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Sotto la lente: Valute high yield sotto pressione

AUSTRALIA - SYDNEY

Un mix di fattori economici e politici sta mettendo sotto pressione il comparto delle valute emergenti, con i principali cambi delle valute high yield contro l’euro in caduta libera nelle ultime due ottave. L’attenzione dei mercati si è concentrata in particolar modo sulla Turchia, teatro di violente proteste contro il governo guidato dal premier Recep Tayyip Erdogan, accusato di voler “islamizzare” il Paese. Reduce da una doppia promozione a Investment Grade da….

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parte di Fitch e Moody’s, nell’ultimo biennio, la Turchia si trova ora a fare i conti con lo spettro che l’ondata di proteste possa sfociare in una nuova “Primavera Araba”.Nonostante il quadro delle divise emergenti fosse già compromesso, in scia alle strategie di Quantitative Easing delle Banche Centrali Mondiali, e alle decisioni di politica monetaria che avrebbero progressivamente favorito una loro svalutazione volta a stimolare le economie interne, i timori degli effetti incontrollati a livello di “rischio Paese”, hanno accentuato tale movimento proprio sulla lira turca che viaggia oggi ai minimi degli ultimi 19 mesi contro l’euro.
Ampliando lo sguardo all’intero comparto, si può facilmente desumere come il movimento correttivo sia stato pressoché generalizzato.  Un indicatore in grado di offrire una view su quanto sta accadendo alle valute emergenti è il JP Morgan Emerging Currency Index, un indice strutturato da JP Morgan in grado di mettere a nudo il carry trade a favore delle valute emergenti. In particolare, questo è basato su un basket di 20 divise high yield contro il dollaro americano e ribilanciato su base mensile sulle cinque divise che registrano un più elevato rapporto “carry-to-risk”.
Come è possibile notare dal grafi  co di tale curva, la correzione iniziata a maggio ha progressivamente assunto una notevole entità, sintomo di come il mercato bullish per tale comparto possa considerarsi esaurito. Ne  consegue come per tale asset inizino ad emergere con forza tutti i rischi insiti in un investimento a valuta scoperta e in particolare su divise storicamente molto volatili come quelle emergenti. L’alto rendimento promesso da alcune obbligazioni in valuta si accompagna infatti per natura ad un analogo alto rischio.
L’attuale scenario pertanto deve essere da monito per tutti gli investitori che decidono di puntare su asset denominati in valuta estera. Gli alti rendimenti offerti dalle proposte in valute emergenti, infatti, sono il più delle volte associati ai rischi cui implicitamente l’investitore si espone, ovvero al deprezzamento della valuta estera che, in casi estremi ma poi non così improbabili, potrebbe mettere a repentaglio anche la protezione del nominale a scadenza, nonostante gli elevati facciali promessi. E’  suffi  ciente guardare al movimento rialzista che ha riguardato il cambio Eur/Try, passato da quota 2,35 a  2,48 nel corso degli ultimi quattro mesi. Un deprezzamento complessivo pari a circa il 7%, sostanzialmente pari allo yield annuo promesso dai più comuni bond in valuta emergente.
La distribuzione dei rendimenti su base trimestrale, così come la rilevazione del tasso di cambio, invita tuttavia a porre sotto osservazione la RBS Lira Turca 9% ( Isin XS0609262471 ). Sebbene sia chiaro all’investitore quali rischi caratterizzino ad oggi tale tipologia di asset class, i rendimenti offerti dal bond targato RBS Plc anche in relazione alla scadenza di breve periodo (21 aprile 2015) ne giustificano l’interesse. E’ necessario tuttavia ricordare come il rendimento a scadenza sia direttamente connesso all’andamento del tasso di cambio Eur/Try, dal momento che in caso di un deprezzamento della Lira turca, ovvero in caso di una salita del cambio, il rendimento subirà una progressivo calo, così come in caso di apprezzamento della divisa turca, riscontrabile da un calo del cambio Eur/Try, aumenterà conseguentemente lo yield to maturity del bond in oggetto. Va infine specificato come i correnti livelli di prezzo, 104,93 try esposti in lettera, dopo aver raggiunto la scorsa ottava un minimo a quota 101 lire turche, valgono attualmente un rendimento potenziale in valuta, tenendo quindi ferma la componente tasso di cambio, pari al 6,312% lordo su base annua. Ora, al fine di comprendere quali potenzialità offra la RBS Lira Turca 9% si è provveduto ad effettuare una simulazione volta a quantifi  care l’effetto che l’evoluzione futura del cambio sottostante eserciterà sul rendimento dell’obbligazione a scadenza. L’analisi di scenario è stata condotta ipotizzando di acquistare il bond al prezzo attuale di 104,93 try. Iniziando con lo scenario peggiore, nel caso in cui l’euro inneschi progressivamente un deciso rimbalzo fi  no a quota 2,73 (+10%) , l’obbligazione riconoscerà un rendimento su base annua dell’1,08% lordo. Diversamente, nello scenario maggiormente positivo per l’investitore, ovvero in caso di un completo riassorbimento dello strappo registrato nel corso degli ultimi mesi, con un cambio Eur/Try verso quota 2,3, il ritorno annuo salirebbe potenzialmente al 10,56% lordo.

 

 

Fonte: The Royal Bank of Scotland plc . Rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

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