunti nel 2011. E ‘difficile essere trainati al rialzo, mentre il prezzo del tuo prodotto continua a calare (e si spera che abbiano quasi completato questa fase calante). Eppure esistono rare società minerarie che hanno fatto relativamente bene facendo quello che le migliori imprese in ogni altro settore industriale fanno: crescere. Quando la suddetta crescita non viene prezzata nella valutazione di una compagnia, questo significa opportunità. Una di queste opportunità che vorremmo esaminare oggi si pronuncia S-V-L-C. SilverCrest Mines (SVLC) rappresenta non solo uno dei migliori valori esistenti nell’universo dei titoli argento-auriferi a nostro parere, ma la sua eventuale aggiunta in uno o più indici (vale a dire, l’ETF Market Vectors Junior Gold Miners, simbolo GDXJ) potrebbe fungere da catalizzatore immediato per un innalzamento del prezzo delle azioni.

foto svlc 1

I fondamentali

SilverCrest è una compagnia mineraria focalizzata sulla produzione di argento e oro in Messico. Il suo fiore all’occhiello è la miniera di Santa Elena negli alti deserti della regione Sonora. Questa miniera ha iniziato la produzione nel 2011 ed è sempre stato profittevole dal primo giorno, un notevole successo sebbene in un contesto favorevole di prezzi in aumento dei metalli. SilverCrest ha anche un progetto in fase di sviluppo iniziale chiamato La Joya nella regione Durango. Questo è principalmente un deposito di argento e rame, l’azienda prevede di estrarre inizialmente da operazioni superficiali sfruttando le strutture a maggiore gradazione. E’ attualmente stimato che una valutazione economica preliminare possa essere completata entro la fine del 2013.

SilverCrest è quotata sia negli Stati Uniti che in Canada, conta 108 milioni di azioni, più 6 milioni di opzioni ad un prezzo medio di esercizio di 1.41 dollari canadesi. Questo corrisponde a una capitalizzazione di mercato di circa $ 200 milioni al prezzo corrente o circa 160 milioni dollari al netto della sua posizione di capitale circolante.

mappa silvercrestOltre a raggiungere costantemente o addirittura superare le aspettative, la direzione ha fatto un lavoro eccezionale nel mantenere un forte stato patrimoniale a seguito di una raccolta di fondi ben orchestrata che ha mantenuto la diluizione al minimo. Di seguito sono riportati i finanziamenti che risalgono al giugno 2009, che comprendevano tutti i soldi necessari per costruire ed espandere Santa Elena.

  • 6 milioni di dollari raccolti con una emissione di nuove azioni a 0,5$ nel giugno 2009;
  • 12 milioni raccolti attraverso la cessione di una royalty a Sandstorm Gold (SAND) nel novembre 2009;
  • 12,5 milioni di dollari raccolti con un prestito da Maquarie Bank stipulato nel novembre 2009;
  • 30 milioni di dollari raccolti con aumento di capitale a 1,6 dollari per azione nel maggio 2011;
  • 35 milioni di dollari raccolti con aumento di capitale a 2,55 dollari per azione nell’ottobre 2012;

Ecco alcuni altri dettagli salienti da considerare:

  • Significativa partecipazione da parte degli insider a circa l’8 per cento dell’azionariato.
  • I costi vivi di produzione sono bassi, a circa $ 8 per oncia di argento “equivalente”.
  • Tutti i prestiti relativi alle costruzione e le vendite di metalli a prezzi predefiniti (hedges) sono stati estinti.
  • A Santa Elena la produzione è in crescita a costi stabili;
  • L’azienda ha prodotto un flusso di cassa positivo di 5 – 10 milioni di dollari per ciascun trimestre dal luglio 2011, quando la produzione commerciale è stata dichiarata.
  • Il tosto management della SilverCrest ha già saputo far leva su una miniera dai fondamentali solidi traendone risultati operativi coerenti e stanno ora programmando di fare di nuovo la stessa cosa.

