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Spagna, meno enfasi sull’austerità per fare ripartire l’economia

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Recessione più dura del previsto
Meno rigore sui conti e più enfasi sulla crescita…
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RBS


E’ il nuovo corso che intende portare avanti il governo spagnolo dopo i negativi effetti sulla congiuntura iberica delle misure di austerity volte a ridurre l’elevato deficit di bilancio del Paese. Dopo un anno e mezzo dalla salita al potere, il premier Mariano Rajoy si trova a dover fronteggiare un scenario recessivo più grave del previsto accompagnato da un elevato malcontento sociale alla luce della disoccupazione salita a livelli record. Le nuove stime per il 2013 diffuse settimana scorsa dal governo vedono l’economia della Spagna in contrazione dell’1,3% rispetto al -0,5% indicato in precedenza. Per il 2014 è atteso il ritorno alla crescita con un +0,5% mentre nel 2015 il Pil è visto a +0,9%. Anche la Banca centrale spagnola ha dato una sforbiciata alle stime di crescita: l’istituto centrale ora vede un calo del Pil nell’ordine dell’1,5% nel 2013. Una spina nel fi anco rimane il mercato del lavoro con la disoccupazione salita al nuovo livello record del 27,16% alla fi ne del primo trimestre con oltre 6 milioni di senza lavoro. Il tasso di disoccupazione è atteso dall’esecutivo al 27,1% quest’anno per poi ritracciare al 26,7% nel 2014 e al 25,8% nel 2015.

 

Gli obiettivi di bilancio slittano di due anni
Il contesto avverso ha reso ancora più impervia la strada di risanamento dei conti pubblici da parte del governo Rajoy. I dati Eurostat hanno evidenziato che Madrid ha archiviato il 2012 con un disavanzo di bilancio pari al 10,6% del Pil, il più elevato di tutta l’Unione Europea, Grecia compresa (10%). Al netto degli aiuti al settore bancario, il deficit è pari al 7,1% del Pil. Numeri che hanno reso irrealizzabile l’obiettivo concordato con Bruxelles di riportare il deficit al di sotto del 3% già il prossimo anno. Il 26 aprile il governo Rajoy ha pertanto aggiornato le proprie stime con il rapporto deficit/Pil visto scendere quest’anno al 6,3% e al 5,5% nel 2014. Il target di discesa del defi cit sotto il 3% è stato posticipato al 2016. Il debito pubblico secondo le nuove proiezioni andrà a sfiorare a soglia del 100% prima di invertire la tendenza.
La Commissione Europea ritiene fondamentale per la Spagna proseguire sulla strada delle riforme. Bruxelles rimarca che gli elevati livelli del debito interno e del debito estero continuano a rappresentare un grave rischio per la crescita e la stabilità finanziaria.

 

Ritorno di fiducia sui bond spagnoli
Nonostante il debole contesto macroeconomico, il mercato azionario spagnolo sta proseguendo quest’anno il suo percorso di recupero. Dai minimi toccati a nel luglio 2012, l’indice Ibex 35 ha inanellato un progresso di oltre il 40 per cento. Segnali positivi arrivano soprattutto dal fronte obbligazionario.
Il buon esito delle aste di titoli pubblici nel 2013 ha favorito un ulteriore restringimento degli spread, con il differenziale tra Bonos e Bund che ora viaggia in area 300 punti mentre il rendimento del titolo decennale è sceso fino al 4,215%, il livello più basso dal novembre 2010. Un andamento che dimostra come gli investitori esteri sono tornati a guardare con interesse alla Spagna.

 

 

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