foto svlc 2

Inoltre, il prezzo delle azioni è rimasto relativamente forte anche durante le turbolenze estive nel settore minerario. Ci sono stati un paio di giorni in cui SilverCrest scambiato un po’ al di sotto di 1,50 dollari, ma generalmente le azioni se la sono state cavate abbastanza bene rimanendo vicino al livello dei 2 dollari. Questo implica che le azioni siano detenute in mani forti e siano considerate relativamente attraenti dal mercato a 2 dollari per azione. Attualmente si possono acquistare titoli intorno a 1,80 dollari, che consideriamo qualcosa di molto simile ad un affare (vedi sotto) data la recente mossa da parte dei metalli preziosi e dei titoli auriferi dai loro minimi estivi.

È importante sottolineare che, nei prossimi giorni e settimane, vi è la possibilità che la società verrà aggiunta ad uno o più ETF (ad esempio il GDXJ) e questo potrebbe tradursi in un aumento del prezzo dei titoli. Pertanto, se un investitore fosse incline a ottenere esposizione a una compagnia argento-aurifera di qualità nel proprio portafoglio, potrebbe avere senso stabilire una posizione in SilverCrest meglio se al più presto piuttosto che non più tardi.

Si noti che le modifiche nelle composizioni degli indici verranno formalizzate dopo la chiusura del mercato il Venerdì (13!), sia per il GDXJ sia per suo fratello il Market Vectors Gold Miners ETF (GDX). A causa delle significative modifiche alla metodologia di indicizzazione sottostante all’indice NYSE Arca Gold Miners GDX (GDM), questi annunci hanno il potenziale per causare grandi ondate di acquisti o vendite nel mercato, nei giorni e nelle settimane a venire. Abbiamo discusso le possibili implicazioni dei cambiamenti e dei ribilanciamenti dell’indice in una analisi su Metal Augmentor riservata ai sottoscrittori, pubblicata all’inizio di questa settimana.

Santa Elena Mine Complex

Valutazione della miniera di Santa Elena

Proprietà ammiraglia di SilverCrest è la miniera di Santa Elena posseduta al 100%, attualmente una miniera a cielo aperto ma in transizione per diventare una miniera sotterranea dal prossimo anno. La costruzione è originariamente iniziata nell’ottobre 2009, è stata completata nel settembre 2010 e la produzione commerciale annunciata nel luglio 2011. La costruzione è stata completata in tempo e spendendo meno (circa 20 milioni di dollari) del budget previsto, l’espansione in atto sta pure rispettando le tempistiche ed budget preventivati.

Ci sono voluti meno di 5 anni per passare dall’acquisizione alla redditizia messa in produzione di Santa Elena, una impresa che impressiona molto positivamente nel mondo minerario. Come già accennato, la miniera è sempre stato profittevole da allora e finora abbiamo visto aumenti dei dei costi di esercizio (dovuti all’inflazione) molto contenuti.

Ma come si fa ad attribuire un valore ad una miniera come Santa Elena?

Ci sono stati alcuni tentativi recenti fatti, anche sulle pagine di Seeking Alpha da parte dell’autore Ben Kramer-Miller nel suo “Una scommessa su SilverCrest è una scommessa su La Joya”. L’autore a quanto pare vorrebbe indurci a valorizzare Santa Elena sulla base del rapporto prezzo/flussi di cassa (P / CF – price/cash flow in inglese), mentre noi crediamo che il metodo più appropriato per la valutazione di una operazione di estrazione sia piuttosto quella dei flussi di cassa attualizzati (DCF, discounted cash flows). Il calcolo del rapporto P / CF semplicemente non è molto efficace nel valutare i progetti minerari e tanto meno le compagnie minerarie, dato che non tiene conto di fattori quali la vita residua della miniera e altre variabili operative. Date un’occhiata al seguente grafico riprodotto dalla ricerca prodotta da BMO e Dundee con i rapporti P / CF che oscillano all’interno di bande estesissime. (NdTRucco: pur riconoscendo che il multiplo prezzo / cash flow possa essere fuorviante, notare come la nostra Hochschild, in base a questo parametro, nel 2014 sia la prima della classe)

multipli prezzo/cash flow

Nel caso di SilverCrest, non abbiamo bisogno di usare un rapporto P / CF, perché l’azienda ha recentemente completato una stima dei flussi di cassa all’interno del suo studio preliminare di fattibilità (PFS) per l’espansione di Santa Elena come miniera sotterranea. Questo studio è arrivato a un valore attuale netto ante imposte di circa 130 milioni di dollari, utilizzando nei calcoli un prezzo di 1.250 dollari per oncia d’oro e 19,50 dollari per oncia d’argento, sulla base di una produzione fino al 2021. Ai prezzi di oggi dei metalli, leggermente più alti, quel NPV (net present value, valore attuale netto) sarebbe all’incirca pari a 160 milioni dollari (che corrisponde grosso modo alla capitalizzazione di mercato di SilverCrest al netto del capitale circolante). Computando nel calcolo anche le tasse e l’opzione di Sandstorm Gold per partecipare all’espansione, il valore attuale netto calerebbe a quota 100 milioni di dollari.

Ma guardando al rovescio della medaglia, lo studio preliminare di fattibilità considera solo l’estrazione di riserve di minerale laddove le recenti perforazioni hanno consentito di individuare notevoli risorse minerarie (NdTrucco: vedi glossario minerario per comprendere differenza tra risorse e riserve), nonché aree ancora da esplorare lungo la direzione in cui sono presenti le riserve/risorse, sia in orizzontale che andando più in profondità, ed ancora altre strutture mineralizzate sempre nel progetto di Santa Elena. Inoltre, il progetto Cruz de Mayo nelle vicinanze, potrebbe contribuire a sua volta a incrementare la produzione all’impianto di processamento di Santa Elena più in là nel tempo. Nel loro insieme, queste riserve potenziali suggeriscono la possibilità di un significativo incremento della vita residua della miniera rispetto ai soli 8 anni inclusi nello studio preliminare di fattibilità.

potenziale esplorativo a Santa Elena

A chi fosse preoccupato dalla possibilità che i numeri nello studio preliminare di fattibilità possano già essersi inflazionati nel frattempo, raccomanderemmo di controllare i precedenti studi economici su Santa Elena e confrontare quanto strettamente allineati alle stime siano stati i risultati operativi effettivi. Noi semplicemente non vi abbiamo riscontrato né quelle variazioni incrementali dei costi di capitale iniziale né quelle dei costi di esercizio che sono ormai un elemento comune a tanti progetti minerari. Ancora un altro fiore all’occhiello per SilverCrest.

Ultimo ma non meno importante, abbiamo utilizzato il nostro modello proprietario per ricavare una stima comparativa del valore di Santa Elena e degli altri progetti di SilverCrest. Il valore del caso base ai prezzi dei metalli correnti ha prodotto un valore comparativo di 1,70 dollari per ogni azione SilverCrest, computando invece prezzi dei metalli prodotti maggiori o minori del 30%, si perviene ad una banda di oscillazione tra un valore minimo di 0,63 dollari (prezzi inferiori del 30%) ed un valore massimo di 2,60 dollari (prezzi superiori del 30% dall’altro) per azione (il valore minimo di tale intervallo è dovuto a dei prezzi dei metalli quasi abbastanza bassi da rendere Santa Elena non redditizia). (NdTRucco: queste informazioni potrebbero essere poco comprensibili, dato che il titolo apparirebbe tutto meno che sottovalutato, se non aggiungessi che per valore nel caso base +/- 30% gli analisti di Metal Augmentor adottano misure estremamente conservative per tutti i progetti non ancora in produzione ed alle risorse definite che non sono ancora state inserite nelle riserve).

Fonte: truccofinanza.it

Articoli Simili

Oro e Argento : ORO ($) Posizioni lunghe sopra 1211,00

Administrator

Petrolio : Pivot point 55,80

Administrator

Petrolio : La tendenza resta al rialzo

Administrator